È stata presentata ieri mattina a Cagliari, nella Sala Congressi della Fondazione di Sardegna, Memorabilia, la piattaforma web ideata e prodotta da Riverrun ETS che trasforma i ricordi di famiglia in archivi digitali di comunità. All’incontro hanno partecipato cittadini, operatori culturali, rappresentanti del terzo settore e stakeholder, evidenziando una necessità condivisa: preservare un patrimonio fragile composto da fotografie, lettere e memorie private, spesso destinato a disperdersi con la scomparsa di chi lo ha custodito. Senza un’azione concreta di raccolta e condivisione, questo patrimonio rischia infatti di andare perduto.
Al centro della presentazione è stato illustrato il primo caso applicativo della piattaforma, l’archivio digitale del Villaggio Pescatori di Giorgino, realizzato attraverso un percorso partecipato con gli abitanti. Materiali personali e racconti individuali, conservati nelle case, sono stati trasformati in una narrazione collettiva capace di restituire identità e memoria del luogo.
Memorabilia si propone come uno spazio digitale aperto in cui le comunità possono organizzare e sviluppare il proprio archivio. Non si tratta solo di conservazione, ma di un processo che attiva relazioni e connessioni tra generazioni, contribuendo a una maggiore consapevolezza del territorio. «Memorabilia nasce da una domanda molto concreta: cosa accade ai ricordi privati quando vengono rimessi in circolo e condivisi?» ha spiegato Lorenzo Mori, ideatore del progetto, sottolineando come la memoria sia «una materia viva» che si costruisce attraverso frammenti di storie personali, capaci di restituire immagini nuove e talvolta inattese.
Il percorso di costruzione dell’archivio si configura così come un dispositivo dinamico: ogni abitante contribuisce non solo con documenti e fotografie, ma anche con il proprio vissuto. «Quando le memorie individuali entrano in relazione — prosegue Mori — non si limitano a sommarsi, ma si trasformano», dando origine a una narrazione collettiva che mette in luce differenze e contraddizioni e permette di elaborare il passato nel presente.
Durante l’incontro è emersa anche la possibilità di replicare il modello in altri territori, in particolare in contesti marginali. «Con Memorabilia non arriviamo in un luogo per costruire un archivio, ma affianchiamo le comunità — soprattutto nei contesti marginali — fornendo strumenti per riappropriarsi del proprio racconto», ha aggiunto Mori, evidenziando come il progetto funzioni quando la comunità diventa protagonista e riconosce il valore del processo.
Il lavoro avviato a Giorgino rappresenta il primo tassello di una rete più ampia già in espansione: è infatti in partenza un nuovo archivio a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia, che si affianca alle esperienze già attive a Roma, nei quartieri Tufello e Montesacro, e in Sardegna, a Gonnoscodina. «L’obiettivo è far crescere una rete di archivi di comunità su scala nazionale, ridefinendo l’idea stessa di archivio: da contenitore statico a organismo vivo», ha concluso Mori.
Memorabilia si presenta come una piattaforma aperta, rivolta a comunità, associazioni e amministrazioni interessate ad avviare percorsi partecipativi di raccolta e costruzione della memoria: le candidature sono aperte su memorabilia.digital.












































