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Fabrizio “Bibi” Pinna, un travel influencer “nuragico”

di Helel Fiori
27 Dicembre 2020
in Archeologia, People
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
213 17
Fabrizio Bibi Pinna, Alessandra Cossu e Farah

Fabrizio Bibi Pinna, Alessandra Cossu e Farah

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National Geographic, Nature, Airone, riviste specializzate e punto di riferimento globale per tutti i viaggiatori naturalisti. Facile rimanere a bocca aperta davanti ai bellissimi scenari da ogni parte del mondo, immagini che non di rado ci hanno impressionato tanto da spingerci a organizzare un viaggio, o addirittura a cambiare vita per seguire le nostre passioni.

La maggior parte delle volte restiamo a guardarle sognanti, convinti che la meraviglia sia sempre lontana, quasi irraggiungibile, conquistabile solo dopo grandi gesti o importanti impegni finanziari.

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Invece no. A volte è proprio dietro casa che si scopre la vera meraviglia. Soprattutto per chi vive su una delle terre più antiche d’Europa che ancora oggi mostra con onore le vestigia di antichi popoli quasi sconosciuti.

Quindi per noi sardi basta avere uno zaino, un buon navigatore, e tanta voglia di scoperta.

Certamente basta a Fabrizio “Bibi” Pinna, trentasettenne di Serramanna (CA), militare tecnico di aeromobili per lavoro ed eccellente escursionista per passione.

L’amore smodato che Fabrizio ha per la Sardegna non si risolve in bivacco bucolico tra le campagne come per molti di noi: al contrario la sua è una passione consapevole, sorretta da molto studio e approfondimenti storici, e graziata da un gruppo di escursione tutt’altro che ordinario. “Primo ufficiale” è la sua compagna Alessandra Cossu, con cui condivide le attività di speleologia, arrampicata, escursionismo, e un look da copertina; la loro “sergente” è Farah, Labrador di sei anni che riesce ad accompagnarli ovunque, testimoniando che i cani non sono un peso e mostrando che insieme si può davvero creare qualcosa di bello.

  • Nuraghe Ardasai di Seui
  • Nuraghe Arrubiu di Orroli
  • Nuraghe di Is Paras di Isili
  • Nuraghe Genna Maria di Villanovaforru

Perfetta formula che coinvolge sui social più di quarantamila follower (FB @bibipinna, IG @fabrizio_bibi_pinna): ottimo risultato per un Instagram creato inizialmente da un gruppo di amici a sua insaputa. Racconta Fabrizio: “Gli scatti all’inizio erano concentrati più sul mare, ma la gente non apprezzava. Proprio questo mi spinse a cambiare dando spazio esclusivamente a quella Sardegna che nessuno calcolava, la Sardegna archeologica, quella che reputo la vera Sardegna. Ci sono voluti quasi tre anni di caricamenti, escursioni, esplorazioni, per far vedere che oltre al mare ci sono altre possibili risorse turistiche.”

Quello che ne è derivato è una bomba di immagini di altissimo livello, visioni aeree di decine di siti archeologici corredate spesso da informazioni storiche, precisazioni, interrogativi. Non solo una pagina dove l’occhio si bea dei cromatismi, ma dove anche mente e cuore si pongono domande, in cui gli storici possono inanellare interessanti contraddittori su pozzi sacri, domus de janas, nuraghi, mettendoli a confronto per cercare importanti differenze o analogie, monumenti mostrati senza filtri né eccessivi editing per la pubblicazione – “penso che la vera bellezza si catturi al momento dello scatto” sottolinea Fabrizio – scatti che lo hanno messo in luce e fatto diventare ambasciatore Nikon oltre che collaborare con parecchie figure, tra cui il team che mira a far riconoscere la Sardegna sito patrimonio mondiale Unesco.

I luoghi visitati sono spesso fuori dai circuiti noti, ma sono comunque mappati nelle app Wikimapia e Nurnet che Fabrizio ed Ale utilizzano per trovare i siti direttamente mentre sono in viaggio. Illogico, data la presenza di Farah? In realtà, oltre a riuscire a seguirli ovunque, il suo apporto si è rivelato fondamentale nella attività parallela di eco-pulizia che Fabrizio pone in atto durante le escursioni. Con l’hashtag #unabustaperamica chiedono a tutti di portare con sé una busta per raccogliere la spazzatura che si può trovare durante le gite: “la Sardegna ha bisogno di ognuno di noi e noi abbiamo bisogno della Sardegna” ci esorta Fabrizio.

  • Pozzo Sacro di Santa Cristina
  • Nuraghe Piscu di Suelli
  • Nuraghe Orolo di Bortigali
  • Castello di Las Plassas

A sentirlo parlare ci si riscopre innamorati della nostra isola: “Abbiamo un patrimonio archeologico unico al mondo, abbiamo foreste millenarie, abbiamo borghi, tradizioni arcaiche, montagne, sistemi carsici tra i più grandi e vecchi d’Europa, abbiamo così tanto che una sola vita non basterebbe per vedere metà di tutto questo”, e forse per colpa dello “spiaggismo” compulsivo degli anni Ottanta il turismo nell’entroterra è rimasto a lungo un’attività di nicchia; ora si sta assistendo a un’inversione di tendenza, forse grazie ai social o ai programmi divulgativi, che di recente hanno risvegliato la bagarre riguardo i popoli nuragici. Fabrizio ha una sua chiara opinione: “Credo che i nostri padri siano stati il primo grande popolo del Mediterraneo. Un popolo che viaggiava, commerciava, navigava. 3500 anni fa costruirono strutture spostando e modellando enormi blocchi di pietra per creare quello che oggi risulta essere il più grande museo a cielo aperto del mondo. Nuraghi alti fino a 25 metri costruiti a secco, pozzi sacri dalla precisione impressionante, villaggi, tombe e molto altro. L’unica vera risposta a chi definisce i nuraghi solo sassi è questa: uscite, visitate, guardate, vi renderete conto che non sono né sassi né pietre, ma vere opere d’arte.”

Il suo consiglio, anche per chi è alle prime armi, è quindi quello di organizzare piccole escursioni e iniziare a scoprire “la Sardegna che si trova alle spalle del mare”. Perfetto, io preparo lo zaino.

E tu?

Tags: archeologiaFabrizio “Bibi” PinnafotografiaSardegnasocial network
Helel Fiori

Helel Fiori

Chi nasce tondo non muore quadrato. È così che si dice. La propria natura è la propria natura. Fortuna allora è avere una natura stabilmente instabile che non ci limiti, che ci apra ogni strada.

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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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