Un pareggio, una vittoria e una sconfitta: è stato questo il mese di marzo vissuto dal Cagliari. Un mese passato costantemente sull’altalena, in quanto fatto di alti e bassi. Tutto, visto il rinvio di Genoa-Cagliari, che sarà recuperata il 3 aprile, è cominciato domenica 11, nella sfida casalinga contro la Lazio. I rossoblù di Diego Lopez hanno messo paura a una delle squadre più forti del campionato. Infatti, soltanto un magico colpo di tacco di Ciro Immobile, arrivato nei minuti di recupero, ha permesso ai biancocelesti di uscire imbattuti dalla Sardegna Arena. Un 2-2, che, vista come si è sviluppata la partita, che ha visto i padroni di casa per ben due volte in vantaggio, lascia amaro in bocca più agli isolani che ai capitolini di mister Simone Inzaghi. Ma nel calcio, a volte, ciò che ti viene tolto ti viene immediatamente restituito. Ed ecco che una settimana dopo, in quel Benevento, il Cagliari acciuffa tre punti insperati proprio nei minuti di recupero. Al gol di Brignola rispondono Pavoletti e Barella, che realizza la rete della vittoria su calcio di rigore al minuto 96. Un successo che sembra lanciare i sardi e allontanarli definitivamente dalle sabbie mobili della classifica.

Ma la pausa delle Nazionali e la sosta del campionato il più delle volte si rivelano un’autentica arma a doppio taglio. Ed è forse anche per questo, ma non soltanto, che la squadra di Diego Lopez crolla alla ripresa della Serie A nella sfida della Sardegna Arena contro il Torino. Uno 0-4 che non ammette alcun tipo di replica e che testimonia perfettamente il disastro dei rossoblù in un sabato pre-pasquale da dimenticare. Gli uomini di Walter Mazzarri mettono a nudo tutti i difetti e le lacune degli isolani, che nel secondo tempo spariscono totalmente dal campo. Una prestazione scialba, opaca e a tratti a dir poco imbarazzante. Insomma, un passo indietro notevole rispetto a quanto fatto vedere contro Lazio e Benevento. Appare quindi chiaro che ciò che più manca al Cagliari è la continuità. E in una classifica, che nella corsa salvezza si fa sempre più corta, quest’aspetto può risultare fondamentale. Al di là dei giudizi e delle osservazioni complessive, a mancare sono soprattutto alcuni singoli. A livello difensivo, nessuno sembra offrire garanzia e solidità, nemmeno un giocatore di grande esperienza come Castan, arrivato nel mercato di gennaio. A centrocampo si vive di folate, con Barella che si accende troppo a intermittenza. Ma nel suo caso c’è, senza alcun dubbio, la giustificazione della giovane età e di una maturità che deve essere ancora completata. In attacco l’unica luce sembra esser rappresentata dal Han. Il giovane nordcoreano ha messo in luce personalità, qualità e fame. Lopez, visti un Sau mai in perfette condizioni fisiche e un Farias ormai evanescente, sembra esser deciso a puntare su di lui come spalla di Pavoletti, i cui gol possono non bastare.

I cinque punti di vantaggio sul Crotone, terzultimo in classifica, non possono lasciare totalmente tranquilli, nonostante i calabresi sembrino essere in crisi di gioco e di risultati. La discontinuità è una pecca che potrebbe costringere i sardi a soffrire e a lottare fino all’ultima giornata. E, visti i già citati difetti di personalità e carattere più volte messi in mostra, la paura non s’ha da scacciare. Ancora una volta le prossime partite saranno quelle decisive, ma il calendario si assottiglia sempre di più e le possibilità di rimediare diventano meno. L’ago della bilancia potrebbe essere il recupero con il Genoa e la trasferta in casa dell’Hellas. Uscire indenni dal Marassi potrebbe rappresentare quell’iniezione di fiducia necessaria per la sfida contro i veneti e per lo sprint finale. Aprile sarà un mese ricco di impegni, tra cui due trasferte sulla carta proibitive, come la Milano interista e la Genova sampdoriana. Ma certi ragionamenti ormai lasciano il tempo che trovano. La permanenza in Serie A passa dai risultati. Lopez lo sa. Occorre dare tutto. O la paura può trasformarsi in un vero e proprio incubo o in uno spiacevole risveglio.