In questi giorni in Italia e in tutto il mondo stiamo combattendo una guerra contro “il Coronavirus” un nemico invisibile che sta modificando la nostra quotidianità da settimane trasformandola, forse, per sempre. Un imperativo categorico rimbalza ovunque dalla Tv al web: #iorestoacasa. 

Negli ultimi anni il dibattito sull’utilizzo di internet aveva consolidato la tesi della pericolosità della rete, mettendo l’accento su rischi come dipendenza da internet, cyberbullismo e violazione della privacy. Con questa drammatica pandemia proprio quello strumento un tempo accusato di alienarci dagli altri, diventa, invece, ciò che ci permette di rimanere connessi al prossimo, ai nostri affetti, al nostro lavoro. Grazie a internet noi lavoriamo, i nostri ragazzi frequentano le lezioni online, la cultura con le visite ai musei in realtà virtuale viene diffusa a tutti… In questi giorni, insomma, il nostro Avatar Digitale sta vivendo quella che era la nostra normalità. 

Uno scenario quello odierno che il pubblico di Cortinametraggio ha potuto in qualche modo ritrovare nell’opera prima della giornalista e autrice Janet De Nardis. Proprio il suo corto, Punto di rottura, si è aggiudicato il premio Lotus Production per essere stato fortemente apprezzato dal pubblico della rete.

Un’opera visionaria, un racconto avvincente quello della De Nardis, scritto insieme a Marco Passiglia, realizzato in collaborazione con I Licaoni, e prodotto da Thinkfull, Densolar e Verrella costruzioni, con il sostegno di Panalight.

Punto di Rottura, infatti, narra le vicende di una famiglia del 2054 costretta, a causa dei cambiamenti climatici, a vivere barricata in casa e aiutata a sopravvivere grazie alla realtà virtuale. Lidia e Manuel, i due protagonisti dovranno decidere se accettare la realtà prendendo atto dei propri errori, o continuare a sopravvivere come Avatar nella finzione. I protagonisti sono interpretati da Lidia Vitale e Francesco Stella, mentre nei panni dei loro Avatar troviamo Francesco Ferdinandi e Sofia Bruscoli. 

Un progetto di sensibilizzazione alla cura per il pianeta e alle azioni consapevoli che possiamo comprendere attraverso lo strumento del cinema. Un futuro con un disastro climatico e un presente con una pandemia ha reso questo cortometraggio drammaticamente profetico. L’ottimo riscontro in termini di votazioni, così come gli apprezzamenti rivolti alla brillante regista, sono stati accompagnati da messaggi intrisi di speranza e ottimismo per il futuro. L’auspicio è che sia oggi che domani si possa dire (per noi e per il pianeta) che davvero “andrà tutto bene”.