Arriva in Sardegna “Sissi l’Imperatrice”, il nuovo spettacolo scritto e diretto da Roberto Cavosi, con Federica Luna Vincenti nel ruolo della protagonista. La produzione, firmata Goldenart Production in collaborazione con il Teatro Stabile di Bolzano e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, fa tappa nelle principali città sarde sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna: giovedì 22 gennaio al Teatro del Carmine di Tempio Pausania, venerdì 23 gennaio al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, sabato 24 gennaio al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, e domenica 25 gennaio al Teatro “Antonio Garau” di Oristano.
Il testo costruisce un ritratto intimo e complesso di Elisabetta d’Austria, la celebre “Sissi”, icona di grazia ma anche figura inquieta, insofferente ai dogmi della corte viennese. Figlia del duca Massimiliano Giuseppe e di Ludovica di Baviera, moglie dell’imperatore Francesco Giuseppe, Sissi è raccontata qui come una donna sospesa tra il ruolo imposto e la ricerca ostinata di libertà. Il racconto attraversa gli snodi più drammatici della sua esistenza: la morte della figlia Sofia, il suicidio del figlio Rodolfo e i conflitti familiari che la segnarono profondamente.
“In eterno lutto per le morti assurde di due dei suoi figli – si legge nel testo – Elisabetta sviluppa una sensibilità dolente e rabbiosa, ma tutt’altro che astratta”, capace di rivolgersi anche alle questioni sociali del suo tempo, dalle sofferenze delle minoranze alle ingiustizie verso il popolo.
Roberto Cavosi, autore e regista, lega la sua ispirazione a un ricordo personale: «A Merano, la mia città natale, c’è una statua di Elisabetta d’Austria. Fin da bambino mi affascinava la sua calma malinconica, un’immagine distante dal ritratto di sovrana serena che tutti conoscono». Da quell’impressione infantile nasce l’idea di esplorare la fragilità e la forza della donna dietro il mito.
Nel tempo, Roberto Cavosi ha trovato un ulteriore spunto nel saggio “Le Indomabili” di Ginette Rainbault e Caroline Eliacheff, che analizza figure come Antigone, Simone Weil, Caterina da Siena e la stessa Elisabetta d’Austria come esempi di ribellione estrema. «In Sissi – osserva il regista – la sofferenza diventa ribellione, il dolore sovversione, la melanconia riscatto. È una donna dal pensiero modernissimo, insofferente a ogni forma di guerra e di imperialismo. In tempi come i nostri, così avari di libertà e sensibilità, non potrei immaginare personaggio migliore per il palcoscenico».
Con i costumi di Paola Marchesin, le luci di Gerardo Buzzanca e le musiche originali di OraGravity, lo spettacolo restituisce alla figura dell’imperatrice un volto umano e contemporaneo, trasformando la sua leggenda in una riflessione viva sulla fragilità e la forza dell’essere femminile.



































