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Simone Gungui, la satira che conquista migliaia di fan

di Helel Fiori
16 Marzo 2020
in People, Web & Social
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Davanti al Genio preferisco stare in silenzio. Non spendo più parole di quante siano necessarie per farlo dispiegare, e quando succede si assiste al miracolo dell’intelletto che dà prova delle sue migliori potenzialità. È successo con Simone Gungui, 39 anni, sardo, conduttore radio tv e soprattutto autore comico, che vanta la paternità delle pagine satiriche più seguite e condivise di questi ultimi anni. Dobbiamo a lui infatti gli unofficial account di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, Giuseppe Conte, Virginia Raggi, Matteo Salvini.

Dal suo profilo Facebook (@simonegungui) si arriva a un surreale universo dove le pagine interagiscono ripostando vicendevolmente gli status. Il risultato è trascinante, ci si trova in mezzo ad un’ampia rete narrativa in cui possiamo muoverci a nostro piacimento seguendo questa o quella linea comica.

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Le pagine più composite restano comunque le prime nate (purtroppo oscurate dopo aver raggiunto i 30mila follower), Luigi Di Majo e Alessandro Di Batista, in cui le due versioni parodiate degli originali davano mostra di creativi approcci risolutivi alle problematiche politiche, per esempio vendere Gratta&Vinci nelle scuole, o rimarcare costantemente la propria umiltà negli atti di volontariato.

Ma che visione ha un autore della propria attività? L’abbiamo raggiunto per chiederglielo.

Ciao Simone! Gestire delle pagine satiriche sembra divertente ma è chiaro che ci voglia un grande impegno. Quanto amore per la narrazione c’è e quanto per la satira?     
Gestire tutte queste pagine è un esperimento molto interessante. Di sicuro c’è una grande passione da parte mia, e mi fa piacere che si percepisca. Nonostante le pagine siano state oscurate, i dialoghi forbiti del figlio treenne di Alessandro di Battista sono piaciuti tanto – così come le iniziative del finto Di Maio – che ho ricevuto alcune proposte per un libro e non ti nascondo che ci sto pensando.

Che rapporto hai con i tuoi personaggi?
Un bel rapporto: quando scrivo un post in cui faccio parlare il figlio treenne di Di Battista come Diego Fusaro rido, perché mi diverto sul serio. Il gusto del surreale accompagna un po’ tutti i post dei miei unofficial, ma se ci pensate c’è parecchia surrealtà anche in quelli veri. D’altronde l’idea di parodiarli mi è venuta quando il vero Di Maio scrisse un post in cui alludeva ad una “manina” che avrebbe manipolato il testo sulla pace fiscale. Era ottobre 2018, e sembrava già quello un post fake. Allora mi son detto: “faccio la pagina su di lui”.

Che percorso hai fatto come autore?
Ho iniziato 20 anni fa con la mia grande passione per la radio, poi nel 2012 sono approdato in prima serata su Videolina, un’esperienza importante e formativa.
Dal 2014 collaboro con Prugna, (pagina Facebook da quasi 600mila fan) che analizza i temi sociali e politici attraverso una lente comico/satirica, e con Musicademmerda, pagina da 300mila seguaci che quotidianamente si divertono con le nostre battute a sfondo musicale.
Inoltre ho la soddisfazione di trasmettere tutti i giorni su Radio Super Sound, network regionale seguitissimo. Con Max Loche (che mi affiancava su Videolina) presidiamo la fascia oraria delle 13 e presentiamo un programma frizzante e dinamico, con personaggi, parodie, rubriche comiche e tanto altro.

I social sono i nuovi teatri d’azione comunicativa: la tua satira potrebbe funzionare lo stesso fuori dal contesto?
A me piace tanto scrivere, più che apparire, infatti ultimamente sto collaborando in veste di ghost writer a diversi progetti. Ad esempio la lite a Sanremo tra Bugo e Morgan è stata una mia idea, ne vado molto fiero. 
Invece le cose classiche, tipo scrivere il discorso di fine anno di Mattarella inizia un po’ ad annoiarmi. Credo che quest’anno lo rivitalizzerò un pochino. Il problema è che il Presidente è molto formale. Tentare di fargli bere un Bacardi Breezer alla pesca prima della diretta per farlo sciogliere un po’ è sempre estenuante.

La satira social può influenzare gli elettori?
Non credo, le persone hanno già le loro idee e non sarà un comico a cambiarle.

Cosa resta alla politica secondo te?
Ben poco, perché la comunicazione si è spostata sui social e alcuni credono di dover rendere conto ai propri follower anziché al Parlamento. In questo momento storico trovo molto subdola la presenza di Salvini su TikTok, che è un social con un target di riferimento tendenzialmente molto basso (15/25 anni), e credo sia un tentativo avanguardistico di intercettare le fasce più giovani in un terreno non propriamente suo.

Immaginiamo che da domani saltino tutti i sistemi informatici, niente più social. Cosa accade nelle tue giornate di autore?       
Chiedo subito ad Alessandro di Battista se posso andare in Sud America con lui, nascondendogli che lo faccio soltanto per poterlo pigliare per il culo su Facebook appena torna la corrente.

Contatto erede per le tue pagine: chi scegli?            
Selvaggia Lucarelli
, perché con lei ho avuto un flame a causa di una battuta pubblicatami da Prugna: “La cosa grave non è che ci siano milioni di disoccupati, ma che Selvaggia Lucarelli abbia un lavoro.”
Selvaggia, son passati 4 anni, tu sbloccami e io ti rendo erede delle mie pagine, finché ban non ci separi.

Grazie mille Simone! Sappi che se la Lucarelli non dovesse accettare, mi candido personalmente per il passaggio di testimone. Alla prossima puntata!

Tags: politicasatiraSimone Gunguisocial network
Helel Fiori

Helel Fiori

Chi nasce tondo non muore quadrato. È così che si dice. La propria natura è la propria natura. Fortuna allora è avere una natura stabilmente instabile che non ci limiti, che ci apra ogni strada.

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Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.  Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂  🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.  📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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