Quartu Sant’Elena entra per la prima volta nell’élite italiana della trasformazione urbana: il restyling delle ex Fornaci Picci è stato proclamato miglior progetto assoluto al Festival Future4Cities 2026, dopo aver superato in finale città come Torino, Trento, Bologna e Parma nella sezione “Casa”.
Il riconoscimento, assegnato nell’ambito della quarta edizione del festival ideato da Will Media e FROM e co-prodotto dalle OGR di Torino, premia un intervento di rigenerazione urbana radicale su un’ex area industriale di circa 57mila metri quadri, destinata a diventare un nuovo quartiere multifunzionale.
La vittoria segna un passaggio simbolico per il Comune della terza città della Sardegna, che ottiene così il primo riconoscimento nazionale per un progetto di riqualificazione. A ritirare il premio è stato l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Conti, che ha sottolineato come il plauso arrivi non solo da una giuria internazionale, ma anche dai 40.000 voti espressi dal pubblico, confermando il forte gradimento per un’operazione destinata a cambiare il volto di quella porzione di territorio.
“È un risultato importante che rende onore alla nostra città”, ha dichiarato Conti. “Il plauso di una comunità così attenta all’innovazione e alla necessità di evolversi ci rende orgogliosi e ci emoziona”.
Cosa prevede il progetto delle Fornaci Picci
L’interno delle Fornaci Picci è già oggetto di cantieri: sono in corso lavori sull’edificio a ridosso dell’ingresso e sulla realizzazione di un parco urbano che abbraccerà tutto il nuovo complesso, integrando spazi pubblici, culturali e residenziali. Il masterplan prevede circuiti pedonali e ciclabili, ampie aree verdi, circa 300 posti auto distribuiti intorno agli edifici e un’area cani, il tutto sorvegliato da un sistema di videosorveglianza.
Il restyling proseguirà grazie a finanziamenti pubblici e contributi privati, con l’obiettivo di trasformare un’area un tempo caratterizzata da degrado in un tessuto urbano a vocazione mista: abitativa, con un intervento di housing sociale, ma anche socio-culturale e ambientale. In questa chiave, il progetto premiato a Torino si propone già come modello replicabile di rigenerazione, capace di coniugare coesione sociale e innovazione sostenibile.





































