A Nule si è conclusa la prima edizione della rassegna T’Essere – “Esistere, non finito, finito”, un progetto triennale (2025-2027) che ha riportato al centro dell’attenzione l’arte tessile del paese goceanino. L’evento, ospitato negli spazi dell’ex Centro Pilota I.S.O.L.A., ha visto la realizzazione di sei tappeti originali nati dalla collaborazione tra designer e tessitrici locali, testimonianza viva del dialogo tra tradizione e innovazione nell’artigianato artistico sardo. La mostra dei tappeti, realizzata nel corso della rassegna, resterà permanente e sarà visitabile tutto l’anno.
Al centro dell’iniziativa, la volontà di rilanciare il valore identitario della tessitura, offrendo al contempo uno spazio di confronto con i linguaggi del design contemporaneo. Le artigiane di Nule hanno lavorato in diretta, sotto gli occhi dei visitatori, intrecciando fili e idee per dare forma a opere che raccontano il territorio in chiave attuale.
Tra queste, spiccano le due creazioni del direttore artistico Angelo Ziranu, che interpreta il rapporto tra tradizione e contemporaneità nei tappeti “Germogli di Infinito” e “Rosario”. Il primo rappresenta il ciclo di vita del grano attraverso i motivi simbolici tipici dei tappeti nulesi, tessuto da Maria Assunta Manca e Ghitta Dore. Il secondo, affidato alla tessitrice Valeria Masala, è una composizione che unisce ferro e tessuto in un’installazione ispirata all’antico rosario spagnolo, in cui cerchi metallici e inserti colorati sembrano accompagnare la preghiera verso l’alto.
L’artista Don Sebastiano Corrias traduce invece la pittura in tessitura con l’opera “Sa Seda e Oro”, un ritratto di una giovane donna in costume sardo realizzato da Giovanna Maria Campus e Rita Dessena. Mara Damiani esplora la simbologia femminile con “Ciclicità”, affidato alle mani di Loredana Pinna e Rosa Giua, dove la vitalità dei colori evoca la terra e l’elicriso sardo. Dalla luce e dai paesaggi dell’isola nasce “Reseda” di Carolina Melis, sintesi di tinture vegetali e lana naturale intrecciata da Maria Pala e Francesca Zoroddu. Chiude la serie “E una mattina, il mare!” di Eugenia Pinna, tessuto da Gonaria Manca e Angela Nadaiu, un tappeto che incornicia lo spazio con un motivo ispirato al movimento del mare.
Con T’Essere, Nule conferma il proprio ruolo di laboratorio creativo permanente, dove la tradizione artigianale si apre al dialogo con la contemporaneità, restituendo valore alla comunità e rilanciando la tessitura come linguaggio di identità e ricerca artistica.








































