Dago, il nobile veneziano Cesare Renzi, famoso protagonista della serie a fumetti ideata in Argentina negli anni ’80 da Robin Wood, ritorna in Sardegna un anno dopo, ed è pronto a trasmettere nuove emozioni.

La figura di Dago è quella classica dell’eroe di un romanzo, sopravvissuto ad un complotto dove viene uccisa tutta la sua famiglia. Pugnalato e gettato in mare, salvato da una nave di pirati turchi, il nobile Renzi viene venduto come schiavo e viene chiamato Dago, a causa dell’arma conficcata nella sua schiena. Da quel momento in poi decide di dedicare la vita a vendicare la sua famiglia. Dopo essersi liberato dalla schiavitù grazie al pirata ottomano Barbarossa, viene poi inviato a servire il sultano Solimano, entrando a far parte dei combattenti turchi giannizzeri e venendo soprannominato Giannizzero Nero a causa della sua anima e del colore dei suoi vestiti.

Durante la storia a fumetti, ambientata nel 1500, Dago gira il mondo, avendo a che fare con vari personaggi dell’epoca, come Barbarossa, l’Imperatore Carlo V, Giovanni dalle Bande Nere, Michelangelo, Benvenuto Cellini, e prendendo parte a eventi storici come il Sacco di Roma del 1527.

In questo intreccio di storia, cultura e momenti di avventura, la voglia di raccontare vari aspetti dell’Italia porta l’editoriale Aurea a decidere di affiancare allo staff argentino di questo fumetto uno staff italiano e di dedicargli diverse collane. Le storie di Dago escono ogni settimana su Lanciostory e poi vengono ristampate in libri.

In una storia pubblicata esattamente un anno fa e scritta dagli argentini Nestor Barron e Sergio Ibanez, Dago arriva in Sardegna, dando vita al racconto intitolato “Lungo le strade della morte”, ambientato nelle zone costiere e di campagna tra Cagliari e Oristano, dove Giannizzero Nero incontra un uomo di nome Su Entu che cerca di contrastare l’invasione spagnola.

In questo progetto “a trazione italiana” collaborano diversi autori, tra cui lo scrittore, sceneggiatore e giornalista di Sassari Gianluca Piredda, che ha già raccontato vari capitoli della storia dell’eroe, come l’eccidio di Vieste in “Chianca Amara”, la Congiura dei Fieschi, a ottobre gli farà incontrare Gracia Nasi e, nei prossimi giorni, il 14 settembre, su Lanciostory, verrà pubblicata, in quattro settimane, una sua nuova storia di Dago ambientata in Sardegna, dal titolo “Il segreto di Barbarossa”.

È proprio Piredda a darci qualche anticipazione sulla trama: “Il segreto di Barbarossa mischia insieme storia e leggenda, e ha come sfondo le coste del nord ovest della Sardegna. Si parte da Sassari per arrivare all’Asinara, passando per Porto Torres. In questa storia, assistiamo alla distruzione di Olmedo e alla nascita di Hassan Aga, il pastorello rapito da Barbarossa e che, negli anni, è diventato re di Algeri. È disegnata da Silvia Marino, che ha una cura dettagliata dei costumi e delle architetture. Infatti si riconoscono bene alcune piazze e il Duomo di Sassari, ai tempi ancora non terminato, La chiesa di Nostra Signora di Talia a Olmedo e via dicendo”.

Una passione, quella per i fumetti, che accompagna Gianluca Piredda fin dalla giovanissima età: “Il fumetto mi accompagna da sempre, come un po’ tutto ciò che è narrazione. Ho iniziato da giovanissimo. Erano gli inizi degli anni Novanta e avevo 15 anni. La mia prima pubblicazione fu su Comix, una rivista umoristica che, anni dopo, si è trasformata in un diario di successo. Poi, nel 1999 sono arrivato al mercato statunitense. Ben Dunn, che al periodo era l’editore dell’Antarctic Press, si dimostrò interessato a Winds of Winter e da lì è iniziata la mia carriera internazionale. Mi ha affidato Warriar Nun, serie trasmessa su Netflix”.

Gianluca Piredda

La Sardegna ha una grande tradizione fumettistica e, dopo il grande riscontro che ha ottenuto il primo fumetto ambientato nell’Isola, Piredda spera in una altrettanto buona accoglienza: “Finora i media ci stanno mostrando interesse e sia Dago che Lanciostory sono molto seguiti sull’Isola. Quella che presentiamo è una storia onesta, di intrattenimento ma con forti riferimenti storici, geografici e culturali. Spero che il pubblico si diverta a leggerla tanto quanto noi ci siamo divertiti a realizzarla”.

E sulla possibilità di proseguire a narrare le avventure di Dago nell’Isola Piredda è possibilista: “Chi può dirlo? Non c’è due senza tre e se i lettori lo vorranno, sono certo che il Giannizzero Nero sarà più che felice di attraversare il mediterraneo e visitare ancora le nostre coste. Dopotutto c’è ancora tanta Sardegna da raccontare”.

Intanto, ancora pochi giorni e gli appassionati potranno finalmente scoprire “Il segreto di Barbarossa”.