Le reti da pesca non più utilizzabili potranno essere conferite gratuitamente sabato 14 novembre 2026, dalle 09:00, alla Banchina Pescherecci di Porto Torres. La giornata rientra in Vox Maris, il progetto promosso dalla BioDesign Foundation per raccogliere e avviare al riciclo le reti a fine vita, prevenendone la dispersione nell’ambiente.
In banchina saranno collocati appositi contenitori, i big bag, destinati ai materiali portati dai pescatori e dagli operatori locali. La squadra del progetto utilizzerà il sensore TrinamiX per riconoscere sul posto il tipo di plastica che compone ciascuna rete e consentire una raccolta separata per polimero.
La guida rivolta ai pescatori distingue quattro materiali principali: poliammide o nylon, polietilene, polipropilene e poliestere. Prima del conferimento, le reti devono essere preparate rimuovendo ami, galleggianti, piombi, corde e gli altri componenti estranei. Se sono unite reti di tipologie differenti, occorre separarle. Quelle leggere vanno imbustate, mentre quelle pesanti devono essere legate per facilitarne la movimentazione e l’identificazione.
Dopo la raccolta, i materiali saranno trasferiti in un centro di smistamento in Sardegna per il pretrattamento, quindi affidati alle aziende che trasformano le diverse plastiche in nuova materia prima. Il servizio non comporta costi per i pescatori.
L’iniziativa punta a prevenire la “pesca fantasma”, il fenomeno per cui le reti disperse o abbandonate in mare continuano a intrappolare animali. Con il tempo, inoltre, i materiali plastici possono frammentarsi in microplastiche.
Attivo dal 2021 e sostenuto da donazioni e fondi privati, Vox Maris ha sviluppato il percorso sardo anche attraverso la circumnavigazione della barca a vela Phileas, utilizzata come laboratorio galleggiante. Le tappe in oltre venti porti hanno coinvolto pescatori, cooperative, Comuni, capitanerie e autorità.
La giornata di Porto Torres contribuirà anche al documentario “From Net to Net Worth”, dedicato al caso sardo e destinato alla presentazione al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione europea. Pescatori e cittadini potranno rilasciare interviste e testimonianze per raccontare la propria esperienza.


































