Da giovedì 1° a sabato 3 ottobre 2026 torna a Quartu Sant’Elena il Moon Arts Film Festival, manifestazione cinematografica internazionale che raggiunge la sua sesta edizione. Tre giornate dedicate al cinema breve contemporaneo con 35 opere provenienti da diversi Paesi, incontri con autori e interpreti e uno sguardo rivolto ai temi sociali e alle differenti possibilità espressive dell’audiovisivo. Le proiezioni si terranno allo Spazio Michelangelo Pira, in via Brigata Sassari 10, con ingresso libero e gratuito.
Il festival è organizzato dall’associazione Moon Arts con la direzione artistica del regista e produttore cagliaritano Marco Oppo. Le trentacinque opere finaliste sono state selezionate nei mesi scorsi attraverso un bando internazionale e piattaforme dedicate. Cortometraggi di finzione e documentari, opere sperimentali, animazioni, videoclip musicali e, da quest’anno, lavori realizzati con smartphone compongono un programma che mette a confronto linguaggi, provenienze e sensibilità differenti.
Accanto alle proiezioni, il festival conserverà uno degli elementi che ne hanno caratterizzato il percorso: l’incontro diretto tra chi realizza le opere e chi le guarda. Registi, attori e attrici saranno a Quartu per presentare alcuni dei lavori in concorso e confrontarsi con il pubblico. Al termine delle tre giornate saranno assegnati i riconoscimenti previsti nelle diverse categorie, dal miglior cortometraggio di finzione al documentario, dall’animazione ai videoclip musicali e alle opere realizzate con smartphone, insieme ai premi per regia, interpretazione, sceneggiatura, montaggio e colonna sonora.
Torna anche il Wassim al Kayim Humanity Award, premio dedicato alla memoria del giovane filmmaker libanese, già studente dell’Università di Cagliari, destinato a un’opera capace di coniugare forza espressiva e attenzione ai temi sociali.
La sesta edizione prenderà il via giovedì 1° ottobre alle 18:30 con una prima giornata che attraverserà temi e linguaggi molto differenti. Ad aprire le proiezioni sarà “Between the Devil and the Blue Sea” di Alasdair Jardine, dalla Germania, opera dedicata alle migrazioni nel Mediterraneo. Seguiranno opere italiane come “Unicorns Fly Free” di Enza Lasalandra e “Scomodo” di Simone Guarany, che affrontano i temi della libertà personale e del fine vita, e la satira grottesca degli slovacchi “Dumb Monkeys”. Il programma includerà anche produzioni internazionali come “To Her” di Kevin Ngo, sulla memoria e le radici, e documentari d’inchiesta come “Radici invisibili” di Stefania Cugia sulla violenza di genere.
Venerdì 2 ottobre, ancora dalle 18:30, il festival proseguirà intrecciando musica, documentario, finzione e sperimentazione, con opere provenienti da Stati Uniti, Australia, Germania, Iran e Italia. Tra i titoli in programma, il videoclip animato “Portals” di Nathania Rubin, la commedia grottesca “Il mio ultimo esorcismo” e il documentario sardo “Lontano dal centro (cantico errante di un dj senza tempo)” di Roberto Pili. Chiuderà la serata “Metamorefire” della tedesca Christiane Meyer, incontro tra musica, metamorfosi e l’elemento del fuoco.
Sabato 3 ottobre il Moon Arts Film Festival arriverà alla giornata conclusiva. Dalle 18:30 lo Spazio Michelangelo Pira ospiterà le ultime opere in concorso e, al termine delle proiezioni, la proclamazione dei vincitori. Tra i titoli in programma, “Selftape” di Laura Malnati, realizzato con smartphone, e “Il custode” di Ilenia Amoruso, ambientato nella Sardegna dei primi anni Novanta. Le proiezioni si concluderanno con “100 Miles” di Ian Truitner, videoclip musicale dedicato al centenario della nascita di Miles Davis. Subito dopo saranno proclamate le opere vincitrici e assegnati i riconoscimenti delle diverse sezioni del concorso e il Wassim al Kayim Humanity Award.



































