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La crisi picchia duro sulle imprese femminili: in calo le artigiane, fatturato e occupazione

39mila le realtà sarde, quasi 6mila le micro e piccole. Maria Amelia Lai (Presidente Confartigianato Sardegna): “Le imprenditrici hanno pagato il prezzo più alto della crisi pandemica. Positivo l’intervento del Governo e sui fondi in arrivo con il PNRR”

di Redazione
14 Gennaio 2022
in Sardegna
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Maria Amelia Lai Presidente Regionale di Confartigianato Sardegna

Maria Amelia Lai Presidente Regionale di Confartigianato Sardegna

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“Le imprenditrici hanno pagato il prezzo più alto della crisi pandemica, ma hanno anche saputo affrontare le difficoltà con eccezionali capacità di resilienza, problem solving, abilità multitasking. Su queste doti tipicamente femminili dobbiamo continuare a far leva per essere artefici del nostro futuro”. 

Con queste parole, la Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Maria Amelia Lai, ha commentato i dati sull’imprenditoria femminile in Sardegna e in Italia, elaborati nel report “Il trend della ripresa 2021-2022 e alcune evidenze di genere”, indagine condotta per Donne Impresa di Confartigianato, dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna.

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In Sardegna le imprese femminili sono 38.933, il 22,8% del totale di tutte le attività produttive iscritte alle Camere di Commercio; 4.374 sono guidate da giovani under 35 (l’11,2% sul totale delle imprese femminili) e 2.607 da straniere (6,7% sul totale delle imprese femminili). Sono invece 5.899 quelle artigiane guidate da donne, il 15% sul totale delle imprese femminili, il 17% sul totale delle imprese artigiane. In questo settore il calo registrato rispetto al 2015 è stato dello 0,6% e dell’11,1% rispetto al 2008. A livello territoriale, nella vecchia provincia di Cagliari le imprese donna sono 15.938 di cui 2.434 artigiane, su Sassari-Gallura sono 12.583 di cui 2.084 artigiane, a Nuoro sono 7.286 di cui 1.031 artigiane e a Oristano 3.126 con 350 artigiane.

Quanto la crisi abbia picchiato duro sul lavoro delle donne lo dicono i numeri dell’analisi che evidenziano come queste oggi lavorino meno e siano anche più disoccupate rispetto al 2019. Nel periodo della pandemia nel Paese, infatti, si è registrato un calo del 7,8% dell’occupazione femminile indipendente, a fronte del -6,1% registrato dalla componente maschile. Trend negativo anche sul fronte del fatturato delle imprese guidate da donne con una diminuzione di 4,4 punti rispetto alla media. Non va meglio per quanto riguarda gli impegni familiari dove le donne, nel ruolo di genitore, a causa della chiusura delle scuole durante la pandemia hanno sopportato un carico di lavoro doppio rispetto agli uomini.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro a ottobre 2021 l’occupazione rimane inferiore dello 0,8% rispetto ai livelli pre-crisi (febbraio 2020), tuttavia si registra un calo dell’1,1% della componente femminile di intensità doppia rispetto a quella degli uomini (-0,6%). Un’analisi della dinamica dell’imponibile della fatturazione elettronica per settori, che considera il peso settoriale delle imprese femminili, evidenzia che i ricavi delle imprese femminili sono di 4,4 punti percentuali inferiori rispetto alla media.

“I dati confermano che la pandemia ha aggravato i problemi che esistevano già – continua la Presidente – oltre ad affrontare le maggiori difficoltà economiche dovute alla crisi, le donne hanno dovuto impegnarsi maggiormente nelle attività di cura dei propri familiari a causa della chiusura delle scuole. Le imprenditrici però hanno anche mostrato grandi capacità di reazione superando le difficoltà e portando avanti le proprie aziende. Servono politiche di sostegno che aiutino le donne e uscire da una situazione che le ha gravemente penalizzate”.

Record negativi ai quali, tuttavia, si accompagnano i primati positivi del nostro Paese che è al primo posto in Europa per il maggior numero d’imprese a conduzione femminile, ben 1.336.227. Se l’Italia è il “Paese dell’anno”, come ha decretato “The Economist”, questo numero dimostra che il merito è anche delle donne e della loro grande capacità di reagire e affrontare un momento così difficile come quello vissuto con la pandemia.

“Noi siamo le imprenditrici della resilienza – rimarca Maria Amelia Lai – e ogni giorno ci impegniamo a moltiplicare gli sforzi per accompagnare le nostre aziende in un futuro di sviluppo e in un’economia della sostenibilità caratterizzati da sei parole d’ordine: pianeta, persone, profitto, parità, progresso, pace”.

A questo proposito, la Presidente evidenzia l’attenzione che, con il PNRR, il Governo dedica agli aspetti che possono colmare i gap riguardanti la conciliazione lavoro-famiglia e più in generale in tema di welfare che penalizzano in particolare le donne che svolgono attività indipendente. “Nel Piano di Ripresa e Resilienza, sono state stanziate risorse importanti che possono colmare i gap riguardanti la conciliazione lavoro-famiglia e più in generale in tema di welfare che penalizzano in particolare le donne che svolgono attività indipendente. Si tratta di risorse che vanno utilizzate in fretta per venire incontro a un mondo, quello delle imprese femminili, che va sostenuto anche nell’ottica di rendere duraturo e stabile lo sviluppo”.

Ma l’impresa donna ha l’opportunità di crescere anche attraverso il Fondo a sostegno dell’impresa femminile, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che incentiva la nascita di imprese femminili e per lo sviluppo e il consolidamento di quelle già esistenti apre una nuova fase per l’imprenditoria femminile.

“Aprendo una nuova fase per l’imprenditoria femminile – commenta la Presidente – il Fondo rappresenta un’opportunità per sostenere, consolidare e sviluppare le imprese femminili con una particolare attenzione alle azioni di diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale”.

Gli obiettivi dello stanziamento sono la promozione e il sostegno all’avvio e al rafforzamento dell’imprenditoria femminile, lo sviluppo dei valori imprenditoriali presso la popolazione femminile, la massimizzazione del contributo alla crescita economica e sociale del Paese da parte delle donne. Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. Le domande di agevolazione devono essere compilate esclusivamente per via elettronica, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione in un’apposita sezione del sito internet del soggetto gestore, invitalia.it. L’apertura dei termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione saranno definite dal Ministero con successivo provvedimento, con il quale sono, altresì, fornite le necessarie specificazioni per la corretta attuazione degli interventi.

“La difficile congiuntura sta portando, in ogni caso, a scelte aziendali più consapevoli e meditate, che potrebbero in parte essere legate anche alla crescente presenza femminile nelle funzioni di guida delle imprese – conclude la Presidente – incentivare la partecipazione femminile all’attività d’impresa, supportandone le competenze e la creatività per l’avvio di nuove iniziative economiche e la realizzazione di progetti innovativi, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, è la strada giusta per una società più equa e inclusiva”.

Tags: Confartigianato Sardegnaimprenditoria femminilepandemiaSardegna
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Una promessa nata nel tempo della peste.
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Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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