“Il rumore del silenzio. Donne in marcia contro la camorra” è la nuova opera di Nunzia Gionfriddo, scrittrice, storica e insegnante di origini napoletane. Questo romanzo è il volume conclusivo di una trilogia dedicata ai partigiani delle Quattro giornate di Napoli del ’43 e ai loro discendenti, dopo “Gli angeli del rione Sanità” (2017) e “Sopravvissuti” (2022).
Le tre opere possono anche essere lette separatamente, in quanto contengono storie autoconclusive; ciò non toglie che si dovrebbe dare una possibilità a questa emozionante trilogia in cui si narrano le gesta di due generazioni di uomini e donne coraggiosi, che hanno lottato strenuamente per far trionfare la giustizia e per restituire la libertà a tutti coloro che erano stati calpestati, brutalizzati e annientati.
Nunzia Gionfriddo è da sempre impegnata nella divulgazione delle azioni eroiche di chi ha combattuto per il bene di tutti, rischiando anche la propria vita: sue sono infatti anche le opere “Cioccolata calda per due” (2019), sul tema delle foibe e “Scrivere di donne” (2021), sulla tragedia dell’Olocausto e sulla famiglia della celebre attrice napoletana Anna Maria Ackermann.
Nella sua ultima fatica letteraria, uscita in occasione dell’Ottantesimo delle Quattro giornate di Napoli, l’autrice racconta degli atti di resistenza di un gruppo di uomini e donne che non si sono arresi allo strapotere della camorra, e che hanno tentato di diffondere consapevolezza tra la popolazione dell’hinterland napoletano, in cui era più forte l’omertà e soprattutto l’ignoranza su quanto davvero fosse pericolosa e corrotta la malavita locale.
Nel romanzo, narrato al confine tra reale e immaginario, si racconta di chi ha urlato la propria verità, stanco del silenzio che imponeva la camorra, stanco delle parole mai espresse in piazza o nelle case. Sono in particolare le figure femminili – Maria, Enzina e Rosetta – a diventare in quest’opera le eroine del popolo, costrette non solo a combattere ad armi impari la Nuova Camorra organizzata del boss Raffaele Cutolo, ma anche ad assistere inermi alle devastazioni del terrorismo a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. L’autrice, infatti, rende il lettore osservatore attonito del disastro della bomba in Piazza della Loggia a Brescia, gli fa toccare con mano le reazioni delle sue protagoniste all’uccisione di Pier Paolo Pasolini, e ci fa provare rabbia per tutte quelle persone che sono state vittime non solo della malavita e del terrorismo ma purtroppo anche di uno Stato che non sapeva difendere i propri cittadini.
«Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo chiamare i buoni cittadini alla lotta? E non ti credere, Maria, che non ce ne siano. Ce ne sono di buoni. Non sono tutti gli esseri umani lupi voraci! C’è solo la violenza per eliminare i malavitosi? Dov’è lo Stato?».
“Il rumore del silenzio. Donne in marcia contro la camorra” è un romanzo attuale nonostante racconti del passato, perché parla di argomenti intramontabili come la difesa della giustizia, il valore incommensurabile della libertà e il bisogno di unirsi per essere forti contro chi non ha rispetto per la vita umana. È quindi necessario leggerlo proprio in questi tempi moderni, dove vengono spesso calpestati i diritti delle minoranze e dei più deboli.


































