Un regime che censura ogni forma d’arte e un gruppo di attori che, in un gioco di specchi tra realtà e finzione, trasformano il palco in un gesto di ribellione. È il cuore di “A Mirror / uno spettacolo falso e NON autorizzato” di Sam Holcroft, nella traduzione di Giancarlo Nicoletti, in tournée in Sardegna per la Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna, in coproduzione con Altra Scena e Viola Produzioni.
La pièce debutta in prima regionale mercoledì 7 gennaio alle 21 dal Teatro Comunale di San Gavino Monreale, per proseguire giovedì 8 gennaio alle 21 all’AMA / Auditorium Multidisciplinare di Arzachena, in collaborazione con Deamater. Venerdì 9 gennaio, sempre alle 21, lo spettacolo arriva al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, mentre sabato 10 gennaio alle 20:30 sarà all’Auditorium Comunale di Dorgali, domenica 11 gennaio alle 20:30 al Teatro Centrale di Carbonia e infine lunedì 12 gennaio alle 20:30 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano.
In scena un cast di rilievo con Ninni Bruschetta, Claudio “Greg” Gregori, Fabrizio Colica, Paola Michelini e Gianluca Musiu. Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi di Giulia Pagliarulo, le musiche di Mario Incudine e il disegno luci di Sofia Xella; la regia è di Giancarlo Nicoletti con Giuditta Vasile come aiuto regista.
Ambientato in un mondo distopico, “A Mirror” porta il pubblico in una società autoritaria dove il controllo dell’arte è totale. L’occasione è una festa di nozze che si rivela ben presto una rappresentazione teatrale non approvata dalle autorità, un atto “illegale” che rischia di trasformarsi in un crimine politico. Gli spettatori diventano complici di un gesto sovversivo, mentre cresce l’attesa per l’arrivo delle forze dell’ordine chiamate a reprimere la “rivolta”.
Il testo di Holcroft, autrice di “Cockroach”, “Vanya” e “Rules for Living”, utilizza il linguaggio del metateatro per affrontare i meccanismi del potere e della censura. Nicoletti, nella versione italiana, mette in luce il dilemma eterno dell’artista, diviso tra conformismo e libertà: «Nel mondo distopico inventato da Sam Holcroft, come accade sotto una dittatura o un regime autoritario, la censura svolge un compito fondamentale nel soffocare ogni intento rivoluzionario e mettere a tacere le voci del dissenso».
In questo gioco di ruoli e ambiguità, Bruschetta interpreta Celik, il temuto direttore del Ministero della Cultura, mentre Greg è Bax, uno scrittore ribelle ormai piegato al sistema. Accanto a loro, Colica è Adem, artista dissidente, Michelini veste i panni di Mei, segretaria di Celik, e Musiu dà vita a un enigma che si svela solo in scena.
Tra tensione e ironia, “A Mirror” interroga il pubblico su questioni centrali: qual è il confine tra potere, politica e arte? Siamo davvero liberi dalla censura? Come nei romanzi di Orwell, lo spettacolo apre uno spazio di riflessione sul valore del pensiero critico e sulla responsabilità dell’arte nel difendere la libertà di parola.






































