La casa del prof. Antonio Raimondo Cugia è un piccolo scrigno di documenti ai quali ci lascia volentieri attingere per conoscere la lunghissima storia della sua nobile famiglia. E da scoprire c’è davvero tanto; troppo per le poche parole che qui abbiamo. Ci limiteremo, quindi, a tracciare alcune generali pennellate.

Cugia è un cognome che sembra arrivare da lontano. Se a Sassari è documentato a partire dal basso medioevo, tracce più antiche si trovano in Spagna e in Francia, nella regione della Provenza. Ma concentriamoci sulla nostra isola. Pare che già agli inizi del 1300, tra gli inviati dell’allora Regnum Sardiniae ad Avignone per rendere omaggio al nuovo sovrano, figurasse un certo don Gaspare Cugia. Sappiamo poi che un Francesco Domenico Diego Cugia nacque a Sassari verso il 1530 e, dottore in legge, sposò una nobildonna la cui discendenza, negli anni a venire, avrebbe reso la famiglia tra le più blasonate. Nel 1709, per esempio, Giambattista (o Giovanni Battista) Cugia fu governatore di Sassari (corrispondente all’attuale carica di sindaco) ai tempi dell’impero spagnolo, e ricevette dall’imperatore Carlo VI, nel 1716, il titolo di Marchese e il predicato d’uso di Sant’Orsola.

La carriera in ambito giurisprudenziale e nella cura degli affari di Stato è una peculiarità che per generazioni ha contraddistinto la famiglia, nell’isola e fuori. Don Litterio Cugia, per esempio, nato a Messina nel 1728, vi fece ritorno come Giudice della Reale Udienza e Referendario dell’Ordine Militare dei Santi Maurizio e Lazzaro. Dobbiamo invece spostarci al 1818 per veder nascere Efisio Cugia di Sant’Orsola: la sua figura è importante perché strettamente collegata all’Unità d’Italia. Arruolatosi al termine degli studi, sopravvisse ferito, nel 1848, alla Prima Guerra d’Indipendenza. Decorato al valore, partecipò a diverse campagne militari divenendo Generale e, nel 1860, Capo di Stato Maggiore del Corpo d’Esercito. Maturò anche una brillante carriera politica in seguito all’elezione in Parlamento come deputato del Regno di Sardegna dalla V alla XI legislatura. Vantò, inoltre, una particolare vicinanza alla famiglia reale: era molto amico, infatti, della Regina Margherita di Savoia, moglie di Umberto I. È stato proprio Diego Cugia di Sant’Orsola, uno degli ultimi discendenti di questa nobile famiglia, a pubblicare su La Nuova Sardegna dell’8 aprile 1998, una lettera fino a quel momento inedita, inviata dalla Regina al Generale, che testimonia quest’ottimo rapporto.

Chiudiamo con lo stemma della casata che – diviso in due parti – rappresenta nel riquadro superiore, di color blu, un cane d’argento e un’aquila d’argento che vola verso il sole dorato alla sua destra; nel riquadro inferiore, di color oro, una campagna erbosa sulla quale svettano un olmo verde e un leone rosso che impugna una spada argentata in alto palo.