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Siligo: un piccolo borgo del Meilogu da scoprire tra nuraghi, chiese rurali e personaggi illustri

Situato ai piedi del Monte Sant’Antonio, il paese conta meno di mille abitanti ma vanta un patrimonio storico e culturale di grande valore, oltre a paesaggi naturali mozzafiato

di Daniele Dettori
22 Maggio 2024
in Itinerari
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
67 5
Piazza Maria Carta a Siligo

Piazza Maria Carta a Siligo

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Meno di mille abitanti e una superficie di circa 43 kmq. Un piccolo paesino come in Sardegna ce ne sono tanti (purtroppo colpiti dalla piaga dello spopolamento), ma ricco di fascino e storia, oltre che attrattive valorizzabili e spendibili turisticamente e culturalmente. Si trova al chilometro 187 della Statale 131, ai piedi del versante occidentale del Monte Sant’Antonio. Che veniate da nord o da sud, se dalla vostra auto avvistate il Monte Santo – un rilievo tronco conico dalla cima spianata – allora ci siete quasi: state per entrare a Siligo, patria di artisti e uomini dalle importanti carriere che tra poco andremo a conoscere uno per uno.

Intanto cominciamo con le chiese rurali, ottima meta se decidete di trascorrere qualche ora in aperta campagna con una bella tovaglia da picnic al seguito. La chiesa di Sant’Antonio, per esempio, i cui ruderi sono ancora presenti sulla cima dell’omonimo monte, offre la scusa per un’escursione su quello che è un ottimo sito archeologico a cielo aperto: sono visibili i resti di un santuario nuragico con le rovine di un tempio a pozzo, il nuraghe Cherchizza, e quanto è arrivato fino a noi di alcuni edifici costruiti intorno all’anno mille. Ancora, la chiesa intitolata a Sant’Elia e Sant’Enoch in cima al Monte Santo è ricca di storia e suggestione a cominciare dai due santi che, anche nella Bibbia, sono tra i più avvolti da un’aura di mistero. La festa sulla cima del monte si svolge il lunedì di Pasquetta.

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Abbiamo parlato prima di archeologia. In effetti sono tanti, nel territorio di Siligo, i siti che si prestano a una visita da parte degli appassionati. Segnaliamo il nuraghe di s’Iscala Ruja, quello più complesso di Santu Oltolu e il nuraghe Conzattu: ci fermiamo qui perché, tra quelli meglio conservati e quelli ormai decaduti, arriviamo a 25 strutture. Ma anche il medioevo ha lasciato tracce considerevoli come rovine di castelli e villaggi di cui oggi poco rimane e, in alcuni casi, all’interno di proprietà private.

Entrando in paese e salendo lungo la via principale, ci si imbatte subito in uno fra i personaggi illustri legati a Siligo: Francesco Cossiga. Proprio il Presidente Emerito della Repubblica Italiana qui è vissuto negli anni della sua infanzia e ha dato avvio a quell’attività politica che lo avrebbe portato, qualche decennio dopo, nella sale del Quirinale. A Cossiga, nel 2012, è stata intitolata appunto la via principale, ex corso Vittorio Emanuele II, non senza suscitare qualche polemica tra chi non ne stimava particolarmente la figura politica.

Una veduta di Siligo
Una veduta di Siligo
Abito tradizionale femminile di Siligo. ? Gianni Careddu
Abito tradizionale femminile di Siligo. ? Gianni Careddu
Monte Santo, Siligo. ? Gianni Careddu
Monte Santo, Siligo. ? Gianni Careddu

Proseguendo nella via, sulla destra si trova piazza Maria Carta, con il monumento e il murale dedicati alla figura della famosa cantante silighese, classe 1934, eletta Miss Sardegna all’età di 23 anni. Partita in seguito per Roma, fece strada nel mondo della musica grazie alla sua bellissima voce che l’ha resa immortale con opere come “Non potho reposare” e dischi come “Nuovo Maggio”, e “Vi canto una storia assai vera”. Sua è anche la voce della colonna sonora nella miniserie in sette puntate “Mosè”, orchestrata da Ennio Morricone. La statua di Maria Carta, ubicata dove si trovava la casa dell’artista, guarda oggi verso l’orizzonte, proprio come faceva la cantante quando viveva a Siligo sognando il suo futuro.

Siamo in chiusura ma prima di lasciare questo grazioso paesino del Meilogu dobbiamo ricordare Gavino Ledda e il suo celebre libro autobiografico “Padre Padrone. L’educazione di un pastore”. Nel libro, l’autore racconta la sua infanzia trascorsa in solitudine come guardia del gregge di famiglia e i continui scontri con il padre per le visioni di vita radicalmente diverse che avevano i due. Edito per la prima volta nel 1975, il libro si è rivelato subito un successo internazionale, tradotto in 40 lingue e trasformato anche in un film dai fratelli Paolo e Vittorio Taviani. Gavino Ledda è autore anche di altre opere letterarie, oltre che regista del film “Ybris” (1984), trasposizione del suo romanzo “Lingua di falce” (1977).

Tags: Francesco CossigaGavino LeddainstanewsMaria CartaMeiloguSiligo
Daniele Dettori

Daniele Dettori

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Un gruppo armato assalta la villa del cavaliere Vittorio Depau. Il possidente è a Cagliari, nella dimora restano servitù e famiglia. Un servo oppone resistenza e viene ucciso. Il brigadiere Pietro Giua cade in combattimento, il carabiniere Bulciolu resta ferito. I malviventi fuggono col bottino, lasciando il paese nel terrore.  Esterzili, Venerdì Santo 1840 ⚰️
La nobile famiglia Capece viene assaltata nella sua dimora. Don Salvatore, il capofamiglia, perde la vita. La figlia Francesca testimonia: i cugini Giulio e Salvatore Tolu vengono accusati, arrestati e giustiziati. Anni dopo si scopre la verità: erano innocenti. I veri colpevoli vengono individuati, la refurtiva recuperata. Due vite spezzate ingiustamente.  Due episodi che hanno segnato la storia sarda dell’Ottocento. 🏔️📖  🔗 Articolo completo di Chiara Medinas su shmag.it
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  • 🌿🎥 Una Sardegna autentica, fatta di luoghi, persone e tradizioni che continuano a sorprendere. È il cuore di @quandocigira, il progetto di travel storytelling nato dalla passione di Manuela Fiori e Andrea Sini, content creator sardi che hanno trasformato l’amore per il territorio in un racconto continuo.  Dai borghi meno conosciuti alle tradizioni antiche, passando per artigiani, musicisti e comunità che custodiscono l’identità dell’isola, ogni episodio diventa un tassello di un mosaico più ampio: quello di una Sardegna viva, raccontata con rispetto, curiosità e autenticità. 🏞️🎶  Il progetto si sviluppa su più piattaforme, da YouTube a Instagram, con format che uniscono narrazione, immagini e video per scoprire angoli nascosti e storie inedite. 📱✨  🔗 Su SHmag.it, Chiara Medinas racconta la loro storia, le passioni che li animano e la visione dietro i loro contenuti. Il link per leggere l’articolo completo è anche nel nostro Canale.
  • 📍 Il Bastione di Saint Remy è uno dei simboli più riconoscibili di Cagliari, ma la sua storia va ben oltre l’impatto visivo. Nato su antiche fortificazioni, racconta secoli di strategie difensive, trasformazioni urbane e memoria bellica ancora visibile nella città.  L’approfondimento completo è nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔎
  • 🧙🏻‍♀️ Julia Carta non era una strega. Era una donna che il tempo non ha cancellato.  Julia Casu Masia Porcu nacque intorno al 1561 a Mores, in una famiglia segnata dalla povertà e dall’analfabetismo. A circa 25 anni si sposò e si trasferì nella vicina a Siligo.  🧉 Aveva appreso dalla nonna conoscenze terapeutiche: curava, preparava rimedi, aiutava chi si rivolgeva a lei.
Ma quelle stesse persone finirono per accusarla.  👨🏻‍⚖️ Processata due volte dal Tribunale dell’Inquisizione spagnola di Sassari, condotta nel Castello Aragonese, minacciata di tortura: Julia confessò sotto terrore. La pena fu di tre anni, poi tornò a Siligo.  Ma le accuse ripresero. Un secondo processo.
Dell’esito finale non si hanno certezze. Le sue tracce si fermano nel 1614, nel National Historical Archive di Madrid.  Probabilmente non fu arsa sul rogo. Riuscì a salvarsi.  🌑 La sua storia è rimasta nella memoria di Siligo, che nel 2025 è entrata nella prestigiosa Rete delle Città delle Streghe.  Julia non fu una martire.
Non fu una strega.
Fu una donna fuori dal tempo.  👉 La storia completa di Raffaella Piras ti aspetta su SHmag.it 📰  #JuliaCarta #Siligo #cittàdellestreghe
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