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Teatro del Segno: al via la Stagione 2021-2022 di “Teatro Senza Quartiere” al TsE di Is Mirrionis a Cagliari

Cinque titoli in cartellone dal 9 ottobre al 21 novembre tra un omaggio a Nino Rota, ritratti al femminile e storie in “nero”, cronache di guerra e il ricordo della Shoah

di Redazione
30 Settembre 2021
in Cagliari, Eventi, Teatro
🕓 7 MINUTI DI LETTURA
151 5
“Spogliarello”, Marta Proietti Orzella

“Spogliarello”, Marta Proietti Orzella

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Focus sulla drammaturgia contemporanea con la Stagione 2021-2022 di “Teatro Senza Quartiere” organizzata dal Teatro del Segno al TsE di Is Mirrionis in via Quintino Sella a Cagliari con la direzione artistica di Stefano Ledda: cinque titoli in cartellone dal 9 ottobre al 21 novembre tra un omaggio a Nino Rota, ritratti al femminile e storie in “nero”, cronache di guerra e il ricordo della Shoah. Una programmazione interessante e variegata, fra prosa e musica, intriganti monologhi e diari dal fronte, con testi di importanti autori del Novecento, da Emilio Lussu, a Dino Buzzati e Primo Levi per arrivare fino a Massimo Carlotto per la prima tranche della Stagione Teatrale 2021-2022 – inserita nell’ambito del progetto pluriennale “TEATRO SENZA QUARTIERE / per un quartiere senza teatro” 2017-2026 promosso dal Teatro del Segno in collaborazione con la Parrocchia di Sant’Eusebio di Cagliari e con il patrocinio e il sostegno del Comune di Cagliari, della Regione Sardegna e del MiC / Ministero della Cultura e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

“Teatro Senza Quartiere” nel cuore di Is Mirrionis per un progetto culturale che vede l’arte e in particolare la forza espressiva e comunicativa dei linguaggi della scena come fulcro della vita sociale, dove lo spazio “ritrovato” nel rione sorto nel secondo dopoguerra ai piedi del Colle di San Michele rappresenta un prezioso luogo di incontro per i residenti – oltre che un nuovo palco per la città.

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Dopo la sospensione degli spettacoli e la chiusura dei teatri, un primo segnale di “ripartenza” pur tra mille difficoltà e imprevisti si è avuto la scorsa primavera con la Stagione 2020-2021 di “Teatro Senza Quartiere” al TsE, poi in estate la terza edizione del Festival “Palcoscenici d’Estate” ad Allai e il XIII Festival “Percorsi Teatrali” a Santu Lussurgiu, fortemente voluto dall’amministrazione del paese del Montiferru e realizzato eccezionalmente ai primi di settembre, in risposta e come simbolo di rinascita dopo la tragedia del fuoco.

Il Teatro del Segno non si è fermato, neppure nei mesi più bui del lockdown, almeno per la parte di progettazione e studio, sono riprese appena possibile le prove, in attesa di poter finalmente reincontrare il pubblico e la Stagione 2021-2022 di “Teatro Senza Quartiere” incomincia con rinnovato entusiasmo e passione, con l’auspicio di un prossimo ritorno alla normalità.

Ouverture sabato 9 ottobre alle 21:00 e domenica 10 ottobre alle 19:30 con “Spogliarello” di Dino Buzzati, nel nuovo allestimento del Teatro del Segno con regia, scene e costumi di Marco Nateri: sotto i riflettori Marta Proietti Orzella e Alessandra Leo in un curioso gioco di specchi per il racconto di una “discesa agli inferi”. Velia, la protagonista, una donna giovane e avvenente, aspira al lusso e a una comoda “sistemazione”, ma la sua “carriera” di mantenuta di uomini ricchi e maturi finisce ben presto, ed ella si ritrova a cercare in qualche modo di sopravvivere. Una femme fatale sfortunata, ma anche una vittima, con la sua ingenuità e perfino con la sua arroganza e stoltezza, dell’ipocrisia e del perbenismo della società.

Tra parole e note – domenica 24 ottobre alle 19:30 – con “100 per cento Nino Rota – L’amico magico di Fellini” di OfficinAcustica: un omaggio al celebre compositore, autore di tante colonne sonore per il cinema ma anche di pagine cameristiche e sinfoniche, opere liriche e musica sacra. Un itinerario sul filo delle parole e delle note con il concerto-spettacolo nato in occasione dei cento anni dalla nascita dell’artista, nel 2011, scritto e interpretato dalla cantante e attrice Anna Lisa Mameli (voce) con Corrado Aragoni al pianoforte e un ensemble di archi, fiati e percussioni. Un suggestivo itinerario tra le atmosfere di “Amarcord”, “8 ½”, “La dolce vita”, “La strada” e “Le notti di Cabiria” accanto a “Il Padrino”, il valzer de “Il Gattopardo” e il “Gian Burrasca” di Lina Wertmüller.

Riflettori puntati su Giovanni Carroni, protagonista – sabato 30 ottobre alle 21:00 – di “Bachisio Spanu. Epopea di un contadino sardo alla grande guerra” del Bocheteatro con drammaturgia e regia di Marco Parodi, liberamente tratto da “Un anno sull’Altipiano” di Emilio Lussu con inserti da “Roccu u stortu” di Francesco Suriano (tradotti in Campidanese da Rossana Copez), per una lucida ricostruzione del conflitto in tutta la sua brutalità e ferocia. Il pathos della tragedia rivive nella testimonianza del fante Bachisio Spanu, tra i dettagli della vita in trincea, l’eroismo dei soldati e l’inadeguatezza degli alti comandi: «tutti gli ufficiali della Brigata Sassari attendono con lucida consapevolezza che arrivi “il tempo dell’assurdo”» – scrive Parodi – «degli assalti furibondi e disperati… esacerbati dalla continua e immediata visione di una morte certa e infeconda».

  • "Bachisio Spanu" del Bocheteatro
    “Bachisio Spanu” del Bocheteatro
  • "Volevo vedere il cielo" Miana Merisi
    “Volevo vedere il cielo” Miana Merisi
  • “100 per cento Nino Rota - L'amico magico di Fellini” di OfficinAcustica
    “100 per cento Nino Rota – L’amico magico di Fellini” di OfficinAcustica
  • "Il Sistema Periodico"
    “Il Sistema Periodico”

Una storia in noir – sabato 13 novembre alle 21:00 – con “Volevo vedere il cielo” di Massimo Carlotto con Miana Merisi e la partecipazione di Michela Cidu per la regia di Maria Assunta Calvisi (produzione L’Effimero Meraviglioso): una donna (si) racconta, mette a nudo sogni infranti e amarezze di una vita trascorsa con il miraggio del facile successo dei format televisivi. «Un’infelicità annegata nel vermouth», unico sollievo allo squallore delle periferie e alla quotidiana lotta per la sopravvivenza, tra spese al discount, un lavoro da colf, un marito spesso lontano e una figlia ribelle. Le aspirazioni della “ragazzina” non coincidono infatti con quelle della madre «che la vorrebbe velina o concorrente del Grande Fratello», da questa ennesima delusione, nascono incomprensioni e litigi, fino al drammatico finale.

Il sipario si chiude su “Il Sistema Periodico” dal libro di Primo Levi, con adattamento e regia di Stefano Ledda, anche protagonista sulla scena sulle note del sax di Juri Deidda per un doppio appuntamento – sabato 20 novembre alle 21 e domenica 21 novembre alle 19.30 – con lo spettacolo del Teatro del Segno che affronta, attraverso la similitudine con gli “elementi”, in un gioco di rimandi tra le leggi della fisica e i comportamenti umani, il tema della Shoah. Un’antologia di racconti del chimico e scrittore, tra ricordi della giovinezza e memorie del lager, da cui emerge una costante sfida con «la materia, madre o nemica»- come scrive Stefano Ledda nella presentazione: l’autore si confronta con «il mestiere di vivere; ricco di sconfitte, di vittorie e di miserie, di avventure e di incontri», con la sua prosa luminosa e essenziale, in una serie di affascinanti apologhi «capaci di impegnare in pari misura la ragione e la fantasia».

Il TsE – spazio “ritrovato” e palcoscenico aperto alla città – è il fulcro di un progetto pluriennale di “teatro sociale”, nato con l’idea di offrire un’alternativa e un’opportunità agli abitanti del quartiere e in particolare alle giovani generazioni: un riuscito “esperimento” culturale, capace di intercettare e valorizzare risorse e talenti e insieme di rispondere a istanze e problemi, affrontando argomenti delicati e complessi come il gioco d’azzardo patologico e il fenomeno sempre più diffuso delle truffe ai danni degli anziani. L’arte della rappresentazione come sintesi del reale e proiezione dell’immaginario, capace di dar corpo ai sogni (e agli incubi) del mondo contemporaneo, con un palcoscenico “pulsante” di emozioni trasfigurate in parole, suoni e visioni e un luogo d’incontro e confronto parte integrante della vita culturale e sociale della comunità. 

Tra le incertezze del presente, ma guardando al futuro: il progetto pluriennale “TEATRO SENZA QUARTIERE/ per un quartiere senza teatro” proseguirà per un altro quinquennio, in virtù della proroga della convenzione che affida lo storico cineteatro parrocchiale di Sant’Eusebio, ora divenuto TsE, al Teatro del Segno fino al 2026. Un teatro “abitato” che pure nei mesi scorsi, sempre nel rispetto delle regole e delle distanze, con uso di mascherine e sanificazioni, ha ospitato prove e allestimenti, rigorosamente “a porte chiuse”, e la nascita della nuova creazione del Teatro Tages.

Abbonamento a 5 spettacoli intero €60,00 – ridotto* €50,00 – ridotto studenti €35,00. Biglietti: intero €13,00 – ridotto* € 0,00 (riduzioni per residenti quartiere Is Mirrionis / under 25 / over 65 / abbonati CeDAC)

Card x 3 spettacoli a scelta €30,00 – Card x 2: acquistando 2 abbonamenti a prezzo intero, si può richiedere 1 abbonamento omaggio alla Stagione di Teatro Ragazzi Teatro e Marmellata ’22 e 1 un biglietto cortesia (posto unico €3) per il Concerto di Natale del 12 dicembre 2021.

Informazioni: [email protected] – Tel. 391 4867955 (anche WhatsApp).

Tags: CagliariteatroTeatro del Segno
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In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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