Trecentocinquanta milioni di euro è la stima del giro d’affari italiano intorno alla festa degli innamorati che il Codacons ha calcolato per lo scorso 2018. Ma come si è arrivati a queste proporzioni? E dove ha origine la ricorrenza più romantica dell’anno? Partiamo per un viaggio che non mancherà di attraversare anche la nostra isola.

La festa di San Valentino ha origini così remote da non poter essere univocamente riconosciute. È molto più antica anche dello stesso Valentino e del suo riconoscimento come Santo da parte della Chiesa. Affonda infatti le proprie radici negli antichi riti festivi di epoca romana quando, con l’aumento delle temperature dopo i freddi dell’inverno, la natura cominciava il suo risveglio, le giornate diventavano più lunghe e la terra riacquistava quella fertilità che avrebbe garantito raccolti e abbondanza. Peraltro erano riti che non si limitavano a manifestazioni, per così dire, di amore platonico ma prevedevano pratiche violente, talvolta dai risvolti orgiastici. Con la diffusione del cristianesimo, fu Papa Gelasio I a introdurre il “patrono” degli innamorati, ispirandosi alla figura di Valentino, calendarizzato come Santo il 14 febbraio. Sì, ma quale Valentino? In effetti sembrano esistere più figure con lo stesso nome e la simile vocazione al martirio. La più riconosciuta è quella del vescovo di Terni, che pare avesse particolarmente a cuore l’unione felice in una coppia e si spendesse anima e corpo (è proprio il caso di dirlo) perché gli innamorati potessero vivere in massima armonia. In questo senso le leggende raccontano di una rosa donata a due litiganti in segno di pacificazione ma anche di un matrimonio celebrato tra una donna cristiana e un uomo pagano che costò la vita allo zelante ecclesiastico.

Se ci spostiamo in Sardegna, la figura di Valentino è assurta a patrona del paesino di Sadali, meno di mille abitanti a un centinaio di chilometri da Cagliari. Si racconta che un vecchio mendicante girasse portando con sé una piccola statua del Santo. Giunto in paese si adagiò nei pressi della cascata e lì trascorse la notte. Il giorno dopo, al momento di riprendere la statua, si accorse che era fissa al suolo, come se non volesse essere spostata. Nacque così la chiesetta (il primo nucleo risale a cavallo tra il nono e il decimo secolo dopo Cristo) intitolata al Santu coiadori, ovvero al Santo che favorisce gli sposalizi. A Sadali, San Valentino è festeggiato ben tre volte nel corso dell’anno: oltre al consueto 14 febbraio anche l’8 maggio e il 6 ottobre. Non a caso esiste l’usanza di recarsi in pellegrinaggio da quelle parti per chiedere la grazia di trovare un/una compagno/a o di benedire il proprio rapporto di coppia.