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Un’America a quattro mori. Le possibili origini sarde dello scopritore del Nuovo Mondo

di Daniele Dettori
11 Aprile 2021
in Storia
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“Buscar el levante por el poniente”. Se fossimo vissuti sul finire del 1400 avremmo sentito senz’altro questo tra gli slogan più in voga nelle corti di Castiglia e Aragona. A coniarlo fu un giovane navigatore deciso a dimostrare la sua teoria circa l’esistenza di una via breve che permettesse di raggiungere le Indie da occidente, circumnavigando l’enorme distesa di acqua che si apriva oltre lo Stretto di Gibilterra. Quel navigatore era un italiano; il suo nome: Cristoforo Colombo.

Sappiamo dalla storia, a grandi linee, come si svolsero i fatti. Nato a Genova tra l’agosto e l’ottobre del 1451, Colombo iniziò a solcare i mari all’età di quattordici anni. Divenne mercante e, da attento osservatore dei traffici commerciali e delle rotte che unicamente via terra permettevano allora di raggiungere il Catai e il Cipango (nomi con i quali al tempo venivano indicati la Cina e il Giappone), maturò l’idea che queste terre fossero raggiungibili anche “dalla parte opposta”, via mare, con notevole risparmio di tempo e di mezzi. Naturalmente, alla base di questa sua teoria, c’era l’idea che la Terra fosse effettivamente rotonda, cosa che all’epoca era tutt’altro che scontata. Si recò quindi presso i sovrani che avrebbero potuto finanziare una spedizione esplorativa: dopo i primi dubbi, la Regina di Castiglia decise di dare fiducia al navigatore che poté mettere insieme tre velieri passati alla storia come le celebri caravelle battezzate Niña, Pinta e Santa Maria.

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Qual è dunque l’elemento di novità rispetto a quanto detto sopra? Intanto, vediamo che la data di nascita del navigatore genovese non è conosciuta con certezza ma compresa in un range di tempo che va dall’agosto all’ottobre del 1451; qui sta il nodo, perché subito dopo ci si pone un’altra domanda: Colombo era davvero genovese? Una studiosa spagnola, Marisa Azuara, ha dedicato gli ultimi anni allo studio delle origini dell’uomo che ha scoperto l’America e ciò che ne emerge ha dell’incredibile. E se Cristoforo Colombo fosse nato in Sardegna?

Il nome di Colombo, in catalano Colom, deriverebbe dalla riduzione di Piccolomini. Salvatore da Siena Piccolomini e Isabella Alagon di Arborea vengono indicati dall’autrice come i genitori del genovese che, in realtà non sarebbe nato in Liguria ma in Sardegna e, più precisamente, a Sanluri nel 1436: quindici anni prima della data oggi nota. La madre avrebbe avuto inoltre origini aragonesi che spiegherebbero utilmente gli agganci del navigatore con la famiglia reale. Per le sue ricerche, l’autrice ha visitato diversi archivi e biblioteche tra Italia e Spagna, venendo persino in Sardegna e attraversandola, tra volumi e registri, da Cagliari a Oristano a Castelsardo.

Le tesi di Maria Azuara, sempre accompagnate da documenti che si propongono di dare fondamento e credito a quanto addotto, sono state accolte con non pochi scetticismi e hanno portato l’autrice a continuare le sue ricerche che, nel tempo, sono sfociate nella pubblicazione di una nuova edizione ampliata del suo lavoro (questa volta tradotta in italiano), dal titolo Cristoforo Colombo. La Crociata Universale.(Ediciones Baracoa).Nel saggio si racconta come le intenzioni di Colombo fossero presumibilmente quelle di impiegare il denaro ricavato dal raggiungimento delle Indie per la crociata volta alla liberazione di Gerusalemme proclamata dal Papa Pio II, suo zio da parte di padre. In effetti, la religiosità in Colombo era molto forte e questo, nei secoli, ha dato adito a diverse teorie, alcune delle quali lo vogliono addirittura figlio di un altro Papa, Innocenzo VIII, e della nobile Anna Colonna. Magari proprio in Vaticano, Cristoforo, potrebbe aver avuto accesso a carte geografiche “impossibili” per l’epoca? Smettiamo per ora di viaggiare con la fantasia e torniamo al saggio di Maria Azuara che, in Sardegna, è stato accolto con grande curiosità ed entusiasmo. Il ritratto di Colombo che ne emerge è quello di un uomo di cultura, formatosi tra Tortolì, Sanluri, Castelsardo e Oristano e partito alla volta della penisola per intraprendere una missione destinata a cambiare il mondo.

Tags: Cristoforo ColomboMarisa AzuaraSardegna
Daniele Dettori

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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