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Max Mazzoli: la bellezza corrotta nei quadri dell’artista livornese

di Helel Fiori
9 Marzo 2019
in Arte, People
🕓 6 MINUTI DI LETTURA
98 2
Max Mazzoli. I danzatori delle stelle, olio su tavola cm 130x180, 1996

Max Mazzoli. I danzatori delle stelle, olio su tavola cm 130x180, 1996

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“È in arrivo una tempesta” – dice Frank – “una tempesta che inghiottirà i bambini. E io li salverò dal regno della sofferenza. Li riporterò sani e salvi sulla porta di casa, e respingerò i mostri giù sottoterra. Li confinerò dove nessuno possa vederli, eccetto me. Perché io sono Donnie Darko”.

Lato oscuro, a-linearità del tempo, caducità della vita e dell’amore, un coniglio inquietante alto uno e ottanta. Elementi che chiaramente richiamano alla memoria Donnie Darko, film del 2001 di Richard Kelly diventato un vero e proprio titolo di culto, venuti alla luce invece durante l’incontro con Max Mazzoli, pittore toscano classe 1953, stanziale a Sassari da ormai quasi trent’anni.

Non ho avuto modo di chiedergli se conoscesse il film: protagonista di una vita piuttosto varia, in continuo mutamento, Max è un ottimo conversatore dal carisma alienante che attira l’interlocutore dentro una bolla d’attimi instabili.

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Non disperi chi non avrà la fortuna di passarci un pomeriggio a sorseggiare del vino: lo stesso rapimento arriva assaporandone l’opera. Per lo più olio su tela, è di certo prematuro cercare di identificarne le fasi, ma saltano all’occhio alcuni stilemi preferiti di cui possiamo parlare.

Innanzitutto bellissimi gli iperrealismi alla Hopper. Se Edward dipingeva il silenzio, Max dinamizza e rinnova il quadro materializzando l’urlo/colonna sonora di una realtà straniante, corrotta; sottofondo lontano udibile solo a chi sa ascoltare: il vibrante fermo immagine di un momento anonimo produce un sibilo grattato di bobina che non gira, incespica, si ferma e rode la pellicola. Le sue auto e i suoi neon sono allora solo un magnete, un supporto materico solo apparentemente immobile a cui si ancora l’eco di un ronzio sempiterno.

Uno degli elementi fondanti della sua espressione è lo studio della linea del tempo: “Immobilità o lo scorrere più o meno veloce del tempo mi hanno sempre affascinato, a volte vorrei far entrare in una sola opera la dinamicità di tutta una storia o addirittura di tutta una vita” dice, e dai suoi quadri sembra che ci riesca (studiomaxmazzoli.net o Instagram @maxneromazzoli per avere un assaggio o informazioni sui laboratori). Questa fascinazione può aver dato i natali alla serie di tele massmedialiottenute trasponendo frame cinematografici, esibite al Palazzo Ducale di Sassari nella mostra Filmofrenico – Iconografia filmica e immaginaria, 2016, a cura di Stefano Resmini, che ha messo insieme più di quindici anni di produzione. Interessanti i tributi a S. Kubrick, a Ombre Rosse, a Blade Runner. La fonte video non si esaurisce però col cinema d’autore: non ci si stupisca se ogni tanto fan capolino dei tributi a luci rosse. Ma la scelta del pittore cade sul nudo straordinario, ed è così che per onorare la pornografia sceglie la chiave del cyber sex (godimento steampunk è la parola chiave) ove il corpo è supporto di un godimento virtuale, è strumento che utilizza altri strumenti per raggiungere il fine ultimo dell’astrazione del Sé.

Max Mazzoli non viene ispirato solo da idee. Egli stesso definisce i pittori come concreti, materici, legati all’immanenza. Per raccontare la vita sceglie allora il nudo di donne vere: seni pieni che fanno venire fame incoronati da melegrane mature che sanguinano dolcezza. E se per l’altro suo ispiratore, Caravaggio, il binomio eros/thanatos era estremamente palesato, per Max la corruzione della perfezione si dispiega piuttosto col tuffo nell’abisso, o meglio, con l’abisso che di prepotenza viene letteralmente a bussarci alla porta (vedi Agenzia nuovi mondi, se anche a te questo va stretto, affrettati, biglietti in esaurimento, 50×50, Anno Indefinibilmente Parallelo; quadro che dà titolo all’ultima personale inaugurata nell’estate 2018 allo Spazio Mostre Libreria Dessì di Sassari, ove un grande coniglio nero ringhia minaccioso dietro un vetro).

Attualmente Max ci sta regalando sprazzi di una dark pop art, dove più ingredienti vengono rimestati nel pentolone della grande Strega Nera. La ricetta prende così forma: inquadrature da fumetto (argomento caro a Mazzoli: nei primi Novanta arricchì le pagine del nostro giornale con le avventure di UltraVov, una sorta di SuperCiuk di Bunker, e di Dante, un alieno verde, basso e tozzo infelicemente bloccato a Sassari); prendete un po’ di inquadrature da fumetto, dicevo, e date profondità con qualche accesso noir. Aggiungete una punta di J. Bauer e di incubi nord europei, due fiale di luce ed ombra e una stecca di Imminente Fine del Mondo – non necessariamente IL mondo, ma UN mondo, magari quello interiore: “L’arte è stato il filo conduttore di tutta la mia vita, attraverso morti e rinascite, credo di essere alla mia settima vita, probabilmente l’ultima” – e miscelate energicamente il tutto, incorporando man mano dei colori Fluo UV Reagents. La bomba è assicurata. Se poi avete la fortuna di assistere a una delle sue performance di live painting (per le date tenete d’occhio la pagina Facebook @studiomaxmazzoli) siate consci che per l’artista significano gioia, divertimento, libertà, assoluta felicità: “una performance di live painting potrei assimilarla ad un orgasmo”. E come l’orgasmo arriva alla fine di una eccitata escalation, la sua pittura è rivelazione dopo un lungo indagare. Nei suoi quadri scova lo sconosciuto acquattato dietro la porta, e al contempo dipinge il rumore che ci costringerà ad andare fuori a controllare cosa si cela nel buio. Meglio portare con sé una torcia.

  • Sto arrivando vecchio mostro! Olio su tela cm 50×50, anno 2025
  • Sono venuto a riprendermi tutti i regali che vi ho fatto: amore, amicizia, rispetto, sincerità, rispetto rispetto rispetto. Firmato: lo spirito del natale. Olio su tela cm 50×50, un anno qualsiasi
  • Smettila di farmi seguire! Olio su tela cm 50×50, anno 2021
  • I bari, olio su tela cm 100×100, 2017
  • Fermata n 15, olio su tela cm 100×100, 2017
  • È stato bello, buon viaggio anche a te, olio su tela cm 80×80, anno 2025
  • Astronavi 2015, olio su tela cm 100×100, 2015
  • Agenzia nuovi mondi, se anche a te questo va stretto, affrettati, biglietti in esaurimento. Olio su tela cm 50×50, anno indefinibilmente parallelo
  • Ciao succo di melagrana, olio su tela cm 100×100, 2016
Tags: arteMax MazzoliSassari
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Chi nasce tondo non muore quadrato. È così che si dice. La propria natura è la propria natura. Fortuna allora è avere una natura stabilmente instabile che non ci limiti, che ci apra ogni strada.

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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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