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Sempre un maggior numero di persone sceglie la dieta vegana, ma cos’è il veganismo e com’è nato?

Essere vegani non vuol dire solo seguire una diversa alimentazione, ma riconoscere dignità alla vita degli animali, senza mercificarli e abusarne

di Erica Lucia Noli
30 Dicembre 2022
in Costume & Società, Food
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
64 0
Dieta vegana. ? Depositphotos

? Depositphotos

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Conoscere persone vegane è ormai piuttosto frequente e anche se alcuni continuano a ritenerli dei personaggi “fuori dal comune”, i vegani non sono marziani provenienti da un pianeta sconosciuto ma individui che hanno scelto di adottare un particolare stile di vita fondato su forti e precise motivazioni. Ma cos’è il veganismo e come è nato?

Il veganismo può essere definito come uno stile di vita che tenta di escludere, per quanto è possibile, qualsiasi forma di sfruttamento e brutalità nei confronti degli animali, sia dal punto di vista delle scelte alimentari che di quelle di consumo. Si tratta di una presa di posizione etica di chi si oppone a qualsiasi genere di maltrattamento verso tutti gli esseri senzienti.

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Generalmente chi decide di diventare vegano lo fa in seguito a una riflessione morale riguardo all’assurda situazione dell’industria della carne che si serve di animali costretti a vivere in condizioni terribili negli allevamenti intensivi e ne uccide miliardi ogni anno. I vegani, infatti, considerano tutti gli animali come esseri viventi da rispettare e non come oggetti da usare e di cui abusare.

La corrente del veganismo vede la sua nascita in una data ben precisa, ovvero il primo novembre del 1944 (ogni anno nella stessa data si festeggia infatti il “Vegan Day”), quando gli attivisti animalisti Donald Watson ed Elsie Shrigley, convinti che bisognasse aggiornare la scelta vegetariana, abbandonarono la Vegetarian Society e fondarono un nuovo movimento coniando il termine “vegan” (dalle prime tre e le ultime due lettere del vocabolo “vegetarian”). Nacque così la Vegan Society, che adottava un nuovo e più categorico orientamento.

Vegano. ? Depositphotos

La differenza sostanziale che esiste tra vegetariani e vegani, infatti, consiste nel fatto che i vegetariani non mangiano carne (né di animali che vivono sulla terra né in mare) e i vegani, invece, rifiutano tutti i cibi di origine animale, compresi i loro derivati. Dal punto di vista dell’alimentazione, il termine “vegano” indica quindi una persona che ha deciso consapevolmente di eliminare dalla propria alimentazione quotidiana tutti gli alimenti di origine animale, quindi carne, pesce, uova, latticini, miele e così via.

Una delle domande che spesso sorge spontanea è: “ma allora che cosa mangia un vegano?”. Una persona che ha scelto di aderire al veganismo mangia tutto ciò che non deriva dallo sfruttamento degli animali, quindi: pasta, pane e cereali di ogni tipo, legumi, frutta, verdure, semi, derivati della soia e sostituti proteici della carne (tofu, granulato di soia, tempeh, muscolo di grano, seitan) e tanti altri cibi.

I vegani devono però porre maggior attenzione all’inserimento nella propria alimentazione della vitamina B12, che solitamente è contenuta nelle carni animali. Questa è importante perché contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e ha un ruolo fondamentale nella produzione di globuli rossi e nella formazione del midollo osseo. Per tale motivo, dopo aver eseguito gli esami per verificare la situazione, è necessario che le persone che decidono di seguire la strada del veganismo, assumano la vitamina attraverso degli integratori.

Palline di falafel di ceci con verdure. ? Depositphotos
Palline di falafel di ceci con verdure. ? Depositphotos

Ma quella alimentare è solo una delle dimensioni nelle quali si manifesta lo stile di vita vegano. Il veganismo “puro” si completa, ad esempio, con la rinuncia e opposizione ad alcune pratiche, come la partecipazione alle manifestazioni di intrattenimento che prevedono la presenza di animali in cattività (zoo, circhi, acquari, sagre). Alla filosofia vegana si allaccia anche la tematica dello “zero waste” (rifiuti zero), cioè quello stile di vita che si propone di eliminare del tutto o ridurre l’accumulo di rifiuti, e la tendenza a non utilizzare prodotti in plastica monouso per impattare il meno possibile sull’ambiente. Inoltre, le persone vegane prestano molta attenzione anche agli indumenti che comprano e indossano, prediligendo le fibre naturali al posto della lana e della pelle. Chi segue questo stile di vita cerca pure di scegliere prodotti per la cura della casa, della persona e cosmetici che non abbiano componenti derivate dagli animali e che non siano stati testati su di essi.

Il veganismo rappresenta quindi un approccio a tutto tondo che comprende una serie di comportamenti che ripudiano qualsiasi trattamento di crudeltà e sfruttamento degli animali da parte dell’uomo. Bisogna precisare che oggi il veganismo “puro” è abbastanza difficoltoso (anche se non impossibile) da portare avanti perché le sostanze di originale animale contenute sia negli alimenti ma soprattutto negli oggetti di uso quotidiano sono molto numerose, è inoltre implicata un’articolata questione sulla sperimentazione animale e sulle medicine (solo una parte esigua di queste è vegana).

Tags: animalidieta veganafoodVegan Societyveganismo
Erica Lucia Noli

Erica Lucia Noli

Nasce nel 1992 a Cagliari, città che ama e in cui vive. Laureata in Comunicazione e laureanda magistrale in Giornalismo all'Università Sapienza di Roma, aspira a diventare giornalista da quando è poco più che bambina. Si definisce una curiosa e attenta esploratrice del mondo.

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Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.  Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂  🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.  📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
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