Un mercato non troppo altisonante, alla ricerca della concretezza. Addio a Logan.

Mentre lo Scudetto veniva assegnato all’Olimpia Milano, la Dinamo Banco di Sardegna era già immersa nella stagione 2016/17. Dopo un’annata di poche soddisfazioni e tanti, troppi problemi, il sodalizio del presidente Stefano Sardara è ripartito per provare a sorridere di più e soffrire di meno. La guida tecnica, come noto, è stata affidata a Federico Pasquini, che quindi coprirà il doppio ruolo di capo-allenatore e general manager. In panchina, Pasquini sarà affiancato da una new entry, Giacomo Baioni, coach quarantenne proveniente da Caserta, dove lo scorso anno sedeva in panchina accanto a Dell’Agnello. In passato, è stato assistente di Pianigiani a Siena. Completa lo staff tecnico biancoblù il “solito” Paolo Citrini. Massimo Maffezzoli, invece, è tornato a “fare coppia” con Meo Sacchetti, sulla panchina di Brindisi.

Per quanto riguarda il roster, si può dire che ormai sia sostanzialmente completato. Si è trattato di un mercato non troppo altisonante, nel quale non ci sono stati i ritorni a cui aveva accennato Sardara prima che si chiudesse la campagna abbonamenti, ma soprattutto nel quale si è assistito all’addio a David Logan. Lui, insieme al ritorno di Jerome Dyson, sembravano punti fissi del mercato, invece qualcosa, evidentemente, non è andato per il verso giusto nelle trattative. E così, con le conferme di capitan Jack Devecchi, Brian Sacchetti, Rok Stipcevic e Lorenzo D’Ercole, la squadra è stata rifondata nel suo starting-five. Il primo acquisto è stato quello dell’ala serba Dusko Savanovic, proveniente dal Bayern Monaco, mentre per la cabina di regia ci si è affidati allo statunitense Darius Johnson-Odom, visto due stagioni fa con la maglia di Cantù e lo scorso anno al Trabzonspor e Olympiacos. Nello stesso ruolo, c’è spazio (presumibilmente non tanto) anche per l’ottimo giovane Diego Monaldi, in arrivo da Chieti. Per lo spot di guardia, dopo l’ufficializzazione data già da tempo dall’agente del giocatore, è finalmente arrivata anche quella della Dinamo: il “prescelto”, che raccoglie l’eredità di “professor” Logan, è Trevor Lacey, visto lo scorso anno con la casacca di Pesaro. Gli altri acquisti sono stati quelli dell’ala made in Usa Josh Carter (tre stagioni fa a Siena, l’anno scorso al Pınar Karşıyaka) e del pivot lituano Tautvydas Lydeka, ex Cantù e Pesaro (nelle Marche, nella passata stagione, era compagno di squadra di Lacey).

Con la scelta della formula 3+4+5, ovvero tre extracomunitari, quattro comunitari e cinque italiani, rimane spazio per un lungo comunitario e per l’ultimo italiano necessario. Il maggiore indiziato, per quanto riguarda il posto di lungo comunitario, sembrerebbe essere uno tra Shawn Jones, che ha giocato ad Andorra e sarebbe in attesa di passaporto cotonou (equiparato ai comunitari) oppure l’inglese Gabriel Olaseni, incontrato lo scorso anno dalla Dinamo in Eurolega, con la maglia del Bamberg. Un altro nome papabile potrebbe essere quello di Daniel Ochefu, nigeriano che ha appena vinto la NCAA con Villanova, non è stato scelto nel draft NBA e farà la Summer League di Las Vegas con i Washington Wizards.

Tutto ancora apparentemente in alto mare per la questione Eurocup, per la quale Uleb si è rivolta alla Corte di Monaco che, inizialmente ha disposto la non possibilità (pena una salatissima multa), per Fiba, di minacciare provvedimenti avverso federazioni, leghe e squadre per un’eventuale partecipazione all’Eurocup, mentre in seconda battuta ha tolto l’ingiunzione, con conseguenze non ancora ben chiare. Le due parti giocano ormai a scacchi e ci vuole ancora un po’ di pazienza per capire di che morte si deve morire. Una cosa è certa, la Fip, in accordo col Coni, appare irremovibile nella decisione di escludere dal campionato Sassari, Trento e Reggio Emilia qualora onorassero il proprio contratto con Uleb, per la licenza triennale di Eurocup.