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Torna ogni venerdì in diretta sul canale YouTube di Alberto Salerno “Storie di Musica”, il format che racconta la storia intorno a dischi, autori e cantanti italiani

di Redazione
13 Gennaio 2021
in Musica
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
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Alberto Salerno. Foto Gianfranco D'Amato

Alberto Salerno. Foto Gianfranco D'Amato

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Torna ogni venerdì in diretta sul canale YouTube di Alberto Salerno “Storie di Musica”, il format che racconta la storia intorno a dischi, autori e cantanti italiani.

Dopo gli appuntamenti della prima stagione che hanno visto protagonista la musica di Mango, Mia Martini, Mariella Nava, Vasco Rossi, Laura Valente, Ivano Fossati, Rossana Casale, Roberto Vecchioni, Grazia Di Michele, Gruppo Italiano, Toto Cutugno, Lucio Dalla, Antonello Venditti, Aida Cooper e tanti altri, torna “Storie di Musica” con nuovi appuntamenti che possono essere seguiti sul canale YouTube, e dove è possibile rivedere quelli già realizzati.

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“Storie di musica è il format che mi sono inventato su YouTube – racconta Alberto Salerno – nato soltanto perché mi annoiavo durante la prima ondata pandemica del 2020. Sentivo il bisogno di fare qualcosa, di comunicare qualcosa, e così ho acceso il computer, ho aperto YouTube e mi sono messo a raccontare come era nato un disco, e quando ho terminato non ho pensato se fosse una buona idea oppure no, ho solo pensato che mi ero divertito a farlo, e le cose sono scivolate via semplici, puntata dopo puntata, storia dopo storia, fra racconti di testi di successo e interviste a addetti ai lavori, e poi si sono unite delle persone per darmi una mano grazie anche ai followers appassionati di questo piccolo format”.

Dopo l’appuntamento, andato in onda lo scorso 8 gennaio, dedicato ai primi tre album di Lucio Dalla, questo il calendario delle prossime pubblicazione:

  • 15 gennaio – con Claudio Rego raccontiamo l’album “Estasi Clamorosa”
  • 22 gennaio – con Alberto Fortis raccontiamo il suo primo album, ovvero “Alberto Fortis”
  • 29 gennaio – puntata dedicata al racconto del testo “Una città per cantare”

Alberto Salerno inizia ad interessarsi alla musica intorno ai 15 anni, scrivendo i primi testi di canzoni e frequentando gli studi di registrazione. Figlio d’arte, il padre, Nicola Salerno in arte Nisa, lo aiuta in quella che poi diventerà non solo una passione, ma una vera e propria professione. A diciotto anni ha il suo primo successo come paroliere “Avevo un cuore” cantata da Mino Reitano (autore con il fratello della musica). Nel 1969 Salerno nota il gruppo degli Stormy Six e lo propone ad Alfredo Rossi, proprietario della Ariston. Quando Claudio Rocchi, il bassista, esce dalla band, Alberto Salerno e il fratello Massimo scrivono per lui il brano “Indiscutibilmente”. È il 1970 e il brano segna il debutto da solista di Rocchi, uno dei padri del progressive rock italiano.

Un altro buon successo dello stesso anno è “Un uomo molte cose non le sa”, scritta con Elio Isola, brano che Nicola Di Bari presenta nel 1971 alla Mostra Internazionale di Musica Leggere di Venezia.

Per i Nomadi ha scritto “Io Vagabondo”, canzone che ha conquistato i gusti di molte generazioni; sempre per il gruppo emiliano ha scritto “Quanti anni ho?”, “Tutto a posto” e “Senza discutere”. Nello stesso periodo collabora con Roberto Vecchioni, scrivendo il testo di “Alba Corallo” che sarà cantata da Renati Pareti.

Negli anni Ottanta inizia a collaborare con artisti che oggi sono considerati di fama mondiale: per Eros Ramazzotti scrive “Terra promessa”, primo grande successo dell’artista romano, collaborazione che è continuata con “La storia mia con te”, la cui musica è appunto di Eros Ramazzotti, cantata da Gianni Morandi e sigla, tra l’altro, della soap tv Centovetrine.

Per Cristiano De André, ha scritto il singolo “Dimenticandoti”. Per Marcella Bella nel 1988 ha scritto tre le altre “Dopo la tempesta”. Una delle collaborazioni più importanti della carriera di Alberto Salerno, sia nella veste di autore che in quella di produttore artistico, è stata quella con Mango. Dalla collaborazione con l’artista lucano sono nati cinque album e molti grandi successi tra I quali “Lei verrà”, “La rosa dell’inverno” e “Il mare calmissimo”, di cui Alberto Salerno ha scritto i testi, oltre a “Stella del nord”, “Dal cuore in poi” e “Luce”, presentata al Festival di Sanremo 1998. Come produttore ha realizzato i primi due dischi di Alberto Fortis, alla fine degli anni Settanta, contenenti brani come “Milano e Vincenzo”, “A voi romani”, “La sedia di lillà”. Proprio grazie all’intervento di Alberto Salerno e, successivamente di Mara Maionchi e Claudio Fabi, Fortis riuscì finalmente a pubblicare i suoi brani. Una delle canzoni del primo disco di Alberto Fortis, “Sono contento di voi”, fu scritta proprio come ringraziamento ai tre (Salerno, Maionchi e Fabi) che resero possibile finalmente la pubblicazione dell’album.

Come autore ha partecipato a molte edizioni del Festival di Sanremo vincendolo ben quattro volte. Nel 1977 con la canzone “Bella da morire”, degli Homo Sapiens, nel 1984 con “Terra Promessa” di Eros Ramazzotti, nel 1999 con “Senza Pietà”, cantata da Anna Oxa per la quale ha scritto tutti i testi dell’album e ancora nel 2003 con “Per dire di no” di Alexia. Alberto Salerno ha scritto molte canzoni con Zucchero Fornaciari, tra le quali “Donne”, “Un piccolo aiuto”, “Tu mi piaci come questa birra”, “Nella casa c’era”, “Senza rimorso”, “Torna a casa” e “Niente da perdere” più alcuni brani nell’album degli Adelmo e i suoi Sorapis come “Ballantime mood” e “E così viene Natale”.

Ha collaborato con Claudio Mattone per un disco di Syria, “L’angelo”, che conteneva “Sei tu”, e per un album dei Neri per Caso. Con il maestro Ennio Morricone ha scritto due canzoni contenute nella colonna sonora del film “Aida degli alberi” cantate da Filippa Giordano. Scrive tutti i testi del nuovo album delle Orme, prodotto da Roberto Colombo, intitolato “Venerdì” e contenente Marinai presentata al Festival di Sanremo 1982.

Nel 1984 scrive insieme a Renato Brioschi “Notte amarena” singolo di Stefano Sani presentato a Saint Vincent Un disco per l’estate. Nello stesso anno scrive sempre per Stefano Sani anche il singolo “Strano sentimento”.

Con la Nisa srl, insieme a sua moglie Mara Maionchi, ha scoperto Tiziano Ferro e prodotto i suoi primi tre album: “Rosso relativo”, “111” e “Nessuno è solo”. Successivamente, pur continuando il suo lavoro d’autore, Alberto Salerno ha collaborato con la moglie Mara Maionchi a creare e a far crescere la Non ho l’età, etichetta indipendente dedicata alla ricerca di nuovi talenti. In questi ultimi anni Alberto Salerno si è mantenuto molto attivo nel panorama musicale italiano, in particolare nel mettere la sua esperienza decennale al servizio dei giovani meritevoli. Ha intrapreso quindi una serie di iniziative volte a fornire un aiuto ai ragazzi di talento che cercano di trovare la propria strada nel mondo della musica. Le principali sono Music on Stage (MOS) e l’Officina di Musica e Parole.

Tags: Alberto SalernomusicaYouTube
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Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.  Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
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📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
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Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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