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A Quartu Sant’Elena la seconda edizione del Moon Arts Film Festival

Il 20, il 21 e il 23 ottobre la rassegna cinematografica proporrà sei film declinati sulla tematica della “Resistenza”

di Redazione
18 Ottobre 2022
in Cagliari, Cinema & Serie TV, Eventi
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
60 3
Moon Arts Film Festival 2022
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Resistere, al senso di vuoto e di solitudine quando si perde qualcuno o qualcosa che si ama, al dolore fisico, alla malattia. Una fase molto difficile, di cambiamento radicale che è parte della nostra esistenza, in cui ci si deve confrontare con la propria fragilità umana. “Resistenza”, è il tema della seconda edizione del Moon Arts Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale che vede la direzione artistica di Marco Oppo, filmmaker, produttore e aiuto regista cagliaritano, che si svolgerà per tre giornate nel Comune di Quartu S. Elena: il 20 e 23 ottobre nella Sala dell’Affresco all’Ex Convento Cappuccini, e il 21 ottobre nella sede del Centro Servizi di Flumini.

Promosso e organizzato dall’associazione omonima Moon Arts, attiva da sei anni nell’ambito delle attività culturali e delle produzioni audiovisive internazionali, il festival è inserito all’interno della programmazione “Quartu, Estate 2022 – Ripensare La e Le città”. Saranno sei i film ospiti sul tema della “resistenza” provenienti dalla Sardegna, Canada e Francia che verranno proiettati nell’arco delle tre giornate, un lungometraggio e un corto ogni sera, dei registi Giovanni Coda (Xavier e La storia di una lacrima), Denys Arcand (Le invasioni barbariche), Enrico Pau e Andrea Lotta (Due destini), Emanuel Cossu (Con le nostre mani), e Valérie Donzelli (La guerra è dichiarata).

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Uno spazio speciale sarà dedicato il 23 ottobre (dalle 18:15 alle 21:45) alla presentazione dei progetti ASGOP (Associazione Sarda Genitori Oncoematologia Pediatrica) che dal 2007 opera per i bambini e i ragazzi dell’oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari e per le loro famiglie, insieme al progetto attualmente in fase di sviluppo “Goodbye Mai” con la regia di Marco Oppo e la produzione esecutiva di Manuela Castangia.

Ispirato a una serie di storie vere di bambine, bambini e adolescenti venuti a mancare a causa di patologie tumorali infantili e giovanili, il film, partendo dalla drammatica vicenda del piccolo Lorenzo, che ha perso la vita a causa di un neuroblastoma, si concentra sul legame d’amore, unico e irripetibile, che si crea tra genitori e figli durante la malattia e in seguito al tragico epilogo. Di fronte al grande senso di vuoto e di perdita, la strada della condivisione del proprio dolore con quello degli altri attraverso il cinema può essere di conforto.

Il Moon Arts Festival prende il via quindi giovedì 20 ottobre dalle 19:00 alle 21:30 a Quartu S. Elena nella Sala dell’Affresco all’Ex Convento dei Cappuccini con due film pluripremiati del regista e fotografo cagliaritano Giovanni Coda, da trent’anni attivo sul fronte del cinema e della fotografia sperimentale e di una militanza di genere attraverso cui porta storie e temi difficili dalla forte connotazione sociale.

Inaugura la prima serata “Xavier” (2017), cortometraggio incentrato sull’attacco terroristico agli Champs–Elysées dove trovò la morte il poliziotto Xavier Jugelé. Tra i compagni feriti, un poliziotto perde la vita. Sogni infranti, aspettative di pace senza risposta. Ma l’odio non troverà spazio. Dialogo e tolleranza, allora, l’unica soluzione; segue “La storia di una lacrima” (2021), un film travolgente e doloroso che affronta il controverso tema dell’eutanasia ispirato al libro “Ocean Terminal” di Piergiorgio Welby. “È un film sui diritti, sull’identità, sulla vita e sulla morte, inestricabilmente abbracciate. Che chiedono libertà di scegliere e di esprimersi”, spiega il regista Jo Coda.

Marco Oppo
Giovanni Coda. ? Rita Meloni

Il 21 ottobre dalle 18:30 alle 21:00 appuntamento al Centro Servizi di Flumini in via San Giovanni 5 sempre a Quartu Sant’Elena. Prima proiezione con il lungometraggio pluripremiato “Le invasioni barbariche” (Canada-FR) di Denys Arcand, anche quest’opera dedicata al tema dell’eutanasia, Premio Oscar nel 2003 come miglior film straniero. Al capezzale di Remy, malato terminale, accorrono tutti coloro che hanno fatto parte della sua vita. La morte fisica fa da contraltare a quella della società. Subito dopo il cortometraggio “Due Destini” (2013) di Enrico Pau e Andrea Lotta: il 28 febbraio 1943 durante i bombardamenti su Cagliari, i destini di alcuni bambini e ragazzi si incrociarono, tra devastazione, morte e dolore.

Il 23 ottobre il Moon Arts Festival si trasferisce di nuovo all’Ex Convento Cappuccini a Quartu Sant’Elena. Alle 18:15 inizio serata con la proiezione del film “Con le nostre mani” (2021), regia di Emanuel Cossu. La storia di barriere e limiti superati, una immersione quotidiana nella vita di due anziani, Anna e Giovanni, affetti da discapacità fisiche con la voglia di realizzare il loro desiderio di rimettersi in viaggio per abbracciare i propri cari. Segue la presentazione dei progetti ASGOP (Associazione Sarda Genitori Oncoematologia Pediatrica, le storie dei bambini ricoverati nel reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari e dei loro genitori.

Chiude quest’ultima giornata la proiezione del film “La guerra è dichiarata” (2011, Francia), regia di Valérie Donzelli. Una coppia lotta per salvare il proprio figlio a cu è stato diagnosticato un tumore cerebrale. Un’esperienza drammatica realmente vissuta dalla stessa coppia che lo ha scritto, diretto e interpretato.

“L’idea del Moon Arts Film Festival nasce con l’obiettivo di offrire a un pubblico di tutte le età, con particolare attenzione ai più giovani, una serie di punti di vista e di “letture del nostro tempo” su importanti tematiche sociali che diano spunti interessanti su cui riflettere e ragionare, attraverso le opere cinematografiche selezionate, il confronto con il pubblico, con gli autori in sala e con alcune delle realtà associative e di volontariato fortemente impegnate a livello locale e nazionale”, spiega Marco Oppo, direttore artistico del Moon Arts Festival.

Tags: cinemaGiovanni CodaMoon Arts Film FestivalQuartu Sant'Elena
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Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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