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“Life After Oil” International Film Festival: ambiente e diritti dal 20 al 24 settembre a Villanovaforru

Oltre 1500 le opere giunte da 94 paesi diversi, ammessi al concorso 50 film tra lungometraggi e corti di diverso genere, con 14 opere prime

di Redazione
13 Settembre 2022
in Cinema & Serie TV, Eventi, Sardegna
🕓 9 MINUTI DI LETTURA
73 5
Life After Oil 2022 (2)
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Life After Oil, festival cinematografico che si occupa in maniera specifica dei temi relativi all’ambiente e ai diritti umani a livello internazionale, arriva alla nona edizione. Dopo il successo dell’anno scorso si conferma la collaborazione con il comune di Villanovaforru, paese nella provincia del Sud Sardegna, che ospiterà la manifestazione dal 20 al 24 settembre.

Organizzata dall’associazione culturale Life After Oil, con la direzione di Massimiliano Mazzotta, il festival dal 2014 utilizza il cinema come strumento di conoscenza e informazione, oltre che per la valenza artistica, su temi che dovrebbero riguardare tutti come appunti quelli legati all’ambiente e ai diritti umani. Il proposito è andare oltre la denuncia. Per quanto sia importante sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi connessi allo sfruttamento e all’uso delle risorse naturali utilizzate per la produzione di combustibili fossili, resta tuttavia, in tutta la sua drammaticità, l’enorme problema dei disastri provocati dalla carenza energetica, con particolare riferimento all’approvvigionamento idrico di parte rilevantissima della popolazione mondiale. L’obiettivo principale della rassegna è dunque non solo l’evidenziare i problemi legati all’utilizzo di combustibili fossili, ma anche l’individuazione delle alternative possibili che tengano conto, sulla base delle conoscenze scientifiche, dei vari metodi di produzione conosciuti.

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FILM ISCRITTI E SELEZIONATI

1541 opere arrivate da 94 Paesi diversi. Questa la grande risposta al bando di questa edizione di Life After Oil. La commissione di selezione – composta Cinzia Ghiani, Claudia Morelli, Elisa Russi, Fabio Canessa, Francesco Mazzotta, Francesco Villa, Gianfranco Lunetta, Massimiliano Mazzotta, Mauro Negri, Naveed Akhtar, Paolo Chirumbolo, Raffaela Lunetta, Riccardo Albuzzi, Riccardo Russi e Sara Venturoli Galizia – ha ammesso al concorso 50 film tra lungometraggi e corti di diverso genere (documentari, fiction, lavori di animazioni e sperimentali) con 14 opere prime. Come sempre il numero di temi affrontati dai registi con i loro lavori, sia dal punto vista ambientale sia da quello dei diritti umani, è molto ampio. Si va dall’agricoltura sostenibile ai danni alla salute provocati dall’inquinamento, dalla violenza di genere ai diritti dell’infanzia negati, da storie di riscatto sociale a buone pratiche di tutela del paesaggio.

Sono 7 le sezioni competitive di questa edizione del festival: lungometraggi e mediometraggi ambiente, cortometraggi ambiente, lungometraggi e mediometraggi diritti umani, cortometraggi diritti umani, world panorama, animazioni, sperimentali. Le proiezioni si terranno a Villanovaforru (in piazza Costituzione) tutte le sere, dal 20 al 24 settembre, a partire dalle 21:00. Solo per gli studenti alcuni film saranno proiettati, le mattine dal 22 al 24 settembre, all’auditorium dell’Istituto di istruzione superiore “Vignarelli” di Sanluri.

AMBIENTE: lungometraggi e mediometraggi

A formare la sezione di lungometraggi e mediometraggi su temi ambientali sono 4 film. Si va dalla storia dei boschi sardi raccontata in “Arbores” di Francesco Bussalai (il regista sarà presente al Festival) a quella della comunità di una città della Namibia legata all’estrazione di diamanti al centro del documentario “Desert Paradise” diretto dall’olandese Ike Bertels (la regista sarà presente al Festival). In concorso anche la produzione tedesca “The Recycling Myth”, inchiesta sul riciclo della plastica firmata da Tom Costello, e “Tricked into Surgery: India’s Hysterectomy Scandal” della francese Mathilde Cusin che indaga il legame tra isterectomia e pesticidi usati nelle piantagioni di canna da zucchero indiane. I tre giurati della sezione sono il regista Marco Antonio Pani, il direttore del Green Montenegro International Film Fest Blagota Marunović e la regista Simona Risi (tutti i giurati saranno presenti al Festival).

AMBIENTE: cortometraggi

Sono 8 i brevi film che fanno parte della sezione corti dedicati alle problematiche ambientali. Tra questi “Sentience” girato in Cina dall’australiano Elliot J. Spencer, già protagonista del festival in altre edizioni, “Emptiness Crossing Us” di Fernando Moreira che porta sullo schermo la storia di una tragedia mineraria in Brasile, “Home Town” di Zahara Hosseini sullo sfruttamento del lavoro umano in una miniera di carbone in Iran e “Black Tide” di Andres Posse e Stephanie Bates sui danni delle fuoriuscite di petrolio negli oleodotti in Colombia provocate dalle attività di gruppi di narcoterroristi. La giuria è formata dal regista Paco Mariani, dalla giornalista Agnese Cossu e dalla critica cinematografica Daniela La Torre (tutti i giurati saranno presenti al Festival).

DIRITTI UMANI: lungometraggi e mediometraggi

Tra i film iscritti nella sezione, pensata sia per lunghi sia per mediometraggi, i selezionatori hanno scelto 4 opere. “Libya War on the Road” è un documentario di Lorenzo Moscia (il regista sarà presente al Festival) realizzato con materiale girato durante il conflitto del 2011 mentre “Yemen’s Dirty War” diretto dai francesi Guillame Dasquié (il regista sarà presente al Festival) e Nicolas Jiallard apre uno squarcio sulla guerra dimenticata nel Paese della Penisola Arabica. Completano il quadro dei film in concorso “Feminity” di Mohsen Ostad Ali che racconta storie difficili di donne iraniane e “Tin City Voices” dove il canadese Elijah Marchand mostra la vita in un ghetto di Georgetown, capitale della Guyana. Compongono la giuria Beniamino Saibene, presidente del Milano Film Festival, Heinz Hermanns, direttore dell’Interfilm International Short Film Festival di Berlino, e il critico Simone Tricarico (tutti i giurati saranno presenti al Festival).

DIRITTI UMANI: cortometraggi

Dei numerosi brevi film visionati la commissione di selezione ha deciso di portare in concorso 8 lavori che aprono lo sguardo su vari di temi riguardanti i diritti umani. Dall’abuso della polizia in nome dell’emergenza antiterrorismo in Francia mostrato nella fiction “4AM” di Mehdi Fikri al lavoro in una fabbrica di mattoni in Iran descritto nel documentario “Dusty Dream” diretto da Soleiman Rahimi. E tra gli altri anche “By Reason or Force” di Giarella Araya Vega, su bambini spediti in scuole gestite dall’esercito militare cileno per una educazione super nazionalista, e “A Dead Sea” dell’israeliano Nahd Bashir su un uomo palestinese autistico che viene ucciso per un’incomprensione. A scegliere il migliore film della sezione saranno il regista Daniele Atzeni e le attrici Francesca Buffoni e Francesca Murru (tutti i giurati saranno presenti al Festival).

ANIMAZIONI

Al sempre particolare e affascinante linguaggio dell’animazione il festival dedica una sezione specifica. Nella selezione si trovano, tra gli altri, il corto tunisino “Edicius” diretto da Emir Haj Salah, dove viene affrontato il tema del bullismo con tragiche conseguenze, e il messicano “Tio” di Juan Medina che in stop motion racconta il primo giorno di lavoro un giovane minatore. In concorso anche “Nothing Left” dell’inglese Frankie Sutton e “We Are Not Alone” dell’oristanese Francesca Floris che attinge alla cultura sarda riprendendo la figura del demone del sonno S’Ammuttadori. In tutto 10 cortometraggi che saranno votati, per decretare il vincitore, da una rappresentanza di Fridays for Future e UniCa Lgbt dell’Università di Cagliari: Adelaide Fois, Bianca Pili, Carla Urru, Emily Loffredo, Massimiliano Aresu, Sara Pinna, Teresa Mulas (tutti i giurati saranno presenti al Festival).

SPERIMENTALI: cortometraggi

Nella categoria di lavori sperimentali sono stati scelti altri 8 film, molto diversi tra loro. Da “Wedding Cake” di Monica Mazzitelli che utilizza i pupazzi playmobil per raccontare la storia tragica di una donna costretta a prostituirsi, a “Squared” dell’ucraina Helena Gudkova che gioca con famose opere d’arte, da “Potato” dell’egiziano Mohamed El-Badry che si ispira al quadro di Van Gogh “I mangiatori di patate” al corto “Awakening of the Goddess” di Debjani Mukherjee sulla violenza di genere in India. La giuria è composta da un gruppo di migranti richiedenti asilo presenti nel centro di accoglienza straordinaria di Villanovaforru: Ali Mohamed, Ben Naser Amen Allah, Ben Said Saif, Dandio Mohamed, Karifa Kourouma (tutti i giurati saranno presenti al Festival).

WORLD PANORAMA: cortometraggi / Tema libero

Più libera da vincoli tematici è la sezione World Panorama dove trovano spazio sempre 8 titoli. Tra questi “Aparat” dell’iraniano Hasan Najmabadi che evoca la magia del cinema con un omaggio anche a Nuovo Cinema Paradiso di Tornatore e “North Pole” della regista macedone Marija Apcevska che racconta il caos della pubertà. E ancora dalla Corea del Sud il corto “Schoolyard” di Ha Yeon Jung, nato all’interno di un progetto scolastico, e dalla Cambogia “Sound of the Night” di Chanrado Sok e Kongkea Vann, spaccato di vita tra le strade della capitale Phnom Penh. A scegliere il miglior lavoro di questa sezione sarà un gruppo di studenti – coordinati dai docenti Eleonora Caria, Elena Pisanu, Giovanni Giuseppe Scanu e Marcella Sirigu – dell’Istituto di istruzione superiore “Vignarelli” di Sanluri: Chiara Erbì, David Mascia, Davide Stampatori, Federica Medda, Federico Lussu, Federico Mostallino, Gianluca Serpi, Luigi De Antoni, Marcello Siddu, Martina D’Auria, Martina Stella Aisa, Matteo Carta, Matteo Marrone, Melissa Melis, Nicola Mocci, Riccardo Scintu, Sara Bellina, Sara Tronci (tutti i giurati saranno presenti al Festival).

Life After Oil "By Reason of Force"
Life After Oil "Home Town"
Life After Oil "Lybia War on the Road"
Life After Oil "Tricked into Surgery"

I PREMI

Le opere in concorso si disputeranno i premi e le menzioni nelle diverse sezioni del festival. Al miglior lungometraggio/mediometraggio sui temi dell’ambiente andrà il Premio Giuseppe Ferrara, 1000 euro offerti dal comune di Pattada insieme a un prezioso coltello, simbolo del paese. Il miglior lungometraggio/mediometraggio sui diritti umani riceverà il Premio Valentina Pedicini, 1000 euro dal comune di Ottana e la maschera tipica del carnevale dello stesso paese barbaricino. I migliori cortometraggi della sezione ambiente e della sezione diritti umani saranno premiati con una pergamena dal comune di Villanovaforru.

Altre pergamene andranno al vincitore tra gli sperimentali e della sezione World Panorama, consegnate rispettivamente dai giurati del Centro di accoglienza straordinaria di Villanovaforru e da quelli dell’Istituto di istruzione superiore “Vignarelli” di Sanluri. Il primo classificato tra i lavori d’animazione riceverà anche una scultura pintadera consegnata da Fridays For Future e Unica Lgbt di Cagliari. Previste inoltre una menzione speciale per la sezione diritti umani che verrà attribuita da Emergency Gruppo Sassari, una per il miglior cortometraggio che verrà assegnata da Italia Nostra, una per il miglior film del festival attribuita da Medicina Democratica e una menzione speciale per il miglior film sull’ambiente che verrà data dal WWF di Sassari.

EVENTI COLLATERALI

Non solo cinema. Life After Oil è anche musica, sport, letteratura. Le proiezioni delle serate dal 21 al 24 settembre saranno aperte, alle 19:00, dalle esibizioni del cantautore Federico Marras Perantoni, del polistrumentista Matteo Leone, del musicista Giancarlo Onorato, del compositore Saffronkeira. Nell’ultima serata, dalla mezzanotte per la chiusura del festival, ci sarà invece il deejay Leo Mas. Per quanto riguarda lo sport torna nel pomeriggio il torneo di calcio a cinque, affiancato quest’anno da altre attività: beach volley, tennis e fionda.

Nello spazio Altre Storie curato da Matteo Mandis in programma il 23 settembre, alle 18:00 al Bar Centrale, la presentazione del libro “Spartak Lecce” con l’autore Andrea Ferreri e il giorno dopo un incontro sui festival cinematografici con Beniamino Saibene, presidente del Milano Film Festival, Blagota Marunović, direttore del Green Montenegro International Film Fest, e Heinz Hermanns, direttore dell’Interfilm International Short Film Festival di Berlino.

Tags: ambientecinemadiritti umaniLife After Oil IFFVillanovaforru
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