Il festival AsinArt si prepara a chiudere la sua terza edizione con una tappa sull’isola dell’Asinara, confermando un progetto culturale capace di intrecciare linguaggi artistici diversi nel paesaggio del Golfo. Dopo il concerto di Eugenio Bennato a Porto Torres, la rassegna organizzata dal Consorzio Artisti Artigiani Turritani Sardi approda a Fornelli mercoledì 5 agosto dalle 19, per una serata che mette al centro talenti sardi tra musica, narrativa, poesia e cinema.
L’evento si svolge in un contesto ambientale delicato e per questo l’accesso è regolato: i posti sono limitati e l’ingresso è possibile solo tramite prenotazione del Pass Tour, che comprende il collegamento in battello andata e ritorno da Stintino. Per partecipare è necessario prenotare contattando l’organizzazione via WhatsApp al 351.7315263 oppure via email all’indirizzo [email protected], una modalità pensata per garantire la tutela dell’isola e una gestione controllata dei flussi.
Tra i protagonisti, riflettori puntati su Moses Concas, che porta all’Asinara il tour “Aici andat sa vida”, legato alla colonna sonora del film “La vita va così”, candidata ai Globi d’Oro e ai Nastri d’Argento. Nato a Iglesias e oggi attivo a Londra, Moses Concas costruisce un percorso musicale che unisce armonica, rap e beatbox a elementi della tradizione sarda, in una narrazione sonora che alterna momenti intimi e tensioni narrative. Il progetto nasce attorno alla figura di Ovidio Marras, pastore simbolo della resistenza alla cementificazione delle coste, interpretato da Giuseppe Ignazio Loi nel film diretto da Roberto Milani.
L’apertura della serata è affidata alla letteratura con Simone Azzu, regista e drammaturgo sassarese, che debutta nella narrativa con il romanzo “Albergo Savoia”, pubblicato da Il Maestrale. L’opera racconta una città sarda divisa socialmente lungo il suo corso principale, tra borghesia e marginalità. A dialogare con lui sarà Sergio Garau, poeta e performer noto nel circuito internazionale del Poetry Slam, con un percorso che attraversa Europa, Asia e America Latina.
La dimensione musicale prosegue con Pier Piras, bassista, compositore e producer, che presenta in anteprima il suo ultimo lavoro “Nautilus”. La sua ricerca sonora trasforma il basso acustico in uno strumento capace di costruire strutture complesse, tra richiami mediterranei, suggestioni cinematografiche e influenze jazz e folk.
Il programma include anche il cinema con la proiezione del cortometraggio “Il primo suono” di Andrea Mura, alla presenza del regista e del protagonista Giancarlo Murranca. Il film segue il percorso di un musicista e costruttore che, convivendo con una malattia degenerativa, trova nella materia e nei suoni una forma di espressione, tra natura e sperimentazione.
La chiusura è affidata nuovamente a Moses Concas, che conclude la serata riportando al centro la musica come linguaggio trasversale dell’intero progetto.


































