Da mercoledì 16 settembre a venerdì 20 novembre 2026, Sanluri torna protagonista della scena culturale sarda con il festival Sanluri Legge – Autunno 2026, dedicato alla Storia del Novecento come sfondo di trame vere e inventate. Otto appuntamenti gratuiti, tutti alle 18, tra Biblioteca Comunale e Castello di Sanluri, intrecciano presentazioni di libri, incontri con autrici e autori e un convegno sulla ceroplastica.
Il festival si apre il 16 settembre in Biblioteca con “I Segreti di Sant’Impera” di Roberto Brughitta (AmicoLibro, 2024), dialogando con Andrea Fulgheri. Il romanzo corale è ambientato in un paese immaginario della Sardegna e segue le vite di tre amiche – Iris Gâteau, Maria Grazia e Caterina – tra riti quotidiani, crisi economica e nuove strategie imprenditoriali, mentre la misteriosa “partenza” di Fernando si rivela un giallo tutto da scoprire.
Il 3 ottobre, Alessia Farci illustra “Resistenze letterarie. Joyce Lussu tra Fronti e frontiere” (Il Maestrale, 2026), coordinata da Andrea Cannas. Il saggio confronta le diverse edizioni del romanzo autobiografico di Joyce Lussu, mettendo in luce figure femminili cruciali della Resistenza e dell’impegno politico al fianco di Emilio Lussu.
Il 10 ottobre è la volta di Bepi Vigna con “Una ballata messicana” (Robin Edizioni, 2026), romanzo storico incentrato su Aymo Scar, avventuriero americano che «prese parte alla prima fase della rivoluzione maderista, militando per un breve periodo nell’esercito di Pancho Villa», per poi diventare giornalista e, nel 1936, arruolarsi nelle Brigate Internazionali nella Guerra Civile Spagnola, morendo fucilato a Malaga nel 1937.
Il 17 ottobre, Pierpaolo Argiolas tiene una “lezione” su Pinocchio, con letture di Francesca Urpi: dalla genesi collodiana alle trasposizioni teatrali (tra cui quella di Carmelo Bene) e cinematografiche, fino al recente film d’animazione di Guillermo del Toro.
Il 30 ottobre tocca ad Andrea Serra presentare “Fernando o della melanconia dell’irreversibile” (Il Maestrale, 2026), in dialogo con Marcello Cadeddu. Attraverso flashback e un gioco metaletterario, il libro ricostruisce la figura di un giovane studioso alle prese con una carriera universitaria precaria, facendo del suo “male di vivere” una metafora della desolazione del Sulcis, tra miniere e fabbriche, dove il miraggio del lavoro diventa illusione amara.
Il 7 novembre, il Castello di Sanluri ospita la presentazione del saggio “Cera una volta. I Medici e le arti della ceroplastica” (Dario Cimorelli, 2025) di Valentina Conticelli e Andrea Daninos, con un convegno coordinato da Emanuele Villasanta. L’incontro approfondisce la scultura in cera dalle prime attestazioni storiche ai capolavori fiorentini tra XVI e XVII secolo, dialogando con la collezione del Castello, che custodisce statue, bozzetti e miniature in cera attribuiti a importanti artisti italiani.
Il 14 novembre, Graziella Monni presenta “La ragazza della Solitudine” (Solferino – Affreschi, 2026), romanzo che intreccia le vicende di Anna, nella Sardegna degli Anni Trenta, e di Perdìtta, guaritrice accusata di stregoneria dal Santo Officio. I loro destini si incrociano grazie a un misterioso dono e a uno spirito indomito che sfida potere e violenza, dall’Inquisizione al regime fascista.
Chiude il festival, il 20 novembre, “Libera” di Massimo Dadea (Arkadia – Eclypse, 2026): una storia d’amore tra due donne tra Italia, Corsica e Francia, dal fascismo alla Seconda guerra mondiale fino al ’68. La protagonista è un’eroina moderna, «bella e sfrontata», che sceglie di vivere secondo le proprie regole, fedele al nome datole dal padre anarchico.


































