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Giovanni Nonnis. Un’arte che lascia il segno

di Alba Marini
11 Aprile 2018
in Arte, Cagliari, Eventi
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
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I Musei civici di Cagliari ospitano fino al 13 maggio 2018 la collezione dell’artista nuorese Giovanni Nonnis. Il titolo della mostra è “La matrice e il segno”. I due nomi scelti racchiudono l’idea dell’intera produzione, fondata sulle matrici di polistirolo e sui segni lasciati dalla pittura con i loro più profondi significati.

Giovanni Nonnis nasce a Nuoro nel 1929, nel quartiere di San Pietro. La sua infanzia e la sua adolescenza sono problematiche: a 16 anni interrompe gli studi per arruolarsi come volontario nella Marina Militare. Al suo ritorno nell’amata Sardegna capisce che la sua vera e innata passione è l’arte, a cui dedicherà il resto della sua vita fino alla prematura scomparsa a soli 45 anni, a seguito di un incidente stradale.

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L’eccentricità del pittore e il suo spiccato anticlassicismo lo rendono uno degli artisti sardi più interessanti. Il primo ciclo pittorico è caratterizzato dal tema della Crocifissione: qui, il fondo oro tipico della tradizione bizantina fa capolino tra le figure rappresentate, trasmettendo l’idea di una prospettiva che è in verità rifiutata dallo stesso artista. La parola chiave è planarità: la negazione prospettica rinascimentale dà vita a uno spazio artistico che è dell’anima e non dell’occhio, una profondità espressa attraverso il senso.

Le prime sperimentazioni cedono il passo alla più matura Saga dei nuragici, una serie di dipinti che traggono la loro ispirazione dalla figura selvatica e bellicosa del guerriero. In questa collezione l’iconografia della più antica resistenza sarda si coniuga con il rifiuto del classicismo a favore della cultura selvaggia con accenni ai bronzetti sardi, alle maschere oceaniche e alle immagini delle leggende celtiche.

La preferenza per il piano rispetto al tutto tondo rimanda alla tradizione sarda dell’intaglio. Il ciclo del guerriero si configura, così, non solo come la celebrazione della potenza naturale dell’animo umano, ma anche come un nostalgico ritorno al passato della Sardegna. È l’arcaico che trionfa sui simboli del presente: il nostro passato non tornerà, ma noi gli apparterremo per sempre. La mitizzazione di ciò che non siamo più permette di scorgere metaforicamente tra le opere dell’artista il presente nel passato: dal pastore al gendarme, dal guerriero al militare. La novità della mostra è quella, tra l’altro, di esporre le matrici: bassorilievi incisi sul polistirolo e intrisi nel colore. È un’esposizione dell’idea prima: un modello non dipinto che è esso stesso opera d’arte.

Giovanni Nonnis è l’artista inattuale per eccellenza: quasi sconosciuto in vita non avrebbe potuto trovare ampia fortuna in un mondo così spiccatamente orientato al futuro. Ma, paradossalmente, è proprio la sua inattualità che lo rende terribilmente moderno: uno sguardo profondo al passato, una critica nascosta al futuro. Forte è anche il legame con la famiglia: il grande guerriero attorniato dai combattenti più piccoli simboleggia l’uomo e il rapporto con i suoi figli.

Proseguendo tra le stanze del Palazzo Civico si incontra un dipinto su tela, decorato su entrambi i lati. Si tratta di una delle ultime sperimentazioni di Nonnis che, per la prima volta, utilizza un materiale a lui estraneo. Sul tessuto vengono raccolti tutti i temi della produzione dei suoi ultimi anni, dai guerrieri ai nuovi soggetti. La mostra si conclude a due piani sotto terra, nella Sala del sacro. Qui si assiste a un dialogo silenzioso e religioso tra le opere di tre artisti: la Sindone di Maria Lai, Il Crocifisso su legno di Pinuccio Sciola e l’ultima Crocifissione di Giovanni Nonnis.

In Nonnis si esprimono tutte le ragioni della vittoria della vita sulla morte. La scomparsa prematura dell’artista ha contribuito a trasportare il pittore nuorese e il suo messaggio vitale oltre il silenzio. La tensione dell’arte ha superato così l’assenza. Un’assenza che in questa mostra si fa presenza, incarnando lo spirito ribelle della vita nella magica e ancestrale figura del guerriero che abita in ognuno di noi.

 

La Sindone di Maria Lai e il Crocifisso su legno di Pinuccio Sciola
Tags: arteCagliariGiovanni Nonnis
Alba Marini

Alba Marini

Copywriter e giornalista pubblicista, ama viaggiare con qualunque mezzo: gli aerei, le navi, la penna e la fantasia. Per lei la scrittura è una finestra sul mondo, capace di raccontare ogni cosa, anche ciò che non esiste.

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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
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  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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