Ad Alghero arriva una nuova tappa del percorso artistico di Vanni Rocca: dal 29 maggio all’8 giugno 2026 Torre Sulis ospita il ciclo pittorico “Siamo Canne al Vento”, già presentato a Nuoro e Bolotana. Lo spazio espositivo, ricavato nella torre spagnola affacciata sul mare, accoglie per la prima volta il progetto dedicato all’opera di Grazia Deledda, inserendosi nel circuito di iniziative che riportano al centro il patrimonio culturale isolano.
Il lavoro di Rocca si articola in nove grandi tele a olio che traducono in immagini i personaggi, i paesaggi e le atmosfere del romanzo pubblicato nel 1913. Si tratta della prima trasposizione pittorica mai realizzata su un’opera della scrittrice premio Nobel, un progetto concepito come restituzione culturale collettiva e sviluppato a un secolo dalla consacrazione internazionale di Deledda. Dopo la diffusione televisiva con un servizio dedicato su Linea Verde, andato in onda su RaiUno nel gennaio 2026, il ciclo ha intrapreso un itinerario attraverso la Sardegna, con l’obiettivo di raggiungere diversi territori dell’isola.
L’esposizione algherese non si limita al nucleo deleddiano. Accanto alle tele ispirate al romanzo, trovano spazio nuove opere dedicate all’abito tradizionale sardo, elemento centrale nella ricerca dell’artista. Nei ritratti, l’abito diventa strumento di narrazione identitaria, capace di restituire appartenenza, memoria e continuità culturale.
Durante tutta la durata della mostra, Rocca sarà presente negli spazi di Torre Sulis, affiancando i visitatori nel percorso espositivo. «Ho scelto di creare opere che fossero una restituzione culturale, patrimonio di un intero popolo», ha dichiarato, sottolineando il valore partecipativo del progetto. L’apertura al pubblico è prevista ogni giorno, con accesso libero, dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00.
Il percorso artistico di Vanni Rocca parte da Sennori, dove nasce nel 1978, e si sviluppa in modo non convenzionale: dopo una lunga esperienza nel settore informatico, nel 2017 intraprende la pittura, alla quale si dedica completamente dal 2021. La sua formazione si costruisce attraverso lo studio dei maestri sardi del Novecento, rielaborati nel progetto “Mastros”, e si intreccia con influenze contemporanee legate al figurativismo tonalista. Ne deriva una pittura essenziale, costruita su tavolozze contenute e su una progressiva sottrazione del superfluo.
Al centro della sua ricerca si colloca una dimensione che unisce radicamento locale e apertura internazionale. Il racconto dell’identità sarda attraversa temi come il ritratto, l’abito tradizionale, il cavallo e l’archeologia, sviluppati in dialogo con esperienze maturate in diversi contesti europei, dall’Andalusia al Baltico. Le sue opere sono oggi presenti in collezioni private e istituzionali, tra cui quella dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico, e hanno ricevuto riconoscimenti come quello ottenuto nel 2025 al Premio Marchionni.
“Siamo Canne al Vento” rappresenta il progetto di maggiore impegno culturale dell’artista: un ciclo non destinato al mercato, accompagnato da un volume d’autore in edizione limitata, che rafforza il legame tra pittura e patrimonio letterario.


































