La nuova edizione di Florinas in Giallo si apre con un’anteprima che intreccia letteratura, memoria e racconto biografico. Sabato 27 giugno 2026 alle 18:30, negli spazi della biblioteca comunale di Ossi, il giornalista e scrittore Luca Crovi guiderà il pubblico in un viaggio dedicato ad Andrea Camilleri, accompagnato dalle musiche di Marcello Zappreddu. Un incontro che si inserisce nel percorso del festival e che riporta al centro una figura chiave della narrativa italiana, evidenziandone il legame con la Sardegna.
Crovi, tra i principali studiosi del genere giallo e noir, ha pubblicato nel 2025 il volume “Andrea Camilleri. Una storia”, una biografia che ricostruisce il percorso umano e professionale dello scrittore fino al 1986. Il libro attraversa gli anni della formazione e le esperienze nel teatro, nella televisione e nella radio, raccontando anche incontri significativi con personalità come Luigi Pirandello e Robert Capa. L’opera restituisce un ritratto che precede la notorietà legata al commissario Montalbano, mostrando le tappe che hanno contribuito a definire una delle figure più riconoscibili della cultura italiana.
Il rapporto tra Camilleri e la Sardegna emerge come uno degli elementi meno noti ma centrali della sua storia personale e creativa. “Il legame che esiste fra Camilleri e la Sardegna è insospettabile. Per costruire il personaggio di Montalbano si è ispirato al carattere di suo padre, all’essere poliziotto di un suo prozio Carmelo Camilleri e alla fisicità del professore universitario cagliaritano Giuseppe Marci, tanto che il volto del commissario Camilleri se lo è sempre immaginato simile al suo. Inoltre, Giuseppe Camilleri, il padre di Andrea, militò nella brigata Sassari insieme a Emilio Lussu” spiega Crovi.
Un passaggio che si collega anche a una memoria familiare legata alla guerra, ricostruita nel libro attraverso documenti e testimonianze. L’esperienza del padre di Camilleri nella Brigata Sassari si intreccia con il racconto di Emilio Lussu in “Un anno sull’altipiano” (1935), che descrive la durezza della guerra di trincea. Un episodio riemerso in modo casuale nella vita dello scrittore, quando nel 1967 il padre, ricoverato al Gemelli di Roma, rievocò in stato confusionale quei momenti vissuti al fronte. Da quell’esperienza nasce anche un confronto durato nel tempo tra padre e figlio sull’uso delle armi, con una comune considerazione per la figura di Lussu.
Il percorso professionale di Camilleri si sviluppa parallelamente alla trasformazione del sistema radiotelevisivo italiano. Con la nascita del Secondo Canale Rai nel 1961, pensato per un pubblico attento alla proposta culturale, viene introdotta la figura del delegato alla produzione. Tra i primi incaricati figurano Raffaele La Capria, Francesca Sanvitale e lo stesso Camilleri. Un ruolo che segna una fase importante della sua carriera all’interno della Rai, contribuendo alla definizione di nuovi modelli produttivi. In occasione dell’inaugurazione del Secondo Canale, viene trasmesso “La trincea”, tratto da un racconto di Giuseppe Dessì e dedicato a un episodio della Brigata Sassari. Alla prova generale dello sceneggiato, trasmessa a circuito chiuso, Camilleri invita il padre, profondamente legato a quella storia. Un momento che unisce esperienza personale e racconto pubblico, restituendo il rapporto tra memoria individuale e narrazione collettiva.


































