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Una breve guida ai luoghi più spettacolari della Sardegna: l’isola delle meraviglie naturali

Spiagge da sogno, montagne imponenti, grotte misteriose e parchi naturali unici: un viaggio tra le meraviglie naturali più spettacolari della Sardegna

di Redazione
28 Settembre 2025
in Itinerari
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Vista panoramica di Masua. Foto Depositphotos

Vista panoramica di Masua. Foto Depositphotos

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Facile parlare di Sardegna e pensarla una delle isole più amate di tutto il mediterraneo; lo è per l’incredibile mare cristallino, lo è per le sue spettacolari spiagge dorate, lo è perché incredibile scrigno di meraviglie naturali che spaziano dalle scogliere mozzafiato alle spiagge più belle; lo è per tanti motivi che però non sempre vengono citati correttamente.

Chiunque si prenda la briga di visitare la Sardegna potrà farlo con la consapevolezza che, nel giro di qualche decina di chilometri, potrà imbattersi in grotte sotterranee o parchi naturali montani, con sentieri incredibili.

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Proprio in quest’ottica, vediamo insieme questa breve guida a quelli che sono gli angoli più scenografici e suggestivi dell’intera isola, offrendo spunti per fare tutti insieme un viaggio che sia all’insegna della natura e della scoperta.

Come poter rinunciare alle spiagge?

Inutile girarci attorno: tutti quanti conosciamo la Sardegna per essere forse la destinazione marittima più esclusiva e interessante d’Italia e bastano poche foto per essere tutti d’accordo. La spiaggia La Pelosa a Stintino, ad esempio, con le sue acque trasparenti e la sabbia tanto bianca quanto fine viene considerata come un possibile esempio di mare caraibico in Italia!

Se ci spostiamo verso est abbiamo invece il Golfo di Orosei che regala calette incastonate tra alte falesie calcaree: Cala Luna, Cala Mariolu e Cala Goloritzé sono autentiche perle raggiungibili via mare o attraverso sentieri escursionistici che rendono l’esperienza ancora più avventurosa. Cala Goloritzé, per inciso, ha vinto per diversi anni di fila il premio di spiaggia più desiderata del mondo e, ci spiace ripeterci, ma basta guardare qualche foto per capire il perché di ciò. È vero che il percorso per arrivarci è davvero complicato, ma basta portarsi dietro il Venty vaporizzatore e fare una bella pausa di qualche minuto durante il corso del percorso per scansare la fatica in un colpo solo.

Cala Goloritzé, la selvaggia cala di Baunei. Foto Depositphotos
Cala Goloritzé, la selvaggia cala di Baunei. Foto Depositphotos

Cosa si nasconde nel cuore dell’isola?

Il massiccio del Gennargentu è l’elemento montano più famoso e importante di tutta l’Isola, nonché anche il più alto.

Lo è in quanto meta ideale per chi ama trekking e panorami incontaminati; durante il corso dell’inverno, se il freddo è abbastanza, alcune vette si coprono persino di neve andando quindi a regalare scenari inaspettati per un’isola mediterranea. Non meno interessante è la zona del Supramonte di Baunei, che offre canyon spettacolari come la Gola di Gorropu, definita anche con il nome di “Grand Canyon d’Europa” grazie alle sue imponenti pareti calcaree che nei punti più assurdi raggiunge anche i 400 metri d’altezza. Chi è che si vuole divertire con il trekking troverà nella zona montana della Sardegna esattamente quello che cercava: un ambiente fortissimo che alterna in maniera preziosa boschi profumati, viste sul mare e testimonianze archeologiche di rilievo grazie alla presenza dei nuraghi disseminati nel territorio.

Il Lago La Marmora all'interno della Grotta di Nettuno ad Alghero. Foto Depositphotos
Il Lago La Marmora all’interno della Grotta di Nettuno ad Alghero. Foto Depositphotos

Le bellezze sotterranee: un viaggio nel mistero

Una delle tante meraviglie che questa terra selvaggia offre ai turisti è un universo sotterraneo ricco di fascino e sorprese; sono tantissime le grotte sparse per il territorio, accessibili via mare o attraverso percorsi carsici di grande interesse. La più famosa è la Grotta di Nettuno, situata vicino alla città di Alghero che è accessibile sia via mare che scendendo l’imponente scala del Cabirol. Quest’ultima è il nome di un percorso composto da oltre 600 gradini scolpiti nella roccia, con stalattiti, stalagmiti e laghi interni che pian piano si creano un’atmosfera fiabesca.

Non meno interessante è la Grotta del Bue Marino, nella zona di Dorgali, che unisce la bellezza della geologia alla leggenda della foca monaca, che un tempo popolava queste coste. Ci sono anche diverse altre grotte molto meno note, come quelle di Is Zuddas nel Sulcis, che invece offrono esperienze uniche per chi vuole esplorare la Sardegna lontano dai percorsi più turistici ma che richiedono un po’ più di pazienza per essere raggiunte ed esplorate. Parliamo comunque di esperienze che valgono decisamente la pena, su questo potete scommetterci!

Mancano all’appello sapete cosa? Giusto le aree protette, che in Sardegna sono numerose e che custodiscono flora e fauna uniche. I parchi più importanti sono tre: il parco della Penisola del Sinis, che comprende spiagge di quarzo bianco e resti archeologici storicamente interessante, il Parco Naturale di Molentargius-Saline, a pochi chilometri da Cagliari, che ospita colonie di Fenicotteri rosa e il più grande parco nazionale dell’isola ovvero quello dell’arcipelago di La Maddalena; quest’ultimo è un parco meraviglioso composto da un insieme di isole granitiche che emergono da un mare color smeraldo. Qui è possibile fare snorkeling tra fondali ricchi di vita o esplorare spiagge solitarie raggiungibili solo in barca.

Tags: GennargentuSardegnaspiaggeturismo
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  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis  Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿  ⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli.  🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria.  📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza.  La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗  📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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