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IOSONOUNCANE e “IRA”: guida pratica per sondare le oscurità

Breve biografia di un disco necessario

di Federico Murzi
7 Aprile 2022
in Musica
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
72 0
“IRA” - IOSONOUNCANE
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La grafia è sfocata, a un tempo invitante e carica di inquietudine. Le lettere della scritta bianca su sfondo nero sono tre: IRA. È il 10 dicembre 2019 e siamo sulle pagine sulle pagine social di IOSONOUNCANE, alias Jacopo Incani, musicista sardo di stanza a Bologna. Sono passati quattro anni dal suo secondo album “DIE” (Trovarobato, 2015), che alla sua pubblicazione ha sparigliato le carte nella musica (cosiddetta) indipendente italiana. Sei giorni dopo la comparsa della scritta, Incani annuncia: «IRA è il mio nuovo disco. Prima dell’uscita e prima che sia ascoltabile altrove, lo suoneremo integralmente in sette concerti.»

La prima data in calendario è il 28 marzo 2020 a Foligno. Poi sappiamo cosa è successo: la pandemia, il lockdown, concerti annullati e rimandati, l’impossibilità di suonare dal vivo. Il tour di IRA, praticamente già sold-out ovunque, viene rimandato inizialmente a dopo l’estate, poi alla primavera del 2021. Incani non resta fermo: a novembre pubblica un doppio singolo, “Novembre” e la cover di Luigi Tenco “Vedrai, vedrai”. L’attesa intorno a IRA è spasmodica, ci si domanda se questa pubblicazione non possa essere un’anticipazione del nuovo LP di IOSONOUNCANE. Spoiler: niente di più lontano dal vero.

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A gennaio 2021 viene pubblicato un live con Paolo Angeli fatto a porte chiuse al Teatro San Leonardo di Bologna, ma non c’è traccia di inediti o di anticipazioni di IRA. Ci si chiede se si dovrà aspettare comunque la fine del tour per poterlo ascoltare: da un lato la curiosità è tale che si spera di no, dall’altro si dice che non avrebbe senso pubblicare il disco se il tour era nato con l’intenzione di farlo ascoltare ‘al buio’. Poi, senza preavviso, il 24 febbraio arriva la notizia: «Il 14.05.21 uscirà IRA». Ad accompagnare il messaggio, la copertina del disco: una sagoma nuda, quasi indistinguibile nell’oscurità.

IRA è un disco monumentale. Le stratificazioni sonore che si avvicendano nelle sue quasi due ore di durata sono continui cazzotti allo stomaco, viaggi nelle tenebre di una commistione fra inglese, tedesco, arabo, francese e spagnolo mescolati in un mare di sciabole elettroniche, minimalismo e castelli di voci sciamaniche. A voler tracciare un filo conduttore con “DIE”, salta agli occhi la ricerca di un linguaggio agli antipodi: come osserva Alessandro Besselva Averame nell’intervista rilasciata da Jacopo Incani a Rumore n. 352, se il vocabolario di “DIE” sembrerebbe osservare un «racconto ellittico e in sottrazione», quello di “IRA” parrebbe caratterizzato da una «peculiare glossolalia». Un album, come Incani dice nella stessa intervista, «di paesaggi sconfinati e sconosciuti attraversati da una moltitudine le cui vite e voci si mischiano fino a smarrire i propri contorni».

E infatti IRA parla con suoni ancestrali e moderni, è una savana che copre ogni spettro del registro vocale. Un pastiche di caroselli inquietanti, claustrofobici bordoni, nenie marziali, cavalcate asfittiche e pianoforti struggenti. “hiver”, “nuit”, “prison”, “hajar”, tutte le tracce sono la partitura su cui Jacopo Incani, Simone Cavina, Mariagiulia Degli Amori, Simona Norato, Francesco Bolognini, Amedeo Perri e Serena Locci tessono trame sonore policrome. Ora si sentono echi di John Coltrane. Spuntano i Radiohead diafani del post–“Ok Computer”. Emergono la carica destabilizzante dei Tangerine Dream, le vibrazioni ataviche della musica tradizionale del Maghreb e tanto altro.

Siamo nel 2022 e il tour di “IRA” è partito il 1° aprile. Il disco verrà suonato per intero da tutti e sette i musicisti che lo hanno registrato. Ad aprire i concerti di Jacopo Incani saranno Alek Hidell, Daniela Pes, Kety Fusco e Vieri Cervelli Montel. Fra l’uscita dell’album e oggi ci sono state altre cose: un tour estivo che ha portato Jacopo Incani a suonare un estratto di IRA in formazione ridotta, accompagnato da Bruno Germano e Amedeo Perri; l’annuncio della partecipazione al Primavera Sound 2022; la sonorizzazione dal vivo del film muto “Sacramento” di Alessandro Gagliardo; l’annuncio di un tour europeo; ultima ma non ultima, la fondazione dell’etichetta discografica “Tanca records”, sub-label di Trovarobato, nata con l’idea di «mettere insieme musiciste e musicisti accomunati dalla volontà di portare altrove la canzone, metterla in discussione per aprirsi a nuove forme».

Tags: instanewsIOSONOUNCANEJacopo IncanimusicaTanca records
Federico Murzi

Federico Murzi

Classe 1989, esce abbastanza illeso dall’infanzia e approda alla cosiddetta età della ragione relativamente indenne grazie anche ai R.e.m. Attualmente scrive di musica per Sa Scena e per S&H. Ha studiato Editoria e Produzione Musicale all’Iulm di Milano. Accumula compulsivamente libri e album, con buona pace di chi gli sta intorno.

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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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