Corta, lunga, ripiena: in qualunque forma la si consumi, la pasta fresca è un alimento che mette d’accordo grandi e piccini, ma che soprattutto nasce ogni volta da un processo di lavorazione fatto di dedizione e impegno. Proprio questi sentimenti sono perno centrale dei contenuti di Ylenia Parente, chef ventinovenne nota sui social anche come Yle Pasta Fresca.
Originaria di Sant’Antioco, lo stretto rapporto di Ylenia Parente con la pasta fresca nasce ben prima del suo percorso social, quando all’età di 17 anni decide di intraprendere un percorso lavorativo rivelatosi inarrestabile che dal suo paese la conduce prima in Germania, poi in Toscana, a Roma per poi approdare a realtà importanti della Sardegna come Villasimius, Porto Cervo e Cagliari. Negli ultimi due anni è stata invece la volta della spola tra Austria e Sardegna dove attualmente lavora anche come private chef, esperienza che le ha permesso di creare un rapporto diretto e autentico con le persone attraverso la cucina.
Disciplina, adattamento, ma soprattutto mantenere la propria identità ovunque si vada: questi i principali insegnamenti derivati dalla scelta di Ylenia, che proprio nei ricordi personali legati alla pasta fresca ha trovato anche un modo per raccontarsi online. «Questa passione nasce da quando ero bambina e il sabato sera preparavo la pasta insieme a mia nonna. Erano momenti semplici ma pieni di significato, fatti di gesti ripetuti, silenzi e insegnamenti che mi porto ancora dentro». Da qui, l’idea durante il periodo Covid di cimentarsi in modo creativo nella lavorazione della pasta fresca, nonché di condividere il proprio percorso in primis su Instagram.
Nasce quindi così Ylenia Pasta Fresca, creator culinaria che mostrando online una cucina reale fatta di gesti veri, manualità e anche imperfezioni, cerca già da qualche anno di dare valore e continuità a questo patrimonio. Partendo dalla tradizione e trasformandola in qualcosa di personale, emergono infatti vari contenuti a crocevia tra tipicità e rivisitazione, caratteristica che le ha permesso di vincere nel 2024 il Campionato Nazionale Italiano di Pasta Fresca, uno dei traguardi più importanti del suo percorso. Nella scelta del piatto da presentare, la chef si è affidata alle seppie con piselli, ricetta che sua nonna le preparava da piccola e rielaborata per l’occasione in modo completamente nuovo, creando un culurgione tondo ripieno di seppia con cuore morbido di fegatini, accompagnato da crema di piselli scottati al lime, salsa al nero di seppia con cipolla bruciata, polvere di pomodoro secco e chips croccante fatta con la pelle della seppia.
Trasformare ingredienti semplici in qualcosa che riesca a raccontare una storia: per trasmettere questo al pubblico Ylenia attua tutte le fasi di creazione contenuti in autonomia, guidata dalla stagionalità e dai luoghi di lavoro, ma anche dalle sensazioni del momento e dalla soddisfazione data dal riscontro di persone che replicano sue ricette. «Per me la cucina è sempre stata legata ai ricordi, alla famiglia, ai momenti vissuti insieme. Se riesco a trasmettere anche solo una parte di questo, per me è già tantissimo. Mi piacerebbe che chi mi segue trovasse ispirazione, ma soprattutto che capisse quanto c’è dietro: il tempo, la passione e il rispetto per quello che ci è stato insegnato».


Assieme all’intenzione di continuare l’attività come private chef non mancano inoltre progetti futuri legati alla nostra isola, a partire dall’intenzione di narrare le tradizioni attraverso il sapere delle nonne. Secondo la creator, infatti, in Sardegna esiste un patrimonio incredibile di ricette di pasta, pane e dolci che cambiano da paese a paese e raccontarlo per lei sarebbe un modo per preservarlo. «Se c’è qualche nonna che ha voglia di insegnarmi o mostrarmi qualche ricetta antica, io sono sempre disponibile a imparare. Mi piacerebbe raccogliere queste storie e condividerle, per continuare a dare valore alle nostre tradizioni».
Momenti di lavoro definiti da Ylenia “meditativi” e nei quali la componente social che prova a diffondere la passione per la pasta fresca senza costruzioni trova un corrispettivo anche nella vita reale, dove le cose più importanti per la giovane chef rimangono quelle semplici, il lavoro fatto con le mani e i momenti condivisi attorno a una tavola.


































