Un esordio con premio: Max Lobe ha vinto nel 2014 il Prix du roman des Romands con “Rue de Berne, numero 39”. Lo scrittore camerunense di lingua francese è l’ospite del primo dei tre incontri che aprono la settimana di Éntula online: lunedì 23 novembre alle 18 dialogherà di immigrazione e altri temi con Andrea Serra. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulle pagine del festival Éntula e di Liberos e sul canale YouTube Lìberos Sardegna.

Il romanzo. Dipita è cresciuto in Rue de Berne, nel cuore del quartiere a luci rosse di Ginevra, accudito da una combriccola wolowoss, lucciole affettuose e pettegole che gli insegnano come stare al mondo e difendersi da spacciatori, «mariti di professione» e venditori di kebab. Ora che è rinchiuso nel carcere di Champ-Dollon, e ha tempo per riflettere sulla propria vita, il ragazzo decide di ricostruire le tappe del viaggio che ha condotto la sua famiglia da un piccolo villaggio del Camerun alla ricca metropoli elvetica: a partire dalle disavventure di sua madre Mbila, introdotta a sedici anni nel giro della prostituzione dopo essere sbarcata in Europa in compagnia di trafficanti e ballerine di bikutsi. Un destino, quello di Mbila, propiziato dal fratello Démoney, ex funzionario pubblico che ha investito tutto quello che aveva per far partire la sorella, da lui cresciuta come fosse una figlia, e salvare la famiglia dalla miseria. Ma, soprattutto, Dipita ci racconta la sua storia personale, quella di un giovane immigrato di seconda generazione che a poco a poco prende coscienza della propria omosessualità ed è costretto a fare i conti, in un tumulto di incontri stupefacenti, con una doppia diversità.

Max Lobe, nato in Camerun nel 1986, risiede in Svizzera da quando ha diciotto anni. Autore di racconti e romanzi, nelle sue opere tratta spesso temi di attualità come l’immigrazione, l’omosessualità e i rapporti interculturali. Con “Confidences” (2017) ha ottenuto il Prix Ahmadou Kourouma, mentre con “La Trinità bantu” (66thand2nd, 2017) si è aggiudicato il Premio Salerno Libro d’Europa 2018.