Forza, protezione, determinazione: la donna sarda incarna tante sfaccettature, che la rendono unica e difficile da incasellare in un ruolo preciso. Questa energia costituisce un filo che dal 2025 guida il progetto social @donnedellisola, dedicato ad artigiane, imprenditrici, custodi di tradizioni e pioniere del cambiamento della nostra regione.
Attualmente sviluppato su Instagram, YouTube e Substack, Donne dell’isola nasce casualmente dal rincontrarsi dopo oltre 10 anni di Gabriella Campus e Sabrina Maccioni, ex colleghe universitarie accomunate dal voler raccontare e sradicare potenziali cliché sul lavoro femminile in Sardegna. Dopo un’analisi di mercato, le due si sono infatti rese conto che le imprese isolane a conduzione femminile sono maggiori rispetto alla media italiana e hanno preso tali dati per delineare il territorio mediante le storie di queste stesse donne.
Da tale consapevolezza e dalla certezza di voler dare un punto di vista distintivo è nato quindi Donne dell’isola, progetto dove protagoniste sono donne che hanno deciso di costruire progetti e attività valorizzanti la nostra terra. Dall’artigianato all’enogastronomia fino all’accoglienza e alla scoperta del paesaggio, ogni prodotto e servizio delinea uno spazio professionale ed emotivo, legato per esempio alla paura di non farcela, a dubbi, ma anche alla forza di resistere e rimanere per contribuire alla ricchezza sarda.
Un sentimento esplicato dal format YouTube “Donne che restano”, serie d’interviste focalizzate non solo sull’attività professionale di figure femminili sarde, ma anche sulla loro vicenda personale. Scelta con cura partendo da ricerche personali o candidature spontanee, ogni storia racchiude decisioni ed esperienze di vita, da chi è partita per poi tornare con nuove prospettive come la chef Angelica Vidili – artefice dei “Culurgirasole”, poetica reinterpretazione dei culurgiones sardi – a chi non è mai andata via portando avanti un’attività familiare o partendo da zero come Giada De Turco, creatrice di ceramiche ispirate a natura e tradizioni ancestrali della Sardegna.
Di pari passo col racconto del presente, su Instagram emerge anche il contributo femminile del passato, da reel sulla tradizione artigiana de S’Iscrarionzu a figure quali quella della levatrice fino a gesti come il rituale di fine anno, gioco notturno per capire le sorti di una coppia nell’anno venturo.
Che si tratti di una credenza, un territorio, un’attività artigianale o imprenditoriale, il racconto di Donne dell’isola costituisce un interessante scorcio della Sardegna, dove la presenza femminile è più forte di quanto si pensi: «Incontrare queste donne ci ha confermato che nonostante le difficoltà, spesso legate anche alle dinamiche del territorio, c’è voglia comune di costruire, innovare e portare valore. In un contesto in cui si sente spesso parlare di ciò che non funziona, c’è una straordinaria voglia di fare. Abbiamo scelto di raccontare e mostrare proprio questa energia, per ispirare e dimostrare che, anche quando le cose sono complesse, realizzare i propri progetti può essere possibile». Ed è proprio questo desiderio di fare il motore del lavoro di Sabrina e Gabriella, che dopo quasi un anno di presenza online hanno fatto un bilancio della situazione in previsione del futuro: «L’essenza di Donne dell’isola rimarrà la stessa, ma ci saranno molte novità per continuare a crescere. Speriamo di portare il progetto anche offline, creando dal vivo quella rete di connessioni che avevamo immaginato sin dal primo giorno».


































