A Tempio Pausania torna protagonista l’arte di Gavino Ganau con la mostra personale “Ogni cosa è un segnale”, inserita nella programmazione annuale di “Mintuà – Parole in circolo”, progetto dell’associazione culturale Carta Dannata che rafforza il dialogo tra linguaggi artistici e dimensione letteraria. L’esposizione sarà inaugurata venerdì 8 maggio alle ore 18 negli spazi della Libreria Bardamù Ubik, in piazza Gallura, e resterà visitabile fino al 15 maggio, con apertura al pubblico nelle fasce orarie 10:30-13 e 17:30-20.
Il titolo della mostra richiama una dimensione narrativa che attraversa l’intero progetto espositivo, composto da 36 opere, nelle quali emergono riferimenti espliciti e impliciti alla parola e alla lettura del reale. La rassegna rappresenta un punto di osservazione sulle più recenti evoluzioni del lavoro di Ganau, mettendo in evidenza scelte tematiche e stilistiche che riflettono una ricerca attenta sulla complessità contemporanea. In questo contesto, ogni elemento diventa interpretabile come segno, secondo una visione in cui anche ciò che appare ordinario assume valore di segnale.
Nel testo critico firmato da Giuseppe Pulina, uno dei nuclei centrali della mostra viene individuato nel tema dello sguardo. Le opere propongono una sequenza di presenze visive che si muovono tra apparizione e sottrazione, costruendo una vera e propria trama di relazioni silenziose con l’osservatore. Si tratta di sguardi mai invadenti, ma capaci di restituire attenzione con discrezione, mantenendo un equilibrio tra visibilità e misura. Questo approccio si traduce in una cifra stilistica riconoscibile, caratterizzata da un linguaggio visivo essenziale ma incisivo, nel quale si riflette anche l’esperienza musicale dell’artista con il progetto LanD ExcapE, condiviso dal 2019 con Giovanni Dibeltulu.
Originario di Tempio Pausania, dove è nato nel 1966, Gavino Ganau vive e lavora a Sassari ed è tra le figure più presenti nel panorama artistico sardo. La sua attività espositiva, avviata nel 1998 con una mostra a Bologna, si è sviluppata nel corso degli anni attraverso numerose partecipazioni a rassegne e personali, anche oltre il contesto regionale. Il suo percorso è stato seguito da diversi critici, tra cui Claudia Colasanti, Luca Beatrice, Gianluca Marziani e Roberta Vanali, che ne hanno accompagnato l’evoluzione artistica, contribuendo a consolidarne il profilo nel circuito dell’arte contemporanea.


































