Al Museo Archeologico di Olbia arriva un percorso espositivo dedicato alla memoria delle stragi nazifasciste e al lungo cammino giudiziario che ne è seguito. Venerdì 24 luglio alle ore 11, negli spazi dell’Isola Peddone, verrà inaugurata la mostra “Nonostante il lungo tempo trascorso… Le stragi nazifasciste nella Guerra di Liberazione 1943–1945”, quindicesima tappa di un progetto nazionale realizzato dallo Stato Maggiore della Difesa e dalla Procura Generale Militare presso la Corte Militare di Appello, con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Curata dal Procuratore Generale Militare Marco De Paolis, l’esposizione si avvale del contributo di un comitato scientifico coordinato dallo stesso De Paolis, con la partecipazione della storica Isabella Insolvibile e la consulenza di Paolo Pezzino. Attraverso fotografie, documenti, videofilmati e narrazioni orali, la mostra ricostruisce una fase complessa della storia italiana, mettendo al centro il legame tra storia, memoria e giustizia.
Il percorso racconta il contributo di civili e militari alla costruzione della Repubblica dopo l’8 settembre 1943, evidenziando anche il ruolo dei processi penali militari celebrati dal dopoguerra a oggi. “Nonostante il lungo tempo trascorso”, espressione che richiama l’insabbiamento del 1960 di centinaia di fascicoli giudiziari sulle stragi, diventa qui un monito contro l’oblio e una chiave di lettura dell’intero progetto.
Un passaggio centrale riguarda il ritrovamento nel 1994 del cosiddetto “armadio della vergogna”, contenente 695 fascicoli occultati. Da quella scoperta prende avvio, nel 2002, la stagione dei processi ai criminali di guerra tedeschi guidata da De Paolis, conclusa nel 2013, che ha portato a giudizio alcune delle principali responsabilità legate agli eccidi compiuti in Italia dopo l’armistizio.
La mostra restituisce anche la dimensione numerica dei crimini: 70 mila militari uccisi in Europa in circa 100 episodi, oltre mille vittime militari in Italia, 650 mila deportati tra gli internati militari italiani e 24.409 vittime civili in 5.872 episodi sul territorio nazionale. Dati che delineano una pagina ancora poco conosciuta nella sua portata complessiva.
L’esposizione si sviluppa attraverso quattro sezioni che affrontano i crimini sui militari, le violenze contro la popolazione civile in Italia, il sistema delle deportazioni e il percorso giudiziario dei processi per crimini di guerra. Ampio spazio è dedicato anche ai procedimenti celebrati dai tribunali militari, dalle Corti Alleate fino alle indagini riaperte dopo il 1994, con riferimento a casi come quelli di Sant’Anna di Stazzema, Monte Sole e Civitella Val di Chiana.
A completare il percorso, uno spazio dedicato alla visione di docufilm, tra cui “Lo stato di eccezione”, girato al Tribunale Militare di La Spezia durante il processo per la strage di Marzabotto.
La mostra sarà visitabile dal 25 luglio al 25 settembre 2026 con ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 14 e dalle 15:30 alle 19.



































