Dalla peste alla malaria e al Covid, fino ad oggi l’ambito sanitario sardo ha rappresentato spazio di sfida e adattamento dal punto di vista pratico, ma anche organizzativo. Arrivare ad ottenere un sistema medico meglio gestito è stato infatti possibile non solo grazie ad una serie di riforme emanate nel XIX secolo, ma anche alla nascita di strutture adeguate come l’Ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari.
Considerato il primo vero presidio medico del capoluogo, l’Ospedale San Giovanni di Dio sorse durante il Regno d’Italia a seguito di una crescente domanda igienico sanitaria, quando la cittadina conobbe un incremento dei suoi abitanti rendendo inadeguato l’Ospedale Sant’Antonio Abate di via Manno. Fino a quel momento sanatorio di riferimento gestito da religiosi, le pessime condizioni di quest’ultimo portarono infatti le autorità alla costruzione di un nuovo ospedale, la cui prima pietra fu posta nel 1844.
Intitolato al Patrono degli ammalati, degli ospedali e degli infermieri, il San Giovanni di Dio derivò da un progetto dell’architetto Gaetano Cima, basato su un edificio neoclassico a pianta semicircolare con reparti comunicanti grazie a una distribuzione a ventaglio. Osservando tutt’ora, l’armonia architettonica si percepisce fin dalla facciata, costituita da colonne alte circa 10 metri e da un cosiddetto pronao, spazio antistante l’entrata che introduce a un ampio atrio circolare con finestroni che si aprono su un cortile.
Da questo punto centrale si sviluppano poi due corpi laterali con i reparti, dove è possibile accedere passando sotto suggestive arcate che portano a diversi corridoi. Seguendo un percorso a raggiera, tali spazi si riuniscono infine al corpo centrale, creando ciascuno un cortile esagonale di forma allungata. Stesso identico schema si ripresenta al primo piano, dove in corrispondenza dell’atrio inferiore è presente una cappella intitolata a San Giovanni di Dio con cupola di forma emisferica ornata da cassettoni.
Una conformazione peculiare, a cui si aggiunge l’ulteriore valore artistico delle opere scultoree presenti in aree del complesso. Dislocate nelle zone centrali e nei corridoi, esse comprendono ritratti di benefattori tra cui quello dell’avvocato, giurista e politico Francesco Angelo Dessì, noto a Cagliari per la sua generosità e donatore di ricchezze anche per la fondazione della chiesa di San Michele a Stampace.
Malgrado difficoltà ed incertezze economiche, nel 1927 il San Giovanni di Dio fu finalmente completato, divenendo ente pubblico a tutti gli effetti e punto di riferimento per i cittadini tanto da battezzarlo anche “Ospedale Civile”.






Il ruolo attivo della struttura fu fondamentale anche nel 1943, anno in cui si trovò a fronteggiare bombardamenti nemici ospitando un rifugio all’interno dei suoi sotterranei. Essendo a corto di rifugi antiaerei in città, le autorità decisero infatti di realizzare aree sicure sfruttando anche quella sottostante l’Ospedale, dando così vita ad un sistema di cunicoli composto da una galleria con illuminazione, maschere antigas più spazi laterali per degenti, infermieri e medici. Un’operazione che tuttavia intaccò testimonianze del passato lì presenti come una cisterna di origine punico-romana, coinvolta negli effetti delle esplosioni per aprire la galleria e di cui ancora nelle pareti rimangono segni.
Alla sua storia costruttiva si aggiunge infine un velo di leggenda: in passato si riteneva che la galleria facesse parte di un sistema di fuga utilizzato dagli abitanti di Castello. Un’ipotesi successivamente smentita dagli speleologi, che ne hanno ricondotto la realizzazione a epoche molto più recenti.
Ancor più misteriosa e suggestiva è invece la vicenda attorno al cosiddetto fantasma della suora, che si aggirerebbe silenziosamente nel cuore della notte tra i reparti dell’Ospedale, per poi voltarsi e sparire nei sotterranei. Una voce alimentata anche da testimonianze, tra cui la più nota di un operatore che racconta come durante un turno notturno imbattendosi nella figura e chiedendole se avesse bisogno d’aiuto, non ricevette alcuna risposta. Da lì l’essere si allontanò poi in silenzio, dirigendosi proprio verso i cunicoli sottostanti.
L’Ospedale San Giovanni di Dio si trova in via Ospedale 54 nel cuore di Cagliari e attualmente risulta ancora attivo. In genere chiusi al pubblico, i sotterranei sono invece visitabili in occasioni specifiche come la manifestazione Monumenti Aperti o tour organizzati.



































