Per due giorni, sabato 10 e domenica 11 ottobre, le Ville Jacques Couëlle di Monti Mannu, ad Arzachena, hanno aperto al pubblico per la prima volta. Il Comune è unico proprietario del compendio dallo scorso maggio, quando l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla Criminalità organizzata (ANBSC) glielo ha assegnato. L’apertura è coincisa con l’adesione alle Giornate FAI d’Autunno, a sostegno della Fondazione che valorizza i luoghi storici e artistici d’Italia.
Oltre 3.500 visitatori hanno varcato le soglie del complesso, che si estende su 30 mila metri quadri e ha un valore stimato di 37 milioni di euro. Il progetto porta la firma dell’architetto francese Jacques Couëlle. Le visite hanno funzionato come un primo test di apertura, e il sindaco Roberto Ragnedda ne ha tracciato un bilancio: “È stato più che un successo: un ottimo auspicio in vista della realizzazione del Museo della Costa Smeralda”. Ragnedda ha ricordato che le persone arrivate da tutta la Sardegna, insieme a turisti italiani e stranieri di ogni età, “hanno atteso pazientemente in fila pur di accedere e ammirare un’opera dal valore architettonico e simbolico inestimabile”.
Il Museo della Costa Smeralda è il progetto che ha permesso al Comune di ottenere l’immobile. La candidatura è stata presentata lo scorso ottobre, dopo un lavoro di studio e ricerca avviato nel 2024. Gli spazi ospiteranno aree espositive, una sala convegni, laboratori didattici, un bookshop e una caffetteria. Il percorso racconterà il modello di sviluppo sostenibile che, fin dagli anni ‘60, ha caratterizzato la costa arzachenese e il borgo di Porto Cervo grazie agli investimenti del Principe Karim Aga Khan IV.
Lo studio di fattibilità è stato coordinato dall’architetto Mario Chiodino, dirigente del Settore Pianificazione Territoriale del Comune, e dall’Ufficio Patrimonio, con la collaborazione dello Studio Artek Design di Alghero. Chiodino ha illustrato il tratto distintivo delle opere di Couëlle: “Nelle opere di Couëlle, la morfologia del terreno, le rocce, la vegetazione, la luce e gli elementi naturali non costituiscono semplicemente il contesto della progettazione, ma diventano parte integrante della costruzione stessa”.

Villa La Grotta, realizzata nel 1968 come residenza personale dell’architetto, è l’esempio più rappresentativo di questa ricerca. Secondo Chiodino, “l’edificio si caratterizza per una successione di ambienti dalle forme organiche, superfici curve, aperture e spazi in stretta relazione con la natura. Gli affioramenti granitici sono integrati nella struttura, mentre aperture e percorsi interni ricercano una continuità tra spazio abitato e ambiente esterno”. Il dirigente la definisce l’espressione della cosiddetta maison-paysage (casa-paesaggio), “nella quale l’architettura tende a farsi luogo anziché sovrapporsi ad esso”.
Per il sindaco, la struttura sulle alture del borgo di Abbiadori è destinata a diventare uno dei punti di maggiore attrattività del circuito culturale cittadino: “accanto ai siti archeologici, al museo civico Michele Ruzittu e al patrimonio naturalistico, aggiungendo un ulteriore tassello all’unicità della nostra destinazione”.
Le Giornate FAI d’Autunno ad Arzachena sono state promosse dal Gruppo FAI Olbia-Tempio della Delegazione FAI di Sassari, coordinato dal dottor Giovanni Bionda. Hanno partecipato anche gli studenti dell’IPSAR Arzachena Costa Smeralda e del liceo artistico “Fabrizio De André” di Olbia, nell’ambito del progetto “Apprendisti Ciceroni”.


































