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“Ora è buio, chiedete”: la strage dimenticata dei sardi diventa un’opera di teatro musicale

Il 16 e 17 settembre alle 21:00 la prima esecuzione assoluta al Teatro Verdi di Sassari

di Redazione
13 Settembre 2022
in Eventi, Sassari, Teatro
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
81 5
"Ora è buio, chiedete"
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Tra le mura del Teatro Verdi di Sassari sta nascendo in questi giorni un piccolo miracolo artistico.

Lo storico teatro cittadino che in oltre 130 anni di storia ha ospitato centinaia di spettacoli e grandi interpreti internazionali apre le porte ad un’opera di teatro musicale contemporanea in prima esecuzione assoluta dal titolo “Ora è buio, chiedete”. Scritta e diretta da Gabriele Verdinelli su libretto di Emanuele Floris per la regia di Gianni Marras l’opera prodotta dall’associazione Laborintus andrà in scena il 16 e 17 settembre alle 21:00 e rappresenta una rarità nella produzione artistica nazionale.

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Sul palco oltre 70 artisti tra cantanti attori coristi e musicisti raccontano un dramma dimenticato dalla storia che coinvolse oltre 100 anni fa una piccola comunità sarda che viveva ad Itri nel Lazio. “Scrivere un’opera al giorno d’oggi – dice Verdinelli, compositore e docente del Conservatorio Canepa di Sassari – è un’impresa che richiede tempi, modalità e sforzi produttivi che si riservano esclusivamente a un ristretto numero di titoli del grande melodramma del passato. Il nostro progetto “controcorrente” nasce dall’idea di lavorare a un’opera di teatro musicale contemporaneo legato alla cultura e alla storia della Sardegna, ma con aspetti proiettati verso un moderno linguaggio universale. Crediamo che al di là del risultato, il compito di un artista debba essere anche dedicato all’impegno storico e civile legato alla memoria della propria terra”.

L’opera riporta in luce un tragico fatto di cronaca che nel 1911 sconvolse una piccola comunità sarda che si era stabilita ad Itri, in provincia di Latina. In quegli anni molti immigrati sardi per lo più provenienti dalle miniere isolane erano impegnati nella costruzione della linea ferroviaria Roma–Napoli. L’immigrazione di massa portò a fenomeni di intolleranza e tensione sociale che sfociarono in quella che venne definita “la strage di Itri” una strage di sardi compiuta dagli abitanti della cittadina laziale, per cause che non furono mai del tutto accertate. Una successiva inchiesta ufficiale parlò di 3 morti e decine di feriti ma solo perché la strage e le sue vittime furono “seppelliti” dagli orrori della Grande Guerra, e subito dopo dall’epidemia Spagnola che decimò la popolazione soprattutto nei luoghi narrati dai fatti.

“Ora è buio, chiedete. Sardi a Itri” nasce con l’idea di ricostruire questa vicenda dai risvolti sociali emblematici eppure mai entrata nella storia. Nel titolo riecheggia l’invito a conoscere la tragica vicenda che il protagonista dell’opera, Antoni, lancia sul finale al mondo. “Il progetto nasce 10 fa – dice Gianni Marras regista sassarese attivo in ambito artistico nazionale – da un articolo di Carlo Lucarelli che lessi sul “Venerdì” di Repubblica. Parlava della “Strage di Itri”, non sapevo niente di questa storia incredibile e pensai che fosse da approfondire, da far conoscere al pubblico, raccontare in uno spettacolo.”

Verdinelli, prove coro e orchestra. ? Michela Leo
Verdinelli, prove coro e orchestra. ? Michela Leo
Blagoj, prove. ? Michela Leo
Blagoj, prove. ? Michela Leo

Accanto a Marras, Verdinelli e al drammaturgo, regista e giornalista Floris hanno lavorato al progetto altri artisti sardi con esperienze in ambito nazionale e internazionale. Tra questi Matteo Loi (basso) che avrà il ruolo del sindaco di Itri e l’attore Maurizio Giordo, voce narrante della vicenda. L’idea fondante legata allo scontro/incontro di culture differenti è il punto di forza del casting e dell’ibrido organico strumentale. La tormentata figura di Antoni sarà creata da Maurizio Leoni, baritono specialista con al suo attivo già quattordici prime esecuzioni assolute mentre Maia, la lunare figlia del sindaco di Itri, sarà Marta Raviglia, cantante, compositrice e performer tra le più note nel panorama nazionale per il suo interessante percorso tra jazz e musica contemporanea. Il personaggio del giovane operaio Elia sarà interpretato da un altro specialista, il tenore macedone Blagoj Nacosky.

Partner del progetto altri due storici soggetti della città di Sassari: la Cooperativa Teatro e/o Musica e la Polifonica Santa Cecilia, coinvolta direttamente nell’esecuzione col proprio organico corale preparato da Matteo Taras. Sarà presente anche, per la prima volta in una produzione così complessa, un coro popolare sardo, il Coro di Uri, diretto da Marco Lambroni.

Prima della prima il 15 settembre alle 19:00 nella sala concerti del Teatro Verdi sarà presentato il volume di Pino Pecchia “Itri: la rivolta contro i sardi”.

Il paziente lavoro dello storico e scrittore ha contribuito negli ultimi anni a ricostruire i tasselli di questo cold case che fa riflettere sui contrasti sociali di un’epoca in cui gli “stranieri” in Italia erano i sardi. Tante le analogie, inoltre, con la realtà contemporanea dove l’intolleranza e lo sfruttamento delle condizioni di lavoro restano ancora fatti di cronaca quotidiana. Al lavoro di Pecchia e ad altri volumi pubblicati sui “fatti d’Itri” è liberamente ispirato lo spettacolo in scena a Sassari che si rifà anche nella ricostruzione ad una nutrita rassegna stampa. Della vicenda all’epoca si occupò sia la stampa nazionale che quella sarda . La nuova Sardegna seguì nel 1911 i fatti con numerosi articoli e tra il 2012 e il 2018 il quotidiano ritornò sulla “strage di Itri” con diversi articoli scritti da Claudio Zoccheddu e dal compianto Piero Mannironi.

Prevendita: il posto unico sarà in vendita al prezzo di €15 ( ridotto €12) al Teatro Verdi dalle 17:00 alle 20:00, oppure online su teatroeomusica.it.

Tags: LaborintusSassariteatroTeatro Verdi
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
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Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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