A un anno dal riconoscimento UNESCO del sito seriale “Le domus de janas”, la Direzione regionale Musei nazionali Sardegna traccia un primo bilancio delle attività avviate nell’ambito del Grande Progetto Beni Culturali del Ministero della Cultura, che nel 2024 ha destinato cinque milioni di euro a scavo, restauro e valorizzazione dei siti inseriti nella tentative list.
Nel primo anno e mezzo di operatività è stata avviata una fase conoscitiva estesa su gran parte dei ventisei siti coinvolti, diciotto dei quali riconosciuti Patrimonio Mondiale il 12 luglio 2025. Attraverso rilievi fotogrammetrici e laser scanner, affiancati da analisi sullo stato di conservazione, è stato costruito un quadro tecnico necessario per programmare interventi mirati e definire le successive fasi progettuali. Gli incarichi già affidati per rilievi, indagini e progettazione superano il milione di euro, mentre il piano complessivo degli interventi, tra scavi archeologici, consolidamenti e messa in sicurezza dei percorsi di visita, raggiunge quasi i tre milioni di euro. “Le attività programmate, che comprendono scavi archeologici, consolidamenti strutturali, restauri, valorizzazione e messa in sicurezza dei percorsi di visita dei siti già fruibili, comporteranno una spesa complessiva di lavori pari a quasi tre milioni di euro”, ha spiegato Patrizia Luciana Tomassetti, responsabile del progetto.
Sul fronte della valorizzazione emerge l’esperienza avviata nella necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero, dove è stata introdotta una visita immersiva in realtà virtuale che consente di esplorare le 38 sepolture, di cui 37 a domus de janas, attraverso un percorso interattivo a 360 gradi. Il sistema utilizza visori cardboard in cartone, pensati per essere accessibili e compatibili con smartphone, con possibilità di ulteriori sviluppi in chiave inclusiva. La sperimentazione, proposta durante le celebrazioni del 14 e 15 luglio tra Sassari e Alghero, ha registrato un forte interesse e si configura come progetto pilota replicabile negli altri siti del circuito UNESCO.
Le prossime fasi operative puntano ad accelerare la progettazione e ad avviare entro l’anno gli interventi di conservazione più urgenti, con particolare attenzione agli standard di sicurezza e accessibilità richiesti a livello ministeriale e UNESCO. L’approccio prevede una integrazione tra le diverse istituzioni coinvolte e lo sviluppo di soluzioni di fruizione avanzate, nel rispetto delle caratteristiche storiche e paesaggistiche dei contesti, con l’obiettivo di rafforzare il rapporto tra patrimonio e comunità locali.
Il riconoscimento UNESCO ha inoltre attivato un modello di collaborazione istituzionale che coinvolge Ministero della Cultura, Regione Autonoma della Sardegna, CeSim e amministrazioni locali, delineando un sistema di governance condivisa. “In questo contesto – riferisce la direttrice Melissa Ricetti – la Direzione regionale Musei nazionali Sardegna conferma la piena volontà di proseguire in questa coralità di intenti, valorizzando il dialogo istituzionale come strumento fondamentale per la tutela e la promozione del territorio”.


































