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Ad Atzara la luce radente di Richard Scheurlen nella mostra che verrà inaugurata il 24 luglio

L'associazione Antonio Corriga presenta al Museo Ortiz una rara esposizione e un documentario di Antonello Carboni sul pittore tedesco, visitabile fino al 1° dicembre

di Redazione
15 Luglio 2021
in Arte, Eventi
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
92 7
Alcune tele di Scheurlen

Alcune tele di Scheurlen

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Dalla freschezza di una pittura in plein-air capace di folgorare Filippo Figari e Antonio Corriga, a una vita avventurosa in giro per il mondo, che lo portò a scoprire il paese di Atzara come il luogo più degno di essere vissuto. A distanza di ottantacinque anni, quel piccolo borgo del Mandrolisai, patria e dimora di tanti artisti del Novecento, ricambia l’amore del valente pittore tedesco Richard Scheurlen dedicandogli una speciale mostra che, dal 24 luglio al 1 dicembre, esporrà alcune delle sue opere più significative nelle sale del Museo Antonio Ortiz, impreziosite dalla proiezione di un documentario che ripercorrere i passaggi di un’esistenza sorprendente. Tanto sorprendente da poter essere accostata alla trama di un film interpretato da suo nipote Ulrich Tukur, attore di fama internazionale e popolarissimo in Germania, che sarà ospite d’onore ad Atzara e tra i protagonisti del documentario dedicato a suo nonno.

L’esposizione “Richard Napoleon Scheurlen – l’uomo e l’artista” realizzata a cura di Sabina Corriga e Antonello Carboni, sarà inaugurata il 24 luglio alle 19:00 al Museo Ortiz, mentre alle 22 in Piazza San Giorgio sarà presentato al pubblico il documentario “Il pittore tedesco”, road-movie realizzato dalla sapiente regia di Antonello Carboni. È un lavoro di ricerca, biografico, che attraverso lo sguardo di Sabina permette di vivere in prima persona la progressione e gli esiti dell’indagine, nel piacere della scoperta di questo illustre sconosciuto.

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Il 25 luglio a corollario dell’evento, in Piazza San Giorgio sarà proiettato il film “Seraphine”, premio Cesar per il miglior film 2009, diretto da Martin Provost e interpretato dallo stesso Ulrich Tukur, che sarà lieto di presenziare di scambiare due chiacchiere con il pubblico.

Fu il pittore Filippo Figari nel 1936 a scoprire per caso, a Positano, le eccellenti doti artistiche di Scheurlen, nato a Stoccarda nel 1890, uomo di infiniti interessi e di profonda cultura e membro di un’importante famiglia nobile. Persona sempre generosa e disponibile ma dal carattere disciplinato, era stato comandante degli U-Boat della Marina durante la prima guerra mondiale.

  • Richard Scheurlen Autoritratto - 1934 olio su tela 59x44
    Richard Scheurlen Autoritratto – 1934 olio su tela 59×44
  • Richard Scheurlen "Lavandaie al fiume" - 1937 olio su tela
    Richard Scheurlen “Lavandaie al fiume” – 1937 olio su tela
  • Richard Scheurlen "Nudo di donna" - Anni '40 olio su tela
    Richard Scheurlen “Nudo di donna” – Anni ’40 olio su tela
  • Richard Scheurlen "Ragazze di Desulo" - 1937 olio su tela 202x134
    Richard Scheurlen “Ragazze di Desulo” – 1937 olio su tela 202×134

Nelle sue grandi tele si legge la spontaneità dei movimenti, si scorgono figure immerse in un’atmosfera rarefatta, una emblematica luce del sole radente e poi quella mobilità che manca alle opere di Figari, sempre scenografiche e sottomesse al linguaggio accademico delle sue grandi decorazioni. Instancabile viaggiatore e profondo conoscitore dei movimenti artistici europei, il pittore tedesco si fece convincere facilmente a visitare Atzara. Vi sarebbe rimasto per circa quindici anni, ospite della famiglia Demurtas, estasiato dalla bellezza dei paesaggi e rapito dalla luce del pomeriggio che caratterizza il centro Sardegna, paragonabile solo a quella che l’artista aveva osservato a Ceylon. Una luce che riteneva fondamentale per apprezzare al meglio la sua pittura.

Atzara era già residenza artistica dei pittori costumbristi spagnoli come Antonio Ortiz e Eduardo Chicharro, e di altri grandi come Giuseppe Biasi, Carmelo Floris, Stanis Dessy, Antonio Delitala e Filippo Figari. In paese, un giovane Antonio Corriga che allora studiava all’Accademia di Sassari diretta da Figari, rimase impressionato dallo stile di Scheurlen, non celando di aver appreso più dalla tecnica del tedesco che in anni di scuola dai suoi maestri.

La mostra esporrà diverse opere presenti in Sardegna e numerose altre messe a disposizione dalla famiglia dell’autore, oltre a documenti originali dell’epoca e al suo epistolario. Grazie alla collaborazione con i discendenti è maturata anche l’idea di realizzare il documentario che, attraverso la partecipazione del nipote Ulrich, permetterà una risonanza mediatica internazionale diversamente irraggiungibile.

Tags: arteAtzaraMuseo Ortizpittura
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
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Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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