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Sa Pompia, il frutto sardo unico al mondo

di Manuela Pierro
22 Febbraio 2020
in Ambiente & Natura, Food
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Una delle caratteristiche che il resto del mondo dovrebbe invidiare alla Sardegna, è l’unicità della sua essenza. In questa splendida isola, infatti, esistono un indefinito numero di particolarità ed eccezioni che rendono ancora più incredibile il panorama gastronomico, naturalistico e artigianale.

La Baronia (in particolare Siniscola, Posada, Torpè e Orosei) è una delle zone del territorio che può sentirsi maggiormente grata a Madre Natura per la qualità unica di uno dei suoi prodotti: sa pompìa. Non si tratta di un limone, né di un pompelmo e neanche di un cedro, ma della sapiente miscela di tutti e tre questi agrumi, un frutto endemico sardo dalle indiscutibili qualità culinarie e, addirittura, da utilizzare come elisir di benessere e salute.

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Fino al 2015 questo frutto dalla buccia opaca e bitorzoluta di un giallo che ricorda il limone, di una forma che ci riporta al pompelmo e di un’irregolarità che richiama il cedro, non era neanche riconosciuto dalla comunità scientifica, forse proprio a causa della sua unicità.

E il fatto che il nome non riconosciuto fosse Citrus mostruosa la dice lunga sullo spirito ironico dei sardi che l’hanno prodotto per secoli. Perché pare, infatti, che un documento statistico ordinato dal viceré nel 1760 contenga già questo particolare frutto tra le specie vegetali coltivate in Sardegna.

La sua dubbia avvenenza non l’ha assolutamente declassato e non solo perché è un agrume principe della tradizione gastronomica della Baronia, ma anche perché alcune ricerche svolte presso l’Università degli Studi di Sassari hanno permesso di ottenere un olio essenziale capace di piccoli miracoli alle vie respiratorie e all’apparato digestivo, e di curare importanti infezioni a quello genitale femminile. Molte di queste ricerche sono ancora in fase di sperimentazione, ma l’entusiasmo è altissimo soprattutto in un periodo storico in cui la società e le industrie farmaceutiche sono così attente alla ricerca di prodotti curativi naturali e biologici.

Al fine di preservare questo prodotto tipico e unico, nel 2004 a Siniscola è nato un presidio slow food della pompìa ed è proprio qui che le donne si tramandano oralmente la ricetta per ottenere i dolci della tradizione realizzati grazie a questo frutto.

Prepararla è un lavoro lungo e paziente, perché la pompìa può essere consumata solo dopo ore e ore di cottura, visto che da cruda è immangiabile.

Per iniziare, si pela la buccia che può essere utilizzata per fare un delizioso digestivo, la famosa s’aranzada o per essere inserita nella marmellata. A questo punto, al centro, tutto intorno al picciolo, si scava un foro abbastanza grande da riuscire a svuotare facilmente dalla polpa interna che sarà un altro ingrediente della marmellata. L’involucro restante, dopo una lentissima e lunga bollitura con acqua e miele, assumerà un bel color caramello, si chiamerà sa pompìa intrea e potrà essere consumato a fette tra i sorrisi orgogliosi delle donne che lo hanno preparato e che danno prova d’immenso amore, oltre che di abilità.

Tags: foodfruttaPompiaSardegna
Manuela Pierro

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
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