A Cagliari è stato inaugurato un nuovo complesso di 12 minialloggi destinati a persone in condizioni di grave povertà ed emarginazione sociale, nell’ambito del progetto “Interventi per l’inclusione sociale ed il contrasto alla povertà ed alla discriminazione”. L’iniziativa, promossa dal Comune e sostenuta da fondi PON/POC Metro 2014-2020 e PNRR, si inserisce nel modello dell’“Housing First”, che parte dal diritto all’abitare per favorire l’autonomia personale e la ricostruzione di relazioni sociali.
Gli appartamenti, di proprietà comunale e situati in via Verdi, via Piave e via Tiziano, sono stati ristrutturati e resi abitabili per accogliere temporaneamente nuclei familiari o persone senza dimora. Gli 8 bivani e 4 monolocali, collocati nel centro cittadino, rappresentano un punto di partenza per chi affronta un periodo di fragilità, in attesa di una soluzione abitativa stabile.
Il progetto prevede diversi percorsi di accoglienza. Nove alloggi sono destinati a famiglie monogenitoriali o bigenitoriali in situazioni di disagio economico o con figli con disabilità, per un totale di 24 persone, minori compresi. Due appartamenti potranno invece accogliere fino a sei persone dimesse da strutture sanitarie o sociali, che non dispongono di un’abitazione adeguata nel periodo successivo alle dimissioni. Un ultimo minialloggio sarà riservato a persone in stato detentivo con un residuo di pena inferiore a 18 mesi, individuate insieme ai servizi per l’esecuzione penale esterna, che seguiranno il percorso di reinserimento.
Ciascun beneficiario potrà risiedere nell’alloggio per un periodo compreso tra sei e dodici mesi, non rinnovabile, durante il quale dovrà rispettare le regole di convivenza e contribuire, secondo le proprie possibilità, alle spese di gestione. Parallelamente, ogni residente sarà accompagnato da operatori sociali in un percorso di crescita personale, finalizzato all’acquisizione di competenze e all’aumento dell’autonomia.
L’obiettivo del progetto non è soltanto offrire un tetto, ma creare contesti di vita condivisa e collaborativa, in cui le persone possano costruire nuove reti sociali, superare la solitudine e avviare un percorso concreto di inclusione.






































