Al TEN – Teatro Eliseo di Nuoro arriva in prima assoluta e debutto nazionale “Jitney” di August Wilson, con la regia di Renzo Carbonera, in scena sabato 25 aprile alle 19:30 e domenica 26 aprile alle 17:30. Lo spettacolo, prodotto da Sardegna Teatro e La Piccionaia, sarà presentato in lingua italiana con sopratitoli in inglese.
Ambientato nella Pittsburgh del 1977, il lavoro porta il pubblico all’interno di una stazione di taxi abusivi, un “jitney”, spazio sospeso tra legalità e sopravvivenza quotidiana. Qui si incontrano e si scontrano le vite di uomini che condividono un’esistenza ai margini, tra regole essenziali annotate su una lavagna, numeri della lotteria e oggetti che raccontano un tempo sospeso. In questo ambiente si costruisce un microcosmo umano che è insieme rifugio e luogo di lavoro, dove emergono tensioni, legami e fragilità.
Attraverso una scrittura che alterna dialoghi serrati e monologhi dal ritmo vicino al jazz, August Wilson, tra i principali autori del teatro afroamericano del Novecento, racconta una comunità spesso invisibile, mettendo in evidenza le contraddizioni di una società che, nonostante le conquiste civili, continua a escludere una parte dei suoi cittadini dal cosiddetto “sogno americano”. Il testo si muove tra conflitto e dignità, restituendo una narrazione che intreccia dimensione individuale e collettiva.
L’allestimento segna un passaggio significativo: per la prima volta un’opera di Wilson viene tradotta e rappresentata in italiano con un cast composto interamente da attori neri italiani. La regia di Renzo Carbonera affronta il tema della trasposizione linguistica cercando di preservare la musicalità e la forza del vernacolo afroamericano, trasformandolo in una lingua scenica capace di mantenere intatto il valore politico e sociale del testo.
Il progetto si avvale della consulenza drammaturgica di Fabrizio Arcuri, che accompagna l’adattamento verso una dimensione contemporanea e urbana, senza alterare l’identità originaria dell’opera. In scena Miguel Gobbo Diaz, Marcos Piacentini, Rosanna Sparapano, Federico Lima Roque e Tomiwa Samson Segun Aina.
«In Wilson, le cose più importanti accadono fuori scena, nell’invisibile», sottolinea Carbonera, indicando come lo spettacolo indaghi paure, tensioni e possibilità di relazione, trasformando “Jitney” in uno strumento di riflessione sul senso di comunità e sull’accerchiamento che ancora caratterizza l’esperienza di molte minoranze.








































