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Colonie feline e situazione gatti nella città di Sassari: lettera aperta della Sezione Provinciale dell’E.N.P.A

di Redazione
14 Maggio 2019
in Sassari
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta che Giacomo Pasca, presidente della Sezione Provinciale di Sassari dell’E.N.P.A  Ente Nazionale Protezione Animali, indirizza al Sindaco di Sassari, Nicola Sanna.

Distinto Signor Sindaco,
Le risparmio la parte normativa per non tediarla, visto che converrà con me che Lei è il responsabile degli animali vaganti sul territorio.
Parliamo in questa mia delle colonie feline e della situazione dei gatti vaganti della città di Sassari.

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Come forse saprà una colonia felina è costituita da un gruppo più o meno numeroso di gatti (ne bastano anche due) che vivono in un determinato territorio.
La colonia felina è stata riconosciuta/ufficializzata dalla legge nazionale 14 agosto 1991 n.281, poi ogni Regione e Comune ha legiferato più o meno scientemente.
Come forse saprà la legge quadro in Sardegna è la 21/94 con le sue modifiche ed integrazioni, essa anche se non in modo approfondito come per i cani, protegge i gatti vaganti e li mette sotto la sua podestà.

Premettiamo che l’A.T.S in quanto organo tecnico e di vigilanza, ha l’incarico della sterilizzazione delle colonie e chiaramente dovrà anche porre in essere un attività di programmazione per reperire i fondi necessari ad hoc.
Quindi cosa ha partorito la mente del legislatore regionale? Ha partorito che l’intervento dell’A.T.S deve essere subordinato al riconoscimento Comunale della colonia.
Quindi ricordiamoci che la legge è del 1994, siamo nel 2019, Lei sa quante colonie feline in città sono riconosciute? Le risparmio di informarsi, sono attualmente 9, a mia informazione, quindi mi lasci dire che il Comune di Sassari è “all’avanguardia” nella lotta al randagismo del gatto.
Mi chiedo, e visto che le scrivo, Le chiedo, ma dal 1994 come mai sono solo 9? Possibile che siano pervenute ai vostri uffici solo 9 domande? Io ho riprova di no.

Come mai le colonie feline riconosciute sono affidate esclusivamente a membri appartenenti ad associazioni di volontariato? I comuni cittadini non sono degni di questo “onore ” o meglio sarebbe più corretto definirlo onere???
Se ipotizziamo (in enorme difetto) 2 gatti per ogni cortile/piazzale della nostra città, secondo Lei, quanti decine di migliaia di gatti randagi sopravvivono nella nostra città?

Inoltre, parliamo della delibera n. 43 del 3/03/2015 della Giunta Comunale (RICONOSCIMENTO COLONIE FELINE AI SENSI DELLA L. 281/91, L.R. 21/94 E D.G.R. 17/39 DEL 27.04.2010), le ricordo che la Legge è del 1994 quindi la delibera ha solo 21 anni di ritardo.
Questa delibera io non saprei come definirla (lo saprei, ma eviterò).
Mi permetto di analizzarla dal mio punto di vista naturalmente.
La premessa normativa è naturalmente ineccepibile, ma poi si fa “interessante”, per facilitarci metterò il testo della delibera in grassetto.

TENUTO CONTO che il riconoscimento di colonia felina comporta per il promotore dell’istanza quanto segue:

  • di assumere ogni e qualsiasi responsabilità legata alla gestione della colonia e di non avere nessuna pretesa da far valere nei confronti dell’Amministrazione Comunale;

E vabbè, mi piacciono i gatti, mi fanno tenerezza, diciamo che mi va bene, ma esattamente “di assumere ogni e qualsiasi responsabilità legata alla gestione della colonia” cosa è inteso, che se un “SUO” gatto crea un incidente stradale o compie dei danni il responsabile della colonia si assume la responsabilità??? Come minimo non è chiaro.

  • di accettare la responsabilità di qualsiasi trattamento sanitario necessario;

E qua non si capisce, se per ipotesi investono un gatto (tanto probabilmente voi non lo soccorrete comunque) o che ne so ha un tumore o un’altra patologia (idem) voi che fate? Nulla perché accetto la responsabilità di qualsiasi trattamento sanitario? Mi chiedo, ma son responsabile di colonia o milionario? Sarebbe stato meglio trovare una formula più chiara.

  • di dare la propria disponibilità e collaborazione alla cattura dei gatti ed alla consegna al Servizio Veterinario per la sterilizzazione, previo accordo col servizio stesso;

Questo mi pare il minimo.

  • di garantire tutta l’assistenza post-operatoria necessaria ai soggetti sterilizzati, ivi compresa la somministrazione dei medicinali necessari;

Forse qui mi trovo un attimo in difficoltà, magari non ho un posto per fargli la degenza, magari mi aiuta un’associazione.

  • di impegnarsi a garantire la pulizia e igiene sia dei gatti facenti parte della colonia, che l’habitat, che dovrà essere ripulito dai residui di cibo, lettiere etc. e periodicamente igienizzato. Le ciotole o contenitori del cibo utilizzati dovranno essere tali da evitare di sporcare il suolo pubblico;

E questo mi pare il minimo, sono il primo che tiene al benessere degli animali e non posso lasciare che vivano nella mondezza.
Anche se, non posso essere ritenuto responsabile di tutti i maleducati che pensando di fare il bene del gatto, gli danno da mangiare ogni genere d’avanzo, ignorando ogni regola sia amministrativa che di educazione civica. Ed io pulisco.

  • di evitare qualsiasi contrapposizione con eventuali abitanti della zona o divergenze di opinione sul sito in cui vivono i gatti e la pulizia dello stesso, assumendosi l’impegno e la responsabilità di non interferire con l’habitat degli esseri umani che vi risiedono;

mmmm, quindi se mi insultano perché do da mangiare ai gatti, se mi lamento perché qualche maleducato mette gli avanzi non ritirando i piatti, se mi rubano le ciotole dell’acqua, se distruggono i rifugi, se li avvelenano o li inseguono per fargli del male?

Devo stare zitto e non interferire con l’habitat degli esseri umani????? Penso che sia più probabile che un gatto riesca a farsi 2 risate leggendo questa delibera che io a tacere o reagire (sempre nei dovuti modi).

E poi, come faccio a dire al gatto che se ne deve andare, che lì non lo vogliono, dovrò prendere lezioni di miagolese? E che visto che i residenti umani non sono contenti, non ci sarà il riconoscimento da 2 gatti diventeranno 7 e poi via via moltiplicandosi dando ancora più gioia a chi non ne voleva neppure 2? Oppure il Comune deciderà di spostarli e dovrà mandare qualcuno a curarli tutti i giorni, sennò è come se li avesse abbandonati, in considerazione inoltre che non abbiamo un gattile se non sanitario (forse).

Inoltre, né nella normativa Nazionale, né in quella Regionale, è previsto che possa essere opposto un rifiuto di riconoscimento della colonia per l’incuria del luogo, causato da soggetti esterni al responsabile della colonia. La informo che ho diverse mail del vostro servizio che negano il riconoscimento, in quanto ci sono dei maleducati che lasciano sporco il luogo della colonia, ed all’incolpevole responsabile di colonia viene negato il riconoscimento nonostante si impegni a mantenere il luogo in ordine e pulito.

Penso che sia tristemente normale che in una colonia non riconosciuta, dove non vi è un cartello che la segnala ai cittadini, qualche incivile, credendo di fare il bene degli animali sporca con avanzi di cibo magari anche inadatti all’alimentazione degli stessi. Penso che prima vada accertata la presenza dei gatti (come da normativa), riconosciuta la colonia, apposti i cartelli e magari fatti i controlli per vedere chi effettivamente sporca, e naturalmente quella persona va sanzionata senza indugio o remore.

Queste azioni di rallentamento della burocrazia sono inutili e dannose, tanto cosa vuoi che sia, abbiamo solo 21 anni di ritardo, cosa vuoi che sia altri 3 mesi, cosa vuoi che sia moltiplicare la popolazione di una colonia, tanto ci sono quei “giulivi” dei volontari che hanno soldi da buttare appresso ai gatti.

Distinto signor Sindaco, lei non ha idea dei sacrifici fatti da queste persone.

La nostra sezione devolve sul territorio circa 2 tonnellate di cibo all’ anno, sia per i cani che per i gatti. I volontari si quotano, visto che non riconoscete le colonie, pur di sterilizzare i SUOI gatti. Ci sono volontari che spendono migliaia di euro l’anno per i SUOI gatti, in sterilizzazioni, cure, profilassi e cibo.

Almeno le sterilizzazioni che sono il costo più elevato, in considerazione che l’ATS le accorda gratuitamente tramite i fondi per il randagismo, potreste risparmiarcele.

Invece a causa della quasi assenza dei provvedimenti necessari, siamo quasi all’emergenza sanitaria. Ci sono zone della città, ove le condizioni delle colonie feline senza nessuno che le curi sono pietose.

Continui rinvenimenti di gattini e gatti ammalati o feriti, abbandoni di gatti di proprietà in colonie già completamente sterilizzate. Gatti domestici abbandonati, che incapaci di procurarsi il cibo, vagano stremati e in precarie condizioni in cerca di contatto umano e di avanzi di cibo

Ed adesso con l’arrivo dell’estate saremo presi d’assalto dai turisti che non si capacitano della situazione vergognosa del territorio.

Come ho fatto presente al Vostro Settore tempo addietro, siamo volontari, non siamo pagati per fare il Vostro lavoro, le risorse e la pazienza hanno un limite che è stato abbondantemente sorpassato.

Quindi cortesemente la invito come da suo mandato e responsabilità a far sì che le cose prendano una diversa direzione, nel rispetto della normativa, che voi per primi dovete rispettare.

Dal canto nostro mi piacerebbe scriverle da oggi vi arrangiate, ma sono certo che gli unici a rimetterci sarebbero gli animali.

Quindi le scrivo che da oggi ogni situazione che riterremo lesiva della normativa civile/penale sarà riferita all’autorità competente e, la invito caldamente a prendere le iniziative necessarie al benessere dei felini della città.

Il Presidente di Sezione
Giacomo Pasca
E.N.P.A  Ente Nazionale Protezione Animali
Sezione Provinciale di Sassari

Tags: gattirandagismoSassari
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