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Da venerdì in scena nell’Isola “Tipi”, un divertente e coinvolgente one-man-show scritto, diretto e interpretato da Roberto Ciufoli

di Redazione
9 Settembre 2020
in Sardegna, Teatro
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
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Viaggio nei labirinti della mente e del cuore di una folla di personaggi reali e inventati, emblematici di «questa nostra umanità così fortemente spaesata e confusa» con “Tipi” – divertente e coinvolgente spettacolo scritto, diretto e interpretato da un istrionico Roberto Ciufoli – in tournée nell’Isola sotto le insegne della Stagione di Prosa 2019-2020 organizzata dal CeDAC – nell’ambito del Circuito Multisciplinare dello Spettacolo in Sardegna. La scoppiettante pièce – in cartellone venerdì 11 settembre alle 20:30 nel cortile delle ex Caserme Mura di Macomer e sabato 12 settembre alle 21 all’Anfiteatro “Mario Ceroli” di Porto Rotondo (Olbia) – propone in chiave sottilmente umoristica un variopinto affresco della società contemporanea, tra vizi e debolezze e (rare) virtù.

Sotto i riflettori il poliedrico artista romano – attore e autore, regista e doppiatore, tra i fondatori insieme con Pino Insegno, Tiziana Foschi e Francesca Draghetti della “Premiata Ditta”, divenuta popolare grazie a programmi televisivi come “Pronto, chi gioca?”, “Pronto, è la Rai?”, “Domani sposi” e “Ciao Weekend”, per poi approdare sulle reti Mediaset con la sitcom “Finché c’è ditta c’è speranza” e le diverse edizioni di “Premiata Teleditta” (fino alla webserie “Casa CRAI”). Nell’ironica galleria di “Tipi” – dallo sportivo all’indeciso, dal timido al supereroe, fino al danzatore, rappresentati efficacemente e con la ben nota vis comica da Roberto Ciufoli – emergono i tratti psicologici e gli elementi caratteriali, le posture e gli atteggiamenti fisici, il modo di camminare, di parlare, perfino la scelta delle parole di ciascuno come riflesso di una forma mentis, di un modo di pensare e di una peculiare visione del mondo.

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Nella sintesi di un accento e di un gesto, nella tensione delle spalle, nell’inclinazione della testa, in un sorriso, uno sguardo, pure in un balbettio o in un silenzio significativo – per non parlare di tic e piccole manie – si riconoscono le moderne “maschere”, tra fragilità e paure, ansie e turbamenti, nevrosi e “ossessioni” di un’umanità allo specchio. L’artista presta corpo e voce a individui diversissimi, giocando tra le invisibili connessioni e le corrispondenze evidenti tra spirito e carne, svela desideri e impulsi inconfessabili, frustrazioni e ambizioni, mette a nudo le incrinature dell’essere nella civiltà dell’apparire e racconta le inquietudini del Terzo Millennio.

«“Tipi” rappresenta una carrellata di tipologie umane differenti» – sottolinea Roberto Ciufoli (nell’intervista a cura di Annachiara Delle Donne per magazine3d.it). «I miei più che personaggi sono dei veri e propri generi umani, delle categorie tipologiche e morfologiche che caratterizzano un atteggiamento, una scelta di modi di essere. Racconto lo sportivo, il pigro, l’ubriaco, l’innamorato, l’eroe. Ognuno di loro viene raccontato tramite un monologo divertente, una canzone, una poesia».

“Tipi” descrive una folla di anime smarrite, di individui colti ciascuno nella sua singolarità, ma insieme sottolineandone quegli aspetti che li fanno assomigliare e li accomunano ad altri: nel gioco delle parti, e ancor più nella moderna “società liquida” dove tutto appare labile e mutevole, dalle relazioni sentimentali ai rapporti di lavoro e la realtà si confonde con la dimensione virtuale, ciascuno agli occhi dei propri simili – e per se stesso – è contemporaneamente “uno, nessuno e centomila”, consapevolmente o inconsapevolmente alla ricerca di una propria identità. Roberto Ciufoli si affida all’arte della mimesi per offrire una credibile seppur necessariamente grottesca “caratterizzazione” dei personaggi, inseriti in una ben determinata categoria, restituendone le diverse sfaccettature, gli stati d’animo e le emozioni e disegnandone il ritratto attraverso monologhi e sketches, coreografie poesie e canzoni – per un’indagine sulla natura umana.

Nello sviluppo – armonioso o meno – di ogni singola personalità sono fondamentali l’ambiente e l’educazione, fin da bambini si apprendono dei modelli comportamentali che vanno dall’intonazione della voce al modo di pronunciare le parole, un più o meno articolato o modesto “galateo” che permette di mimetizzarsi e inserirsi o al contrario navigare “in direzione ostinata e contraria” rompendo le convenzioni su un piano strettamente “formale” (ma talvolta anche sostanziale) – nel lessico e nel vestire, nell’acconciarsi e nelle movenze – magari per aderire al mood e al look di una delle “tribù urbane” o per semplice imitazione e desiderio d’appartenenza al gruppo dei pari. Roberto Ciufoli nel mettere in scena i suoi “Tipi” si diverte ad enfatizzare quei tratti salienti che permettono una facile e quasi universale “identificazione” del soggetto ascrivibile all’una o all’altra “tipologia” ben sapendo che ciò corrisponde solo in minima parte alla complessità del reale.

“Tipi” è un gustoso divertissement teatrale, un vero e proprio “one-man-show” costruito sul talento e sulla versatilità d’interprete dell’artista romano – all’attivo un’intensa carriera, dagli esordi con l’Allegra Brigata insieme con (tra gli altri) Massimo Popolizio, Pino Insegno, Fabio Ferrari, Claudio Insegno, Francesca Draghetti e Massimo Cinque, tra spettacoli e partecipazioni al fortunato “G. B. Show” condotto da condotto da Gino Bramieri, alle serie televisive come “Don Matteo” e “Don Bosco” fino al film tv “Enrico Piaggio – Un sogno italiano” di Umberto Marino dove interpreta l’ingegnere Corradino D’Ascanio. Sul grande schermo da “Night Club” di Sergio Corbucci accanto a Christian De Sica, Mara Venier e Massimo Wertmüller a “Notte prima degli esami – Oggi” di Fausto Brizzi, da “I miei più cari amici” di e con Alessandro Benvenuti, con Athina Cenci e Alessandro Gassmann – tutti nel segno della commedia – fino al thriller di Denis Rabaglia “Un nemico che ti vuole bene”, senza dimenticare “L’assassino è quello con le scarpe gialle” di Filippo Ottoni – con l’affiatato quartetto de “La Premiata Ditta”.

Tra ironia e leggerezza Roberto Ciufoli esplora il legame tra corpo e psiche, le forme in cui la mente influenza comportamenti e atteggiamenti – facendo emergere aspetti in cui gli spettatori possono ritrovarsi e riconoscersi: «Credo sia interessante mostrare tutto ciò – spiega l’attore e regista (nell’intervista di Annachiara Delle Donne) -. Porti a galla un aspetto comico, ma anche interessante ed emozionante. Metti in evidenza degli strati e delle stratificazioni che magari spesso non vediamo».

“Tipi” di e con Roberto Ciufoli sostituisce “La pianista perfetta” nel cartellone della Stagione 2019-2020 organizzata dal CeDAC/ Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Macomer / ex Caserme Mura (cortile)
Biglietti: posto unico 15 euro
Info e contatti: cell. 347.8777538

Olbia / Anfiteatro “Mario Ceroli” – Porto Rotondo
Biglietti: posto unico 16 euro
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0789.28773 – cell. 328.2397198

Tags: CedacMacomerOlbiaOristanoRoberto Ciufoliteatro
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Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
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