L’ampliamento del Museo Civico “Giovanni Marongiu” di Cabras segna un passaggio rilevante nel percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico del Sinis. Con l’apertura della nuova Sala dei Giganti, lo spazio espositivo raggiunge circa 1500 metri quadri, configurandosi come un’infrastruttura pensata per accogliere in futuro l’intero complesso statuario di Mont’e Prama. In occasione di questo traguardo istituzionale, la Fondazione Mont’e Prama ha inaugurato la mostra internazionale “Tyrrhenòs e Sardò, principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce”.
Il progetto, realizzato in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze e il Comune di Cabras, propone un racconto scientifico del Mediterraneo antico mettendo in relazione le aristocrazie etrusche e nuragiche durante il periodo Orientalizzante. L’esposizione riunisce reperti provenienti da diversi musei italiani, con un nucleo significativo giunto da Firenze, e si inserisce in un percorso di cooperazione culturale coordinato da Villagio Globale International.
Al centro della narrazione espositiva emerge la relazione tra le due sponde del Tirreno, già attiva tra l’età Villanoviana e quella Orientalizzante, quando la civiltà sarda dei Giganti e la nascente potenza etrusca svilupparono una fitta rete di scambi. Un sistema di contatti interculturali che, all’alba del primo millennio a.C., contribuì a definire le basi della cultura italiana ed europea, delineando un Mediterraneo dinamico e aperto alla mobilità.
Il percorso accompagna il visitatore lungo una geografia che unisce la costa etrusca e la Sardegna, descritta dalle fonti greche come “isola dalla vena d’argento”. In Etruria, tra X e VII secolo a.C., oggetti di produzione sarda compaiono in contesti funerari, mentre nell’isola sono attestati numerosi materiali etruschi, segno di una relazione consolidata. Le navicelle di bronzo sarde rinvenute in contesti etruschi, tra cui l’esemplare della Tomba del Duce di Vetulonia, testimoniano la frequenza dei contatti via mare.
Un ulteriore elemento di confronto è rappresentato dalla produzione scultorea. Da un lato i Giganti di Mont’e Prama, dall’altro le statue etrusche delle origini provenienti da siti come Casale Marittimo e Vetulonia: un dialogo che evidenzia affinità nei modi di rappresentare la figura umana e nella dimensione simbolica delle immagini.
La mostra richiama anche uno snodo storico cruciale come la battaglia del Mare Sardo del 535 a.C., che vide contrapporsi i Greci di Focea a una flotta etrusca e cartaginese. L’esito dello scontro ridisegnò gli equilibri nel Tirreno e segnò l’avvio della progressiva trasformazione della Sardegna in area di influenza cartaginese. In questo contesto, l’esposizione ribadisce come l’isola abbia svolto un ruolo attivo nelle dinamiche mediterranee, lontano dall’idea di marginalità.
La mostra è ospitata presso il Museo Civico “Giovanni Marongiu” di Cabras, in via Tharros, e resterà aperta al pubblico fino al 9 novembre. Orari e modalità di accesso sono consultabili sul sito ufficiale monteprama.it, dove è possibile acquistare i biglietti anche online.


































