Si chiama Hansa 303, è una barca molto speciale che accontenta davvero tutti, compresi gli atleti paralimpici, in grado di competere ad armi pari con il resto dei regatanti.

Nelle acque del Golfo di Oristano, al largo di Torregrande, ce n’erano ben sette provenienti da zone diverse della Sardegna: un successone se si pensa che nel nostro territorio sono otto in tutto.

La prima edizione del campionato zonale degli Hansa, (targato Federazione Italiana Vela) ha visto la partecipazione della Lega Navale sezione di Sassari, la Lega Navale di Villasimius, il Circolo Velico Porto D’Agumu Pula e poi lo staff di Veliamoci, padrona di casa, che annovera il campione dorgalese Gian Bachisio Pira, altro punto di riferimento del paralimpismo sardo, che tre anni fa conquistò la convocazione per Rio.

E non a caso è stato lui ad aggiudicarsi la 2ª Coppa Città di Oristano, riservata al primo atleta paralimpico della classifica assoluta che comprende la totalità dei gareggianti.

Ha partecipato l’assistito INAIL Efisio Piras (che ha regatato sull’imbarcazione acquistata grazie anche ad un contributo del CIP Sardegna), in coppia con il direttore sportivo, nonché istruttore di Veliamoci Paolo Marchesi. Podio anche per il sardarese Alessandro Onali che vince il doppio con il contributo della presidente di Veliamoci Maria Cristina Atzori (vedere intervista in basso). Terzo posto per il cagliaritano Walter Puddu.

Gian Bachisio Pira

Tra gli ospiti di riguardo anche la presidente del CIP Sardegna Cristina Sanna che così commenta così l’esperienza velica: “Ho avuto modo di seguire da vicino l’andamento delle gare e devo dire che le sensazioni provate sono state belle ed inaspettate. Ho assistito anche ad un fuori programma con l’interferenza di un nuotatore che pretendeva di compiere la sua performance in mezzo al campo di regata. Fortunatamente ha prevalso la ragione perché rischiava davvero la sua incolumità. Si percepisce molto l’affiatamento tra i componenti di Veliamoci, formano un gruppo molto compatto. Al momento delle premiazioni, per esempio, non sono mancate le parentesi molto divertenti. Questa esperienza mi è servita a constatare come gli atleti incontrino molte difficoltà nell’entrare ed uscire dall’acqua; il porticciolo non è nello stato ottimale per accogliere i velisti disabili. Spero che l’amministrazione comunale possa intervenire per apporre le indispensabili migliorie”.

Le belle sensazioni saranno decisamente amplificate il 2 ottobre in Portogallo, quando a Portimão (Portogallo) Veliamoci Oristano sarà protagonista con una nutrita delegazione composta da Gian Bachisio Pira (singolo e doppio insieme a Maria Cristina Atzori) e l’oristanese Efisio Piras (doppio con Paolo Marchesi). A lanciare un messaggio di opportunità paritarie provvederanno altre due dirigenti oristanesi: Carla Atzori e Noemi Jacob.

Veliamoci porterà sull’Atlantico un carrello colmo di Hansa 303 provenienti dalla FIV Sicilia: verranno messe a disposizione di tutti gli atleti italiani che decideranno di avvicinarsi da quelle parti. A testimonianza di come sia forte il legame con l’altra isola maggiore. A Portimão gareggia anche la nazionale seguita dal tecnico Filippo Maretti.

Cristina Sanna premiata da Maria Cristina Atzori

Attualmente ricopre il ruolo di tecnico paralimpico della Terza Zona FIV in quanto anche istruttrice federale. Maria Cristina Atzori fu ammaliata dalla vela sin dalla tenera età, ma ad un certo punto l’amore per questa disciplina è stato così preponderante da spazzare via, senza pentimenti, codici, sentenze e aule di tribunale: la toga le stava davvero stretta.

“La vela per me non è sport ma stile di vita – spiega Maria Cristina – e anche l’essere diventata un punto di riferimento dei velisti paralimpici in Sardegna incrementa l’orgoglio personale perché mi incentiva a promuovere il settore e dimostrare con i fatti che si può competere e regatare in una condizione di assoluta parità”.

In appena quattro anni di esistenza, Veliamoci, la società che presiede, è diventata la terza in Sardegna con quasi seicento tesserati.

In primavera è prevista l’inaugurazione della nuova sede ottenuta vincendo un bando comunale (assieme alla Pradelli Gestioni) per l’utilizzo e valorizzazione della ex colonia marina di Torregrande. I due partner avranno vita autonoma con la società imprenditoriale che curerà la parte ricettiva composta da camere, ristorante e piscina. E che rappresenta un punto di riferimento per chi vorrà andare lì ad allenarsi.

Veliamoci avrà a disposizione un’aula didattica, dotata di mezzi multimediali, capace di ospitare trenta persone. Oltre alla veleria, la sala ricevimenti e i servizi igienici c’è la parte a mare che permette di ospitare le barche.

“Tutto ciò ci permette di organizzare degli avvenimenti di una certa importanza – rimarca Maria Cristina – sempre nell’ottica di crescita del territorio. Sarebbe indispensabile una passerella di cinquanta metri sulla sabbia per rendere semplice il passaggio dei paralimpici. Se così accadesse si potrebbero fare cose importanti.

E poi c’è un altro problema di accessibilità…
Si, entrare in acqua è estremamente difficile. Sono necessari dei pontili galleggianti adatti, dove poter sistemare la gruetta che permetta la risalita a terra dei velisti in tranquillità e con le loro forze. Assieme ai miei collaboratori, e spero con l’intervento del CIP Sardegna, lotterò per risolverlo nel miglior modo possibile. Nella nostra isola difficilmente troviamo posti del genere perché purtroppo non è diffusa questa cultura.

Il campionato zonale è andato molto bene.
Il motto di veliamoci è “ovunque e per tutti”. Sono contenta perché era rappresentata tutta la Sardegna. Si regata assieme, indistintamente. E poi emergono dei bei valori come il rispetto del mare, il rispetto degli altri, il rispetto delle attrezzature. Lavorando in team ottieni grandi risultati.

Con Veliamoci vi occupate di disabilità a 360 °.
Un successo inenarrabile lo abbiamo riscontrato lavorando con cinque ospiti di un centro di igiene mentale. Nonostante le loro difficoltà di socializzazione e depressione, si sono sentiti importanti perché hanno collaborato ognuno con le proprie capacità. E questo fa crescere l’autostima personale.

Scrutate gli animi di chi vi viene a trovare.
Ascoltiamo le necessità di ognuno per far trascorrere momenti di svago e tranquillità oppure diamo la possibilità di competere alla pari degli altri. Questo grazie anche ai nostri collaboratori che sono tutti istruttori FIV con una certa formazione alle spalle.

E di recente siete stati a Cannigione per il 1° Campus Estivo Summer Contest 2019 organizzato da CIP Sardegna e Inail.
Anche in quella circostanza ci sono state risposte ed interessi notevoli. Eravamo presenti con le nostre dotazioni: simulatore, gommone e barche. Li mettiamo volentieri a disposizione per incentivare la crescita di interesse nella nostra disciplina. Gli assistiti erano tutti contenti e spero che l’anno prossimo almeno quattro chiedano di poter fare vela con i corsi di avviamento dell’INAIL.

E prima ancora avete riscosso consensi con la delegazione bielorussa di Minsk.
Hanno usato parole molto belle nei nostri confronti. Se trovassero i finanziamenti io andrei a trovarli con una o due imbarcazioni per fare delle dimostrazioni. Sarebbe bellissimo se poi i bielorussi sviluppassero dei progetti a casa nostra.

Insomma, siete sempre disponibili…
Andiamo dove ci chiedono di andare, con amore e voglia di fare. Fondamentalmente siamo dei professionisti ma lavoriamo per passione. Quando si agisce con questa mentalità giungono risultati incredibili. La nostra disciplina attira molto, spero che le barche di veliamoci possano aumentare per poter dare la possibilità a più persone di provare.

Potete contare sul prezioso apporto di Pira.
Gian Bachisio ha fatto tanto per la vela paralimpica sarda, secondo me la sua attività non è stata valorizzata molto nel passato. Ho sentito il dovere di coinvolgerlo perché è stato protagonista prima nella categoria Laser e poi nel Sonar. Ovviamente fa parte della nazionale paralimpica. E noi vogliamo attribuirli il giusto ruolo che merita.

A Torregrande è andata pure la presidente del CIP Sardegna Cristina Sanna.
È stata molto sensibile rimanendo con noi tutto il giorno. Ciò mi ha fatto immensamente piacere. Si è resa conto di come la nostra attività sia molto difficile e pesante: questo per me è stato importante. Ha dimostrato di tenere molto alla nostra missione.

Progetti da realizzare?
C’è un forte interesse da parte della classe Hansa per portare una nazionale in Sardegna a patto che si individui un posto particolarmente accessibile. Se ci riuscissimo significherebbe accogliere una trentina di barche da tutta Italia. E poi chissà, da cosa nasce cosa e portare in Sardegna un campionato italiano della classe Hansa sarebbe bellissimo.