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A Quartu una settimana di eventi per la Giornata contro la Violenza sulle Donne

Dal 23 novembre al 1° dicembre, manifestazioni e attività per promuovere l’inclusione e il rispetto dei diritti umani in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne

di Redazione
17 Novembre 2024
in Cagliari
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
66 5
Giù le mani dalle donne, manifestazione a Quartu
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Ogni anno il 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne, ufficializzata dalle Nazioni Unite nel 1999. La data fu scelta per commemorare la vita, l’attivismo e soprattutto il coraggio di tre sorelle, Patria, Maria Teresa e Minerva Mirabal, soprannominate mariposas, ovvero farfalle, che persero la loro vita per aver combattuto per la libertà della Repubblica Dominicana, il loro Paese. Quest’anno Quartu onora la giornata con tantissime iniziative distribuite nel corso di un’intera settimana.

Doppio appuntamento il 23 novembre. In occasione dell’evento “Insieme per l’inclusione contro la violenza” l’Associazione Sarda Queer APS e UniCa LGBT, con il patrocinio del Comune di Quartu Sant’Elena e del Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, condividendo l’obiettivo di promuovere il rispetto dei diritti umani hanno programmato una serie di interventi di riqualificazione sulle panchine pubbliche che rappresentano simboli di inclusione e sensibilizzazione.

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Le sedute, posizionate in punti strategici della città, nei prossimi giorni verranno sverniciate e riverniciate. I nuovi colori e i significati delle panchine saranno svelati durante l’inaugurazione ufficiale della piazza dei Diritti – prevista alle ore 10 -, per rappresentare un messaggio di forte impatto sociale legato ai temi dell’inclusione e del rispetto dei diritti umani.

L’altro appuntamento della giornata è programmato per la sera. Dalle 15:30 nella palestra University di Pitz’e Serra spazio all’Open day dedicato all’autodifesa personale, patrocinato dal Comune. In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne è infatti programma una serata tra testimonianze e dimostrazioni.

Domenica 24 novembre il Rotary Club Cagliari Nord promuove una manifestazione sportiva non agonistica. Alle 8:30 via alla passeggiata ciclistica di circa 20 km, con partenza dal CUS Cagliari (campi di Sa Duchessa, via is Mirrionis) e arrivo alla sede quartese del CUS, in via Perda Bona. Da qui spazio alla corsa non agonistica dentro il Parco di Molentargius di 5 km.

Piazza dei Diritti a Quartu
Studenti quartesi manifestano contro la violenza sulle donne

Lunedì 25 novembre sarà il giorno di “Quartu in Marcia contro la Violenza: Diciamo No, Diciamo Mai Più!”. La grande marcia, che vista l’ampia adesione fa prevedere la partecipazione di circa 1000 persone, è organizzata dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche di Genere, in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità del Comune di Quartu, e vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni locali, delle scuole e delle associazioni del territorio. L’iniziativa mira a sensibilizzare la cittadinanza sulla violenza di genere, promuovendo una cultura di rispetto e uguaglianza, perché ogni forma di violenza, sia essa morale o fisica, deve passare attraverso l’educazione e il cambiamento culturale.

Appuntamento la mattina per favorire la presenza della comunità scolastica. L’incontro è infatti fissato per le ore 9:30, con partenza alle 10 da piazza XXVIII Aprile. Il corteo proseguirà lungo via Vittorio Emanuele, piazza IV Novembre, via Fiume, via Polonia, via Cecoslovacchia e via Portogallo, con arrivo al monumento simbolo contro i femminicidi presso il Parco del Popolo Kurdo, dove interverranno gli studenti con messaggi, letture di brani, poesie e musiche, promuovendo una riflessione condivisa sulla Giornata, sul ruolo della donna nella società, sul rispetto reciproco e sulle relazioni affettive inclusive.

Ultimo appuntamento del ricco programma sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre nella palestra Steptime, sempre con patrocino comunale. In programma anche in questo caso corsi di difesa personale rivolti in particolare a bambini e donne. Si utilizzerà il metodo M.A.V. (Metodo Anti Violenza), un sistema unico nel suo genere che riesce a preparare gli individui su come far fronte alle aggressioni fisiche rispettando i canoni morali ed etici previsti dalla legge italiana.

Tags: donneGiornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donneQuartu Sant'Elenaviolenza di genere
Redazione

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È quella di Sant’Efisio.  Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.  Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂  🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.  📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis  Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿  ⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli.  🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria.  📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza.  La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗  📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
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